Diagnosi e cure

FIAT LUX. La cornea e il trapianto

La cornea è il tessuto trasparente che costituisce la parte centrale della porzione anteriore dell’occhio. La sua funzione è di proteggere il contenuto dell’occhio lasciando passare la luce e di partecipare, insieme alla lente intraoculare chiamata cristallino, alla messa a fuoco delle immagini sulla retina. La trasparenza della cornea può diminuire a causa di traumi o malattie, causando alterazioni delle immagini proiettate sulla retina fino a una grave compromissione della vista.

Per fortuna la cornea è un tessuto che può essere sostituito con quello sano di un donatore tramite il trapianto di cornea.
I casi per i quali è necessario un trapianto di cornea sono diversi: malattie congenite, traumi dovuti a incidenti o esiti d’infezioni, che rendono la cornea opaca o deformata, e che danneggiano progressivamente la vista.

Le patologie della cornea, spesso colpiscono entrambi gli occhi, riducendo la vista anche a livelli molto bassi. Tutte le patologie che provocano una grave alterazione della trasparenza (ad esempio la cheratopatia bollosa) e della curvatura della cornea (come il cheratocono) conducono alla riduzione parziale o totale della vista. Se queste condizioni non sono in altro modo curabili, o il danno da esse prodotto è irreversibile, il trapianto di cornea rappresenta l’unica possibilità terapeutica.

Non vi sono limiti di età per il trapianto di cornea, l’intervento può essere eseguito sia in bambini, che in adulti e anziani. Il trapianto offre a queste persone la possibilità di riacquistare la vista, tornando ad una vita normale.

Il trapianto di cornea è un intervento di microchirurgia, eseguito in centri di Alta Specializzazione come il Servizio Cornea della Clinica Oculistica dell’Ospedale San Giuseppe di Milano.
Il trapianto richiede una cornea sana proveniente da un donatore deceduto; chiunque è un potenziale donatore. Ad esempio possono donare anche persone con problemi visivi, come la miopia, la cataratta oppure alcune di quelle già operate agli occhi. Dopo il prelievo le cornee donate vengono inviate ad una “Banca degli Occhi”,

Per essere trapiantate devono essere analizzate, valutando la vitalità delle loro cellule e alcuni parametri biologici. Al fine di garantire la massima sicurezza per chi riceve la cornea, si procede anche ad un’accurata valutazione dello stato di salute del donatore. Se le cornee sono idonee, vengono inviate ai chirurghi oftalmologi per il trapianto. In Lombardia come in altre regioni, le cornee non idonee sono utilizzate per la ricerca scientifica.

L’intervento di trapianto

Si tratta di un intervento di microchirurgia, eseguito con l’ausilio di un microscopio operatorio. Il chirurgo rimuove la parte centrale della cornea malata e la sostituisce con la cornea sana di un donatore.

Negli ultimi anni hanno avuto diffusione le tecniche di trapianto di tipo lamellare, che consentono di sostituire solo lo strato di cornea patologica, riducendo il grado d’invasività dell’intervento con un più rapido recupero visivo e minori rischio di rigetto e d’infezioni post operatorie.

L’acquisizione delle tecniche di trapianto lamellare non è prerogativa di tutti i centri di trapianto, in quanto richiede una particolare formazione dedicata, come nel caso dei chirurghi dell’Ospedale San Giuseppe.

I cosiddetti lembi per i trapianti lamellari sono preparati da alcune Banche degli Occhi mediante strumentazioni estremamente precise su indicazione del chirurgo.
Durante la procedura vengono applicati dei punti di sutura con un filo più sottile di un capello. L’intervento dura da 45 minuti a 2 ore circa, secondo le differenti situazioni, e può essere fatto in anestesia generale o locale, in base alle esigenze del paziente e delle abitudini del chirurgo.

Generalmente il ricovero è di una notte. L’intervento può essere eseguito anche con ricovero giornaliero (day surgery), a seconda dell’organizzazione di ogni singolo reparto ospedaliero o della complessità del caso clinico.

L’intervento non comporta dolore. Dal giorno seguente l’intervento si può gradualmente rimanere senza benda per riabituare l’occhio a rimanere aperto alla luce.

Il decorso post operatorio

La terapia prescritta dall’oculista deve essere seguita con scrupolo perché ogni dimenticanza può aumentare il rischio di rigetto e di infezioni. Di solito la terapia viene protratta per diversi mesi e ridotta gradualmente col passare del tempo.

La sutura viene rimossa in momenti differenti del post operatorio, a seconda del caso, a un mese dall’intervento nei trapianti di lamellari di endotelio corneale oppure a 6 mesi o 1 anno nei trapianti di cornea a tutto spessore. La rimozione richiede pochi minuti.

Una volta fatto il trapianto si possono riprendere le normali attività quotidiane.
Particolare attenzione deve essere rivolta ad evitare pressioni e traumi sull’occhio operato in quanto la ferita è ancora in via di cicatrizzazione.

In linea di massima, si consigliano da uno a due mesi di convalescenza, ma molto dipende dal recupero individuale: Per ottimizzare la visione, può essere indicato l’uso di occhiali o di lenti a contatto.

Il rigetto

La maggior parte dei casi che richiedono il trapianto della cornea (ad esempio il cheratocono, la cheratopatia bollosa e le distrofie ereditarie) sono interventi a basso rischio di rigetto. Nel caso si manifestasse, la terapia a base di colliri è il più delle volte efficace nel risolverlo senza danni per il trapianto. Il rischio di rigetto inizia dopo circa un mese e si riduce gradualmente entro il primo anno, anche se, molto raramente si possono verificare lievi episodi di rigetto anche a distanza di molti anni dal trapianto.

Nei casi in cui il rigetto abbia comportato l’opacamento della cornea trapiantata, l’intervento può essere ripetuto.

Conclusioni

In conclusione, grazie alla ricerca scientifica in cui il contributo italiano ha un ruolo di primo piano, il trapianto di cornea è un intervento che si è evoluto molto negli ultimi anni. In passato il trapianto era un solo tipo d’intervento in cui si sostituiva la cornea a tutto spessore nella parte centrale, ora è un insieme di procedure atte a sostituire, con la minore invasività per il paziente, solo la parte di cornea danneggiata. Ciò ha permesso di rendere più rapidi i tempi dell’intervento, della degenza, del recupero nel post-operatorio e di ridurre i rischi di rigetto.

Questi vantaggi permettono attualmente di includere un numero maggiore di pazienti fra i candidati all’intervento con risultati molto soddisfacenti.