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Sono egoista, quindi dono il sangue!!!

Solitamente non è questo il motivo per cui si inizia a donare il sangue; della necessità di sangue (bene che se non donato non sarebbe disponibile!) se ne parla abbastanza e, se non vogliamo chiudere le orecchie, gli appelli per le carenze o i promemoria per le donazioni ci arrivano da diverse parti: dai mass-media, nelle scuole, sui luoghi di lavoro, tramite le comunità religiose, nei centri di aggregazione sociale, nelle aree shopping, addirittura per strada o sui mezzi pubblici. Per cui è chiaro a tutti quanto sia facile farlo e, se non si è proprio pigri, si comincia volentieri con la prima donazione scoprendo un ambiente sanitario piacevole e informale; visto che è così facile si continua… ma donando si scoprono conseguenze inaspettate.

Subito dopo la donazione ci si sposta al bar o al punto ristoro per acqua, caffè, the, succhi di frutta, dolcetti o brioche… tutto accompagnato da uno spazio di relax (a volte l’unico della giornata!). A qualcuno, dalla soddisfazione, scappa anche di chiedere alla barista “Grazie! Quanto le devo?” svelando così la sua posizione di donatore “novellino”; e la risposta della barista “Assolutamente nulla! È tutto gratis per i donatori!” ricorda un modo semplice per ringraziare il donatore.

Poi, dopo un po’ di tempo (quando ormai ci eravamo quasi scordati della donazione fatta) arriva a casa l’esito degli esami eseguiti sul proprio sangue: 2-3 pagine di valori che abbracciano un po’ tutte le principali funzioni dell’organismo, commentati da un medico. E sono certo che molti donatori, vedendoli, hanno pensato “Caspita! Dovevo proprio fare un bel controllo, ma non trovavo mai il tempo di andare dal medico per le prescrizioni, poi al laboratorio per il prelievo, poi ritirare gli esiti e ritornare dal medico per mostrarli”… invece ecco qua tutto pronto, compresi i consigli per la propria salute (e senza nemmeno il ticket da pagare).

E cosa dire delle visite ed esami “collaterali” alla donazione? I medici stessi del centro donazioni ricordano quando è ora di eseguire elettrocardiogramma e visita cardiologica (scadenzati secondo l’età e i fattori di rischio) e se qualcosa in visita suggerisce una necessità di approfondimento, A.V.I.S. stessa è in contatto con specialisti dedicati.
Sbirciando tra le info e le newsletter di A.V.I.S., o proposte dai medici, si scopre anche la possibilità di sottoporsi a spirometria e visita pneumologica, valutazione della nutrizionista (… e chi non ne ha bisogno?), otorinolaringoiatra, psicologa, tutto a disposizione, senza costi, direttamente presso la sede A.V.I.S. e su appuntamento, senza perdere troppo tempo.

La tutela della salute del donatore, per la quale A.V.I.S. Milano ha acceso un servizio dedicato, è una priorità. Un donatore sano è un donatore che potrà donare a lungo, e il sistema migliore per mantenersi sani è la prevenzione. Il donatore è “persona sana” (definizione di legge) e per assicurarcene, prima di ogni donazione si valutano esami e si fa un colloquio-visita con un medico… su questa persona sana si eseguono esami completi e visite specialistiche, e si offrono consigli per la salute anche in assenza di disturbi e a cadenza regolare: potremmo chiamarla prevenzione estrema!!!

Bisogna anche sottolineare che il donatore di sangue abituale è più controllato della popolazione media, quindi si ha un veloce riconoscimento di eventuali rischi o sintomi patologici: non è raro il riscontro precoce di malattie ancora allo stadio iniziale e quindi meglio curabili, ed anche la cura personale della propria salute è più stimolata.
Non dimentichiamo poi la gratificazione personale, che viene dalla consapevolezza di aver contribuito a salvare una vita e l’immagine positiva che il donatore ha nella società e l’apertura di nuovi rapporti sociali.

Donare il sangue fa senza dubbio bene al ricevente… ma anche al donatore!!!