Mamma e bambino

Allattamento: tutto quello che c’è da sapere

Passati i dubbi e le paure del parto, le mamme si trovano sempre più spesso nell’incertezza per quanto riguarda la gestione del neonato a casa e l’allattamento.
La rete di supporto che un tempo circondava le neomamme, viene oggi a mancare lasciandole prive di punti di riferimento, ma cariche di punti di domanda, insicurezza e ansia.
Una delle maggiori preoccupazioni è quella di non riuscire ad allattare il proprio bambino e di avere insufficiente quantità di latte per poterlo nutrire adeguatamente.
Allora sfatiamo qualche mito.
Innanzitutto è bene sottolineare che tutte le donne hanno le potenzialità per allattare, la percentuale di coloro a cui, per motivi fisiologici, è impossibile farlo è pari solo all’1%. Il restante 99% è perfettamente in grado di allattare, è sufficiente partire con il piede giusto.

Iniziare ad allattarlo il prima possibile

Per promuovere la produzione di latte è bene stimolare il seno sin da subito e frequentemente. Prima il neonato viene attaccato al seno e meglio è. L’ideale sarebbe entro 2 ore dalla nascita perché in quel momento l’istinto di suzione è molto accentuato ed è fondamentale che il neonato riceva il colostro: il siero che inizia a formarsi fin dalla 25° settimana di gravidanza e che precede l’arrivo della montata lattea. Esso è ricco di anticorpi preziosissimi per il suo sistema immunitario.
Il colostro fuoriesce in quantità molto piccole e questo causa preoccupazioni nelle neomamme che temono di non nutrire a dovere il proprio bambino. Non è così. Lo stomaco dei neonati è molto piccolo e immaturo ed i reni non sono ancora in grado di gestire grosse quantità di liquidi nei primi giorni di vita.
Grazie alla stimolazione del seno, data da poppate frequenti e via via più lunghe, nel giro di qualche giorno si verificherà la “montata lattea” e la produzione del latte maturo.

Dopo quanto arriva la montata lattea?

L’arrivo del latte avviene in giorni diversi per ogni donna: può arrivare il secondo giorno dopo il parto oppure dopo una settimana. Ciò non deve preoccupare purché il peso del neonato non diminuisca oltre il calo ponderale previsto, ossia una perdita di peso fisiologica che al terzo giorno di vita può arrivare fino al 10-12% in meno del peso alla nascita.
Il neonato recupererà il suo peso alla nascita nel giro di una decina di giorni.

Quali vantaggi ho ad allattare al seno?

Il latte materno è l’alimento migliore per il neonato e presenta innumerevoli vantaggi non solo pratici, ma anche economici. È un alimento specie-specifico, ossia adatto nella sua composizione proprio ai bisogni del neonato. Il latte di ogni mamma è perfetto per il proprio bambino: la sua composizione cambia durante la giornata e nei mesi a seconda di ciò di cui il neonato necessita in quel preciso momento; il bambino potrà regolare da solo la quantità di latte di cui ha bisogno.
è sempre pronto, pulito, a temperatura ideale e non va mai a male, è pratico da usare anche in viaggio e non richiede la somministrazione di altri liquidi o alimenti.
Inoltre, alimentarsi al seno favorisce lo sviluppo della mascella, della lingua e dei muscoli del condotto uditivo del neonato, incrementa il legame mamma bambino e soprattutto… è gratis!

Quanti pasti deve fare e quanto deve stare attaccato?

L’allattamento non deve seguire orari rigidi. Il neonato sa benissimo quanto tempo deve ciucciare al seno della sua mamma, quindi niente poppate di dieci minuti per seno o ogni 3 ore, deve potersi attaccare tutte le volte che vuole e per tutto il tempo che vuole: quando sarà sazio, sarà lui stesso a staccarsi spontaneamente o addormentarsi. La composizione del latte materno cambia durante la giornata e una poppata può risultare più digeribile di un’altra, quindi è normale che dopo poco tempo il neonato possa chiederne ancora. Un po’ per volta imparerà ad attaccarsi con un ritmo più regolare. Inoltre la ricerca del seno può avvenire non solo per nutrimento, ma anche per consolazione e conforto.

Mangerà abbastanza?

Pesare il neonato prima e dopo la poppata per controllare quanto ha mangiato rischia solo di generare ansie: la quantità di latte ingerita può oscillare considerevolmente da una poppata all’altra. Ci sono poppate in cui beve di più, altre in cui fa solo pochi sorsi, alcune in cui il latte ha una composizione meno ricca di proteine, altre in cui è più grasso e nutriente, quindi sazia anche con quantità inferiori.
Ciò che conta non è quanto mangia, ma come cresce. Per controllare la sua crescita, basterà pertanto pesarlo una volta alla settimana nei primi mesi, per poi diradare via via la frequenza delle pesate fino a una al mese.
In caso di dubbi basterà osservare il proprio bambino e controllare quanti pannolini bagna: se sono almeno 6/8 nelle 24 ore e se si scarica almeno 2 o 4 volte, significa che mangia bene ed è ben idratato.

Avrà bisogno di bere?

No. Il neonato allattato esclusivamente al seno trova nel latte materno l’acqua che gli serve per dissetarsi. Nei primi 6 mesi di vita necessita pertanto solo del latte della sua mamma. Anche se fa molto caldo, non necessita di integrazioni di acqua o altre bevande.

Posso dargli il ciuccio?

Per l’utilizzo del ciuccio è consigliato attendere che il neonato abbia imparato ad attaccarsi correttamente al seno della mamma e che si alimenti in modo valido.

Come posso evitare le ragadi?

La causa principale della comparsa di questi fastidiosi e a volte dolorosi taglietti sui capezzoli, è lo scorretto attacco del neonato al seno. È pertanto opportuno chiedere informazioni all’ostetrica fin dalla nascita affinché possa valutare il vostro seno, l’attacco del neonato e suggerirvi diverse posizioni per allattarlo.

Posso mangiare tutto?

È vero che ciò che la mamma mangia cambia il sapore del latte, ma la stessa cosa accadeva con il liquido amniotico, quindi il neonato già conosce i sapori dei cibi con cui la sua mamma si alimentava durante la gravidanza. Pertanto non vi è alcuna limitazione se non per caffè, alcool e farmaci.

Fino a quando posso allattare?

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) raccomanda l’allattamento esclusivo fino ai 6 mesi di vita del bambino e consiglia di proseguire fino ad almeno tutto il primo anno. Si può comunque continuare fino a quando lo desiderano mamma e bambino.

E infine

Il segreto per un buon e soddisfacente allattamento è avere fiducia: in voi, nel vostro corpo, nel vostro bambino e nelle vostre sensazioni.
E per ogni altro dubbio, piccolo o grande che sia, affidatevi a personale competente e ricordatevi che le ostetriche dell’Ospedale San Giuseppe sono a vostra disposizione.

Cinzia Piola, coordinatrice ostetrico-infermieristica, Ospedale San Giuseppe – Gruppo MultiMedica.