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Certificazione europea di qualità per il Centro di Senologia MultiMedica

La complessità della diagnosi e cura dei tumori della mammella è andata talmente aumentando negli ultimi anni che è nata tra gli operatori la consapevolezza della necessità di una risposta “di squadra” a questa sfida così importante. Per quasi cento anni, infatti, la cura del cancro mammario è stata la mastectomia, cioè l’asportazione chirurgica totale del seno.

Da chirurgia ad approccio multidisciplinare: la Breast Unit

Negli anni ’70 è nata la chirurgia conservativa, che unisce un’asportazione della sola parte malata e una irradiazione della ghiandola rimanente. Inoltre, nello stesso periodo, si è sviluppata la cura medica (chemioterapia e ormonoterapia) del rischio di recidiva e di metastasi. Lo scenario si è così trasformato e i protagonisti della cura del tumore al seno sono diventati tre: il chirurgo (che prima era il solo attore), il radioterapista e l’oncologo medico. Ad essi, poco dopo si è aggiunto il chirurgo plastico, professionalità essenziale per il mantenimento di una corretta immagine corporea dopo qualunque tipo di menomazione di un organo così cosmeticamente importante come il seno.

Successivamente, le scoperte della ricerca di laboratorio hanno consentito un ulteriore passo avanti, quello della cosiddetta caratterizzazione biologica del carcinoma mammario e cioè la capacità di dettagliare sempre di più le caratteristiche di ogni singolo caso, distinguendo quelli a dipendenza ormonale da quelli insensibili allo stimolo endocrino, quelli a rapida crescita da quelli a lenta crescita, quelli con invasione vascolare da quelli che ne sono privi. Una serie quindi di fattori prognostici e predittivi che permettono di identificare una cinquantina di diversi “profili biologici” ai quali corrispondono prognosi diverse e quindi terapie differenti.

Il quinto attore del gruppo è così divenuto il patologo, vero autore della diagnosi finale e quindi influenzatore principale del programma postoperatorio.

La sviluppo tecnologico, infine, ha toccato anche la diagnostica, introducendo mammografia digitale, tomosintesi, risonanza magnetica, possibilità di biopsie accurate anche di lesioni non palpabili. Il quinto attore è dunque il radiologo senologo, specializzato e dedicato alla patologia del seno.

La squadra si completa con l’infermiere dedicato, la cosiddetta “breast nurse” che diviene il punto di riferimento della paziente nel complesso percorso di diagnosi e cura sopra descritto, a contatto con specialisti diversi la cui opera deve essere integrata e coordinata. Ed è la breast nurse che anche coinvolge di volta in volta le altre professionalità quali lo psicologo, il genetista, la fisioterapista.

Il corretto funzionamento di questa “squadra” chiamata “Breast Unit”, cioè centro di senologia, è regolato da indicatori di qualità, perché la valutazione della performance di un gruppo avviene in modo ovviamente diverso da quella di un singolo professionista.

L’importanza di verificare e certificare la qualità della Breast Unit

Bccert-logo-EUSOMA_webL’entità che alla fine degli anni ’90 ha emesso le prime linee guida per il controllo di qualità delle Breast Unit è l’Eusoma, società scientifica europea di mastologia, cioè appunto di senologia. L’applicazione e la verifica delle linee guida è stata affidata alla società Italcert che gestisce le ispezioni di controllo (site visits) e il network dei centri di senologia certificati in Europa (www.breastcentrescertification.com).

MultiMedica ha abbondantemente superato, con i suoi quasi 300 nuovi casi annui, il limite minimo imposto per ottenere la certificazione di qualità e dopo la site visit del 2015 e le successive verifiche ha ottenuto nel marzo 2016 la certificazione europea di qualità per il proprio servizio di senologia articolato sulle tre sedi di Castellanza, Milan San Giuseppe e Sesto S. Giovanni.

Il riconoscimento è stato prontamente salutato con soddisfazione anche dalle associazioni femminili impegnate sul fronte del tumore al seno in quanto la certificazione di qualità di MultiMedica aggiunge un punto di riferimento importante per le donne che sono colpite da questa malattia.