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La Patologia Traumatica

Lesioni tendinee

Che cosa sono

I tendini sono lo strumento grazie al quale i muscoli riescono a flettere ed estendere polso e mano; si inseriscono sulle ossa e possono essere paragonati a corde lisce, flessibili e molto resistenti. Una ferita da taglio anche poco profonda è in grado di causare una lesione tendinea, specialmente in alcune regioni del polso dove i tendini scorrono molto prossimi alla cute. Meno frequentemente può essere causata da un evento traumatico brusco, in assenza di tagli della cute, che strappi il tendine dalla sua inserzione sull’osso.

Come si curano

ll trattamento è di tipo chirurgico ed è volto a ripristinare la continuità del tendine e restituirne la funzione.
Un trattamento precoce dà migliori garanzie di successo. L’intervento dipende dal tipo di lesione.
Se un tendine viene completamente tagliato, il capo connesso al muscolo si retrae come fosse un elastico: per questo è talvolta necessario esplorare la ferita ampliandone le dimensioni; i due capi vengono poi suturati insieme. Qualora il tendine sia invece stato strappato è necessario fissarlo nuovamente sull’osso. L’intervento viene eseguito con anestesia del solo arto superiore.
Nel post-operatorio, in seguito ad un periodo di immobilizzazione, assume fondamentale importanza il trattamento fisioterapico con tutori statici e dinamici ed esercizi mirati a prevenire rigidità ed aderenze tra tendine e strutture circostanti.
In particolar modo le aderenze, risultato del fisiologico processo di guarigione, sono una possibile causa di insuccesso del trattamento chirurgico e la loro rimozione può necessitare un ulteriore intervento.

Fratture

Che cosa sono

Una frattura è un’interruzione della continuità di un osso che si verifica solitamente in seguito ad un evento traumatico. Una frattura può essere scomposta se i due monconi si spostano e non si trovano più allineati sullo stesso asse, o composta se i frammenti rimangono sullo stesso asse; una frattura può essere chiusa, se non c’è lacerazione del tessuto muscolare o cutaneo, o esposta, quando un moncone lacera la cute: in questi casi aumenta il rischio di infezione.
La frattura del polso o delle dita è una patologia relativamente comune. In generale essa si manifesta con dolore violento, deformazione dell’arto, gonfiore, incapacità funzionale e dei movimenti, tumefazione ed ecchimosi.

La diagnosi si effettua generalmente con una radiografia.

Come si curano

L’applicazione di un tutore chiuso o di un apparecchio gessato può essere sufficiente nel trattamento di una frattura composta e stabile o che è stata ridotta. In alcuni tipi di fratture scomposte i capi ossei possono essere mantenuti nella corretta posizione mediante l’utilizzo di fili di metallo o di viti inserite con metodo percutaneo. Altri casi richiedono un intervento chirurgico e l’ausilio di mezzi di sintesi come fili, viti o placche che stabilizzino l’osso.

In traumi della mano più importanti può mancare una parte di osso o la frattura è tale da non poter essere riparata direttamente. In tali casi è necessario ricorrere ad un innesto di osso prelevato da un’altra parte del corpo per garantire maggiore stabilità. La formazione del callo osseo, parte del processo di guarigione, richiede molto tempo e prevede un periodo variabile di immobilità. In seguito alla guarigione dell’osso possono residuare problemi articolari o diminuzione di forza. In questi casi sarà fondamentale il trattamento fisioterapico.

Lesioni nervose

Che cosa sono

I nervi sono strutture fragili e possono essere danneggiati da un’eccessiva pressione, uno strappo oppure un taglio. Qualora vengano lesionate le fibre nervose la corretta conduzione del segnale viene a mancare ed i sintomi possono essere di natura motoria (paralisi dei muscoli innervati) e sensitiva (perdita di sensibilità in corrispondenza del territorio di distribuzione del nervo leso); raramente la sintomatologia può essere isolata per i soli nervi sensitivi o motori.

Come si curano

Tutte le lesioni nervose periferiche sono da operare in tempi brevi, meglio se in urgenza. Il trattamento, dunque, è di tipo chirugico e prevede la sutura microchirurgica dei due capi recisi con fili e strumenti ottici adeguati.
Qualora, invece, si debba riparare una lesione con un’ampia perdita di sostanza o in caso di lesioni tardive è consigliato l’utilizzo di un innesto nervoso; questo significa prelevare un nervo da un’altra parte del corpo o allestire muscolo in vena per colmare lo spazio e permettere in questo modo alle fibre a monte dell’interruzione di rigenerare e raggiungere l’altro capo del nervo. La guarigione è un processo lento e la velocità di crescita del nervo dipende dall’età del paziente, dalla modalità del trauma e da altri fattori.

Nel post-operatorio è importante prevenire la rigidità delle articolazioni e la progressiva atrofia dei muscoli innervati dal nervo leso; per questo scopo è di fondamentale importanza la fisioterapia ed il confezionamento di tutori mirati.