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Amianto e polmoni

L’amianto, o asbesto, è il nome di un gruppo di minerali fibrosi impiegati per quasi un secolo in molti prodotti di utilizzo comune nei paesi occidentali prima di essere proibito perché cancerogeno.

Il brevetto dell’amalgama cemento-amianto risale al 1901 e già nei primi anni del ‘900 inizia la produzione in scala industriale di vari oggetti in amianto. Per sottolinearne l’elevata resistenza il cemento-amianto viene battezzato Eternit, dal latino aeternitas, «eternità».
Il successo commerciale che ebbe l’amianto fu conseguenza di una serie di fattori: facilità estrattiva (cave a cielo aperto, miniere poco profonde), estrema lavorabilità delle sue fibre, grande resistenza alle alte temperature e a varie sostanze chimiche, basso costo.
Svariate quindi le applicazioni in molti campi: produzione di lastre di rivestimento, pavimenti, coperture, tegole per tetti, tubi per acquedotti, canne fumarie, isolante nelle intercapedini, abiti per pompieri, freni per auto, perfino sedie e fioriere.

Le prime segnalazioni del rapporto diretto tra amianto e tumori risalgono agli anni ’30 quando nel Regno Unito vengono introdotti impianti di ventilazione per ridurre i rischi nei lavoratori. Negli anni ’40 la Germania riconosce che i lavoratori dell’amianto sono esposti al rischio di tumore maligno della pleura e del polmone.
Bisogna però aspettare il 1983 perché l’Islanda, primo paese al mondo, metta l’amianto al bando. In Italia il divieto arriva 10 anni dopo ma i rischi per la salute rimangono: la fibra di amianto è molto più sottile di un capello e le polveri di amianto quando inalate possono provocare malattie polmonari benigne come l’asbestosi (porta all’insufficienza respiratoria) e tumorali maligne della pleura (mesotelioma) e del polmone (carcinoma).
La possibilità di ammalarsi è tanto maggiore quanto più è prolungata l’esposizione, con un tempo di latenza dall’ultimo contatto con l’amianto che può arrivare anche a 20-30 anni prima che il tumore insorga.

La grande diffusione dell’amianto come coibentante nelle navi e dell’eternit negli edifici industriali e domestici, pone a rischio non solo chi ha lavorato nei porti, nelle industrie navali e nell’edilizia ma anche chi ha abitato in case costruite con questo minerale perché è un minerale molto friabile, si deteriora con il tempo e rilascia polvere e fibre cancerogene.
Purtroppo nonostante la normativa imponga di sostituire ed eliminare l’amianto attraverso precise procedure, nelle zone con capannoni industriali o nei quartieri popolari è frequente vedere ancora i caratteristici tetti grigi ondulati di eternit.

Attualmente sono oltre 50 le nazioni che hanno messo al bando l’amianto e si stima che il numero di tumori da esso provocati in questi paesi, Italia compresa, inizierà a diminuire dal prossimo decennio. Al contrario nelle nazioni dove l’amianto è ancora utilizzato a livello industriale senza alcuna protezione per i lavoratori e per la popolazione, come ad esempio l’India, ci aspettiamo un incremento notevole nei prossimi anni delle malattie croniche respiratorie e dei tumori polmonari e pleurici.

Sintomatologia

Da un punto di vista medico il lungo tempo che intercorre tra l’esposizione all’amianto e lo sviluppo della malattia rende difficile fare una prevenzione efficace: non esistono al momento esami del sangue che ci possano far individuare i soggetti a rischio, così come i sintomi della malattia che si sta sviluppando sono solitamente aspecifici (tosse, febbricola) e sovente tardivi. Nel caso dei tumori pleurici la mancanza di fiato (dispnea da sforzo) è conseguente allo sviluppo di un versamento pleurico che comprime il polmone riducendone la capacità di ventilazione.

Diagnosi

La radiografia del torace standard è spesso insufficiente per diagnosticare in fase precoce una neoplasia pleuro-polmonare, più utile sarebbe la TC del torace ma purtroppo non esistono programmi di screening a livello regionale o nazionale. In soggetti particolarmente a rischio si potrebbero eventualmente attivare dei programmi di sorveglianza pneumologia in ambiente ospedaliero specializzato.

Terapia

La terapia dei tumori polmonari è chirurgica nelle forme iniziali e consiste nell’asportazione della porzione di polmone colpita dalla neoplasia (ad es. lobectomia), nelle forme più avanzate dove la malattia è diffusa le cure sono di tipo medico (chemioterapia, radioterapia). Diverso è il caso della pleura: il tumore pleurico (mesotelioma) si giova della chirurgia solo in casi selezionati (pleurectomia) e più frequentemente viene curato con la chemioterapia.