Diagnosi e cure

Lottare con Arte contro il tumore

Anche a chi è più abile nella conversazione può capitare di provare emozioni che non riescono a trovare la giusta espressione, che non trovano una forma verbale adeguata e si bloccano inquiete dentro di sé. Non tutto si riesce a raccontare in modo esauriente. Eleonora Secchi, Arteterapeuta presso il Dipartimento oncologico del Gruppo MultiMedica ci spiega come superare questo scoglio grazie all’Arteterapia.

L’Arteterapia

L’Arteterapia è una terapia non verbale in cui la produzione artistica si sostituisce alla parola come mezzo di comunicazione. Le varie tecniche artistiche e i molteplici materiali permettono di immaginare, raccontare ed esprimere pensieri, vissuti ed emozioni affidandosi al potere evocativo delle immagini. Un percorso di Arteterapia può sciogliere qualche nodo. L’Arteterapeuta, dalla doppia formazione artistica e psicologica, accompagna i percorsi facendosi garante di un luogo di incontro con il paziente, protetto, accogliente e fecondo. Gli interventi di Arteterapia possono essere applicati in contesti riabilitativi e terapeutici rivolti a utenze diverse sia nell’area delle difficoltà psicologiche o sociali che in quella del benessere, con una finalità più propriamente preventiva del disagio.

L’Arteterapia in MultiMedica

Da circa quattro anni presso il Day Hospital Oncologico dell’Ospedale MultiMedica di Castellanza è attivo un servizio di Arteterapia. Si parte dal presupposto che l’arte non è un fenomeno unico e irripetibile, ma un vero e proprio linguaggio strutturato con specifiche regole e l’Arteterapeuta fa si che il paziente apprenda questa grammatica dell’arte per poter visualizzare e metter a fuoco pensieri ed emozioni e renderli così visibili attraverso le immagini. Il paziente può così dare forma alla propria interiorità e rielaborarla, sistemarla, aggiustarla. Lo scopo è quello di favorire dei cambiamenti apprezzabili in un primo momento nell’arte ma trasferibili poi alla vita quotidiana. L’opera artistica è il cuore dell’Arteterapia ed è ricca di significati e contenuti che l’Arteterapeuta raccoglie e riporta al paziente. Partendo da questi presupposti in MultiMedica nel 2012 abbiamo avviato un vero e proprio atelier di Arteterapia, sfociato, nella primavera del 2014, nel progetto The Tree of Life, l’albero della vita, realizzato in sinergia con l’équipe dell’Associazione Oncologica Multimedica Onlus. Un progetto ispirato alla semplicità, ideale punto di partenza in una situazione di vita in cui tutto è diventato complesso. L’iniziativa, infatti, consiste in un albero di cartapesta collocato nella sala d’attesa del Day Hospital Oncologico; accanto a esso un semplice tavolino con del materiale artistico e un album ricco di immagini. Queste le istruzioni leggibili sui pannelli posti nella sala: scegliere un’immagine, collocarla su di un supporto, decorarla o scrivere qualcosa e attaccarla all’albero in modo da farlo “fiorire” con il proprio contributo. Un albero, simbolo antico e dalle molteplici valenze, in attesa di prendere di vita con i pensieri, le emozioni, i contenuti di chi vive la sala d’attesa.

Da ascoltatori a interpreti…

Un’iniziativa che sbalordisce per semplicità ma che di fatto rappresenta una rivoluzione copernicana: ciò che viene richiesto al paziente non è più la “frequenza”, di un corso, di un incontro o di un laboratorio, ma la “partecipazione” lasciando la massima libertà di adesione. Abbiamo eliminato la presenza diretta dell’arteterapeuta, che non è più costantemente presente al momento della creazione ma si fa carico della manutenzione dell’installazione e garante dei contenuti espressi. Non solo, con la proposta di interagire con lo spazio circostante decorando l’installazione e di dare così senso al tempo d’attesa si è aperta la possibilità di contribuire e partecipare anche ai parenti dei pazienti. Quando l’albero è comparso, benché fosse frutto di un’attenta riflessione, il suo carattere totalmente sperimentale non forniva nessuna garanzia di partecipazione e di successo. Il suo destino era incerto, eppure appena collocato al suo posto è stato subito inaugurato ed è fiorito il primo contributo: una donna con un lungo abito luminoso che passeggia nella notte viene affiancata dalla frase: “Un lungo cammino…insieme”. Un buon auspicio? Dal quel momento, nel corso delle settimane e dei mesi successivi, l’albero è stato arricchito da diverse creazioni, in maggioranza immagini accompagnate da frasi ma anche origami, disegni, poesie…nessun limite alla creatività personale è stato imposto. L’albero è fiorito in maniera così vitale da “costringerci” ad aggiungere dei rami nel muro adiacente in modo da contenere tutti i contributi senza affollamenti. La sala d’attesa è stata letteralmente invasa dalla linfa vitale dell’albero.

… per far fiorire i propri sentimenti

Dalla ricchezza di frasi e messaggi è evidente il forte desiderio di comunicare sia da parte dei pazienti che dei parenti, dei quali è stato possibile riconoscere i messaggi: dagli uni emerge la volontà di “esserci” e di sostenere mentre dagli altri si apprende la volontà di resistere, il concetto di tempo e di esistenza che è inevitabilmente cambiato e il bisogno di conforto che condividono con i propri cari. In questa prima fase del progetto è emerso con intensità il desiderio di lasciare una riflessione più universale in cui anche altri possono riconoscersi, condividendo speranze e sensazioni. L’albero si è nutrito ed è fiorito così, con la voglia di comunicare e lasciare traccia del proprio passaggio con un messaggio che sia di conforto per gli altri, non solo per sé.
The Tree of Life ci ha insegnato che nel bisogno di sperare c’è l’origine della vitalità.

Presso la Sede di Castellanza l’albero è attualmente nella seconda fase del progetto: i partecipanti affidano a immagini di animali un messaggio personale da collocare sull’albero. Questa nuova fase si apre alla possibilità di addentrarsi più nella sfera personale dei partecipanti. Uccelli variopinti, ricci sornioni, leggiadre farfalle con i loro messaggi legati ad una zampa o in forma di fumetto hanno popolato l’albero fino a raggiungere la sessantina di contributi. A Sesto l’albero è installato da luglio 2015 ed è alla sua massima fioritura. La speranza, l’inquietudine e la volontà di sostegno hanno qui trovato una veste intensa e poetica attraverso le immagini e le parole dei partecipanti.

Gli alberi di “The Tree of Life” sono in continua evoluzione, cambiano con le stagioni, si aprono a nuove vie di interazione con il paziente e rifioriscono di nuove possibilità comunicative.