Prevenzione

Conosci il tuo cuore? Oggi è il giorno giusto per scoprirlo.

Oggi la stragrande maggioranza delle persone usa i misuratori automatici di pressione, i quali, oltre ai valori pressori forniscono anche la frequenza cardiaca. Ciò fa si che nell’immaginario comune pressione e battito cardiaco vadano di pari passo. In realtà misurano e indicano aspetti diversi legati alla salute del cuore. La pressione arteriosa è la forza del sangue che scorre contro le pareti delle arterie, mentre la frequenza cardiaca – le pulsazioni per intenderci – è il numero di volte che il cuore batte ogni minuto.

Qui di seguito, con l’aiuto dei nostri cardiologi, cercheremo di sfatare alcuni luoghi comuni legati proprio a questi due parametri.

 

1. Pressione arteriosa e la frequenza cardiaca sono sempre collegate

 FALSO – E’ vero che pressione e frequenza spesso salgono e scendono insieme (in una situazione di stress, per esempio, i valori della pressione e delle pulsazioni possono innalzarsi contemporaneamente), tuttavia, se la frequenza cardiaca aumenta, ciò non significa automaticamente che la pressione arteriosa salirà o viceversa.
FALSO – E’ vero che pressione e frequenza spesso salgono e scendono insieme (in una situazione di stress, per esempio, i valori della pressione e delle pulsazioni possono innalzarsi contemporaneamente), tuttavia, se la frequenza cardiaca aumenta, ciò non significa automaticamente che la pressione arteriosa salirà o viceversa.

2. Pressione arteriosa e frequenza cardiaca per essere considerate nella norma devono avere valori precisi.

 FALSO – E’ vero che pressione e frequenza spesso salgono e scendono insieme (in una situazione di stress, per esempio, i valori della pressione e delle pulsazioni possono innalzarsi contemporaneamente), tuttavia, se la frequenza cardiaca aumenta, ciò non significa automaticamente che la pressione arteriosa salirà o viceversa.
FALSO – In accordo con le maggiori Società Scientifiche del settore, possiamo considerare normali valori pressori al di sotto di: 140 mmHg per la sistolica e 90 mmHg per la diastolica. Non esiste, invece, un valore minimo di riferimento; viene considerato come normale il valore più basso in assenza di sintomatologia. La frequenza cardiaca è nella norma se tra i 60 ei 100 battiti al minuto (bpm) a riposo. Ma non è così per tutti, pertanto è bene verificare col proprio medico quale sia il vostro standard.

3. Una bassa pressione arteriosa o basse pulsazioni indicano sempre un problema

FALSO – Ciò che è normale per un individuo, può essere un campanello di allarme per un altro. Ad esempio, in un giovane sportivo 50 o 40 pulsazioni al minuto sono fisiologiche. Lo stesso valore, in una persona sedentaria, può invece indicare la necessità di sottoporsi ad un approfondimento cardiologico. In altri termini, i “numeri” da soli non dicono nulla; vanno contestualizzati e valutati caso per caso.
FALSO – Ciò che è normale per un individuo, può essere un campanello di allarme per un altro. Ad esempio, in un giovane sportivo 50 o 40 pulsazioni al minuto sono fisiologiche. Lo stesso valore, in una persona sedentaria, può invece indicare la necessità di sottoporsi ad un approfondimento cardiologico. In altri termini, i “numeri” da soli non dicono nulla; vanno contestualizzati e valutati caso per caso.

4. La pressione alta è più pericolosa di una frequenza cardiaca elevata.

VERO -: Ancora una volta però, ciò che è considerato normale può variare da soggetto a soggetto. Ciò che è ormai indiscutibilmente dimostrato è che l’ipertensione non controllata è un fattore di rischio per malattie cardiache (infarto, insufficienza cardiaca) e ictus. Anche l’elevata frequenza cardiaca può essere un segno di pericolo, ma il rapporto di causa-effetto non è così chiaro come per la pressione.
VERO -: Ancora una volta però, ciò che è considerato normale può variare da soggetto a soggetto. Ciò che è ormai indiscutibilmente dimostrato è che l’ipertensione non controllata è un fattore di rischio per malattie cardiache (infarto, insufficienza cardiaca) e ictus. Anche l’elevata frequenza cardiaca può essere un segno di pericolo, ma il rapporto di causa-effetto non è così chiaro come per la pressione.

5. Più veloce è la frequenza cardiaca minore è la durata della vita.

VERO - Da diversi studi epidemiologici, è emerso che coloro che hanno normalmente una frequenza cardiaca elevata a riposo (tra 80 bpm e 90 bpm) hanno una aspettativa di vita più breve rispetto a chi ha una frequenza cardiaca assetata tra 60 bpm e 69 bpm. Tuttavia, la buona notizia è che 15/ 30 minuti di moderato esercizio fisico quotidiano, come camminare a ritmo sostenuto, possono ridurre se non addirittura azzerare queste percentuali negative.
VERO – Da diversi studi epidemiologici, è emerso che coloro che hanno normalmente una frequenza cardiaca elevata a riposo (tra 80 bpm e 90 bpm) hanno una aspettativa di vita più breve rispetto a chi ha una frequenza cardiaca assetata tra 60 bpm e 69 bpm. Tuttavia, la buona notizia è che 15/ 30 minuti di moderato esercizio fisico quotidiano, come camminare a ritmo sostenuto, possono ridurre se non addirittura azzerare queste percentuali negative.

L’Heart team dell’IRCCS Cardiovascolare MultiMedica di Sesto San Giovanni è in grado di garantire un approccio globale alla condizione clinica del paziente mettendo a sua disposizione tutta la competenza e la disponibilità dei suoi specialisti, oltre che tutti gli strumenti e la tecnologia d’avanguardia per una diagnostica e un trattamento d’eccellenza.

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