Diagnosi e cure

Colonscopia indolore grazie a un “minirobot”

La Colonscopia tradizionale eseguita con l’endoscopio flessibile, per molti pazienti risulta essere un esame doloroso, in quanto lo strumento avanza mediante la “spinta” esercitata dall’operatore. Questo determina uno stiramento delle pareti del colon e del mesocolon, provocando la sintomatologia dolorosa. Per ridurre o eliminare il dolore, in corso di colonscopia viene praticata la sedazione (parziale e profonda) mediante la somministrazione di farmaci per via endovenosa. La sedazione, comunque, non sempre è tollerata ed in una minima percentuale dei casi può produrre degli effetti collaterali/complicanze. Da tenere conto, infine, che dopo la sedazione il paziente può lasciare l’ospedale solo se accompagnato e nelle 12/24 successive non può guidare o prendere decisioni importanti (legali). Per tali motivi negli ultimi anni sono state sviluppate metodiche alternative non gravate dalle suddette limitazioni e fra queste si pone la Colonscopia robotica Endotics, ora disponibile in San Giuseppe presso il Servizio di Endoscopia Digestiva diretto dal dr Cosentino.

Cos’è?

Il Colonscopio robotico Endotics è un sistema computerizzato che utilizza un cilindro in silicone molto flessibile (il colon vero e proprio) che, grazie ad un meccanismo pneumatico, ha la capacità di allungarsi ed accorciarsi. Alle estremità al cilindro ci sono due sistemi di ancoraggio (clamper) che consentono al sistema di agganciarsi alla mucosa mediante una delicata suzione. Questo permette al colonscopio di avanzare (alla stregua di un “bruco”) lungo il colon in modo autonomo e senza alcuna azione meccanica o spinta dall’esterno. Il colon-robot, procedendo nel lume colico adattandosi alle curve del viscere, fa in modo che il disagio del paziente sia minimo o assente. Altra peculiarità del sistema e che il colon con la sua coda ed il serbatoio di aspirazione vengono forniti in set monouso, eliminando quindi il rischio di infezione crociata tra pazienti.

Differenze e somiglianze con la colonscopia tradizionale

  • Affidabilità diagnostica. La colonscopia robotica ha la stessa affidabilità diagnostica di quella tradizionale in quanto consente un’ottima visualizzazione della mucosa. Inoltre il sistema consente di eseguire biopsie e la rimozione di piccoli polipi.
  • Preparazione alla colonscopia. La preparazione intestinale è simile a quella della colonscopia tradizionale, ma nella colonscopia robotica bisogna essere maggiormente scrupolosi in quanto eventuali residui fecali, oltre a disturbare la visione, possono compromettere l’ancoraggio e l’avanzamento dello strumento.
  • Tollerabilità. La colonscopia robotica è usualmente ben tollerata dal paziente in quanto la progressione dello strumento è del tutto atraumatica. Tuttavia l’insufflazione dell’aria necessaria per distendere il colon potrebbe, in alcuni soggetti con bassa soglia del dolore, determinare una sensazione di fastidio/dolore. La procedura usualmente non necessita di sedazione (per cui si eliminano i possibili effetti collaterali legati ai farmaci), ma nei pazienti che lo richiedono è possibile ugualmente praticare una blanda sedazione per via endovenosa.
  • Durata dell’esame. La progressione dell’Endotics è più lenta di quella di un colonscopio tradizionale, per cui la durata dell’esame risulta maggiore (in media 40 minuti).
  • Complicanze. Grazie alla propulsione “a trazione” il sistema è sicuro, per cui non esistono rischi di perforazione o di altre complicanze legate alla semplice colonscopia diagnostica. Per la polipectomia, invece, il rischio equivale a quello della colonscopia tradizionale (emorragia 0,6-3%, perforazione 0,3-2%).
  • Rischio d’infezione. Il sistema Endotics è monouso e fornito in confezione sterile, pertanto non esistono rischi di trasmissione di infezioni.
  • Limiti della metodica. Il diametro del colonscopio robotico, superiore di 4 mm rispetto al colonscopio tradizionale, rende più difficile o impossibile l’esame in pazienti con restringimento cicatriziale dell’ano o con segmenti ristretti del colon (substenosi da diverticoli, da malattie infiammatorie, da tumore, ecc.) soprattutto per via della caratteristica debolezza della spinta di propulsione dello strumento, che, dall’altro è caratteristica di sicurezza. Inoltre, al momento, non è stata provata in procedure endoscopiche operative complesse (dilatazioni, posizionamento endoprotesi, polipectomie complesse, ecc.).
  • Conversione in colonscopia tradizionale. Al contrario di altre metodiche indolori o meno invasive (ad esempio la colonscopia virtuale o con videocapsula), la colonscopia robotica consente, in accordo con il paziente, un’immediata conversione alla metodica tradizionale qualora fosse utile o necessario in quei casi la nuova metodica incontri dei limiti di tipo diagnostico e/o operativo.
  • Colonscopia robotica e gastroscopia transnasale nella stessa seduta. La colonscopia robotica e la gastroscopia nasale sono due metodiche innovative ed indolori. Il loro abbinamento consente di effettuare in una unica seduta un doppio controllo (sia dell’intestino superiore che inferiore) garantendo il massimo comfort possibile per il paziente e la sua massima autonomia con evidenti vantaggi in termini di tempo e rischio di complicanze.