Cardiologia – Ricerca I.R.C.C.S. MultiMedica

L’Unità Operativa (U.O.) di Ricerca e di Cura dell’Insufficienza Cardiaca è specificamente designata allo sviluppo della ricerca clinica avanzata per l’assistenza e cura dei pazienti affetti da insufficienza cardiaca di diversa eziologia e grado. Per tale motivo l’attività dell’ “Unità Operativa” del’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) MultiMedica è stata riconosciuta dal Ministero della Salute, di particolare interesse per la ricerca, assieme ad altre tre strutture IRCCS nazionali ed il Dott. Gronda è stato nominato, dal Ministero, Referente per l’attività di coordinamento della ricerca sull’insufficienza cardiaca presso gli stessi. In particolare è stata riconosciuta la significativa esperienza nell’integrazione tra la componente di cura ospedaliera e quella di cura ambulatoriale della malattia. L’attività clinica svolta sul paziente non ospedalizzato è supportata da una struttura dedicata al monitoraggio domiciliare per garantire un’adeguata prevenzione dell’aggravamento della malattia ed il trattamento preventivo di possibili complicanze intercorrenti, quali le aritmie, le alterazioni della pressione arteriosa, la ritenzione di liquidi ecc.

L’U.O. ha sviluppato la ricerca nel campo della terapia di neuromodulazione dello scompenso cardiaco ottenendo risultati internazionalmente riconosciuti per l’efficacia nella prevenzione delle recidive di scompenso acuto. La riduzione delle recidive di scompenso cardiaco rappresenta un obiettivo prioritario nel trattamento della malattia che presenta un elevato costo per la Sanità in rapporto al numero ed alla durata delle ospedalizzazioni. La ricerca condotta in MultiMedica ha dimostrato come, l’impiego dello stimolatore barorecettoriale, sia stato in grado di ridurre in modo ampio e duraturo le riacutizzazioni dello scompenso, nell’arco di oltre quattro anni. Sulla scorta di questi risultati è stato disegnato ed è in corso negli USA, uno studio multicentrico, per confermare l’efficacia della cura su larga scala. Grazie all’ esperienza maturata presso l’IRCCS MultiMedica, la ricerca con un’innovativa tecnologia prenderà il via nel febbraio 2017. Lo studio prevede di monitorare a domicilio il quadro di compenso cardiocircolatorio, misurando l’entità della congestione polmonare nei pazienti e dando la possibilità di curare gli stessi senza ricovero in ospedale.

È importante ricordare che l’insufficienza cardiaca tra le malattie cardiovascolari detiene il primato delle l’ospedalizzazione per forme acute. Essa inoltre costituisce la diagnosi secondaria più frequentemente associata a qualsiasi altra causa di ricovero in pazienti con patologie mediche, comprendendo quelle oncologiche. Questi dati consentono di comprendere come l’attività dell’UO in campo assistenziale riguardi una mole di pazienti che va ben oltre la gestione dei letti dedicati alla ricerca clinica. In particolare l’azione di consulenza e di assistenza viene estesa su pazienti degenti presso altre Unità Operative in base a specifiche richieste anche per la successiva gestione nella fase post dimissione. Tra i pazienti ricoverati presso l’U.O. di Ricerca prevalgono condizioni che necessitano soluzioni terapeutiche di alta specializzazione basate su interventistica cardiologica di vario tipo e cardiochirurgia. Per questo motivo il follow up ambulatoriale, diretto dal Prof. Emilio Vanoli, segue più di 600 pazienti e di cui 460 sono dotati di strumentazione di telemedicine per il monitoraggio domiciliare.

La U.O. si occupa, in modo particolare, della ricerca per la cura dei pazienti con forme d’insufficienza cardiaca avanzata. E’ questo il caso degli interventi strutturali condotti sul cuore di soggetti fortemente compromessi. I pazienti in questione richiedono interventi di cura molto complessi che comportano uno stretto coordinamento delle risorse professionali e tecnologiche necessarie a conseguire il risultato ottimale in ogni paziente. In questa casistica il nostro Centro rappresenta un riferimento consolidato confermato dalla pressante richiesta delle industrie del settore di testare nuovi strumenti di cura quali lo stimolatore del glomo carotideo impiantato precocemente in pazienti in classe funzionale NYHA II, nuovi strumenti per l’ablazione tissutale, protesi cardiache innovative, ecc. Sulla scorta di questa riconosciuta esperienza il Ministero della Salute ha deciso di supportare presso la rete degli IRCCS la ricerca coordinata dal Dott. Edoardo Gronda presso MultiMedica denominata FATE, acronimo di FAiling hearT in Elderly indirizzata allo studio di nuove cure nell’anziano.

Dr. Edoardo Gronda, Direttore

Dr. Emilio Vanoli

Dr. Barbara Baronio

Dr. Luca Alberti

Dr. Giuseppe Costantino