Mamma e bambino

Gli ultimi giorni prima del parto:
come preparasi adeguatamente al lieto evento

L’attesa è quasi finita, tra pochi giorni arriverà il fatidico giorno, si percepiscono sensazioni di gioia ma anche di ansia. Ecco come arrivare serene ad affrontare l’evento.

I nove mesi di gravidanza sono agli sgoccioli, ci si sente ansiose e piene di dubbi e si viene assalite dalla voglia di cercare informazioni e suggerimenti su come interpretare il proprio corpo, quando è davvero arrivato il momento, e cosa fare in sala parto. Le ostetriche dell’Ospedale San Giuseppe suggeriscono di affidarsi al proprio corpo, in quanto l’istinto è di fondamentale aiuto alla donna un momento così importante. Oltre a ciò, consigliano di:

Come capire se sono Prodromi o si è in travaglio?

Il periodo prima del travaglio è definito periodo prodromico e può durare da poche ore a diversi giorni. Non tutte le donne lo percepiscono, le contrazioni in questo periodo avvengono in maniera irregolare e possono produrre ansia sul cosa sia possibile fare… la risposta? Tutto, qualsiasi cosa sia rilassante, come una doccia o una camminata.

Mangiare e bere

Il travaglio e il parto richiedono energie (n.b. anche l’utero è un muscolo e necessita di essere nutrito e idratato), non è quindi vietato, durante il travaglio, alimentarsi con cibi che apportino energia immediata come cioccolato, marmellata, miele, succhi di frutta, fette biscottate, biscotti, crackers, frutta disidratata, etc.

Depilazione

Non è necessario presentarsi in sala parto totalmente depilate, ma se la futura mamma si sente più tranquilla può farlo. Solo in caso di parto cesareo è meglio depilarsi a casa o dalla propria estetista in quanto in ospedale la depilazione verrebbe fatta con il rasoio.

Purga

Anche per la purga seguono le regole della depilazione, non è necessaria ma è a discrezione della futura mamma se si sente più a suo agio e tranquilla a farla. Oltretutto, la purga nel periodo prodromico può aiutare la regolarizzazione dell’attività contrattile dell’utero.

Esami e referti

È opportuno che la futura mamma porti con se tutti gli esami e referti svolti durante la gravidanza. Molto importante è eseguire per tempo la visita anestesiologica per l’epidurale.

Cinque motivi per recarsi in ospedale

  1. Se si avvertono tre contrazioni regolari per intensità, durata e frequenza nel giro di dieci minuti e ognuna della durata di circa un minuto per almeno un paio d’ore per i primi figli e un’ora per le pluripare, allora potrebbe essere iniziato il travaglio ed è giunto il momento di recarsi in ospedale. Se non siete sicure che le contrazioni siano quelle “giuste”, può essere utile mettersi sotto la doccia: l’acqua ha un effetto bivalente e può fermare o incalzare il travaglio a seconda dei casi. Spiegano le nostre ostetriche.
  2. La perdita delle acque. Quando accade, non significa che il parto è imminente e si ha margine di tempo prima di recarsi in ospedale, a patto che il liquido perso sia limpido e non verde: in questo caso, il tempo diminuisce perché si tratta del meconio del bambino e richiede un monitoraggio più intensivo.
  3. In presenza di perdite ematiche.
  4. Un aumento della temperatura corporea sopra i 37,5° e l’aumento della pressione arteriosa sopra i 140/90 mm/Hg
  5. In caso di assenza di movimenti fetali. Verso la fine della gravidanza diminuiscono perché lo spazio nell’utero inizia a scarseggiare, ma i movimenti non devono mai mancare. In caso contrario, è necessario recarsi al pronto soccorso. chiariscono le ostetriche.