Ricerca scientifica

Una buona idea vale l’impegno di una vita

“Quando si ha fiducia, curiosità e una buona idea, tutto è possibile”.

Più della fortuna o delle conoscenze, più di una famigliarità al successo, al di là di qualunque svantaggio alla partenza, quel che conta è credere nella forza delle proprie intuizioni e trovare gli strumenti per farle camminare. Senza smettere mai. Potrà sembrare un consiglio adatto a ogni situazione, un motto evergreen. Ma proprio perché immediato nella sua semplicità, si fa presto a dimenticarlo.

L’animo del guerriero per fare ricerca

Essere ricercatore, ieri come oggi, richiede studio e competenze, certamente. Ma l’indole da guerriero, di chi va incontro anche a quelle sfide date perse…è un lato del carattere forgiato dalla storia personale. Antonio Ceriello, oggi Coordinatore del “Progetto Diabete” del Gruppo MultiMedica, si è chiesto più volte se fosse giusto vivere le esperienze del momento oppure dare seguito a un’idea insistente, quella che muove l’esigenza e la motivazione a fare ricerca scientifica. Playmaker cestista nella serie D a Napoli, poi manager e medico del lavoro all’Alfa Romeo, le occasioni per fermarsi e percorrere una carriera spianata, pianificata, semplice non sono mancate.

Ma quando si ha una predisposizione all’investigare e una passione per gli enigmi insoluti, allora nulla nella propria vita dev’essere prevedibile.

“Perché la ricerca scientifica non è un procedimento lineare, si può fallire (spesso) oppure può succedere (ancora più spesso) che dall’idea alla dimostrazione il percorso si interrompa” spiega il Professor Ceriello. Ma così non è accaduto per la prima idea forte sulla Glicosilazione, nei primi anni ’80: tre anni di duro lavoro e molte soddisfazioni condivise con la rete di conoscenze che l’allora giovanissimo ricercatore era riuscito a creare per concretizzare questo particolare e sofisticato studio.

A questa seguirono altre fortunate esperienze accademiche, in laboratorio e in cattedra come full professor alla Oklaoma City Universitye alla Warwick University, prima di approdare a una intensissima esperienza all’università di Barcellona. Lo scienziato italiano secondo al mondo per l’h-index in Diabetologia ha insegnato anchea Udine prima di dedicarsi all’attività all’estero.

La ricerca sul diabete in MultiMedica

Poi, però, è giunta una nuova, insistente idea: quella di tornare in Italia e dare forma a un nuovo modello di assistenza, prevenzione e ricerca.

La sfida è affascinante e Ceriello, a quasi quarant’anni di esperienza, vuole vincerla con MultiMedica. “Abbiamo un ottimo team per la ricerca di base e abbiamo stretto partnership con gruppi ad alta qualità professionale, il personale medico è tra i più qualificati – assicura il professore –: valorizzando e mettendo in dialogo queste realtà, si può rendere un servizio alla collettività andando a rispondere a una delle emergenze sanitarie globali, il diabete. Per certi versi, anche qui occorre quel fiuto del detective e la determinazione del guerriero. Se non mi avesse sempre accompagnato la sensazione profonda di farcela, non avrei mai dato tutto me stesso per un’idea”.

E nel tempo libero? Può concedersi uno studioso come Antonio Ceriello un paio d’ore lontano dalla tensione della ricerca? Macché, quando si prediligono i gialli d’autore o un buon legal thriller!