Prevenzione

Idrocolonterapia e salute

Le cause del malfunzionamento intestinale spesso sono lontane dalla nostra pancia, le numerose connessioni che legano il nostro intestino al nostro cervello inviano e ricevono messaggi ai due sistemi che interagiscono tra loro influenzandosi a vicenda.
Lo stress, l’ansia, le emozioni negative pesano sulla salute dello stomaco e del nostro intestino, alterando la flora batterica, il normale funzionamento, la produzione di ormoni, di acidi, di citochine e di enzimi. Ma anche il disordine intestinale e l’alterazione delle flora batterica a loro volta producono effetti negativi sul nostro sistema nervoso centrale e, se il colon riceve certi input, può decidere di lavorare troppo o troppo poco dando origine a stitichezza, diarrea, alitosi, meteorismo, intestino irritabile ma anche cefalee, scarsa concentrazione, stanchezza persistente e variazioni della postura (pancia rilassata e prominente).
Pertanto spesso la nostra salute dipende dal dialogo dei nostri due cervelli, centrale ed enterico, che formano un vero e proprio asse.

In che modo l’Idrocolonterapia (ICT) può aiutarci a rendere armonico questo dialogo?
Pulendo il nostro corpo dell’interno.

Ci avevano già pensato gli antichi Egizi che, per tre giorni al mese, si nutrivano pochissimo ed effettuavano dei lavaggi del retto per scongiurare tutte le malattie, i primi documenti storici risalgono al 1500 a.C.. Poi a rafforzare questa teoria ci pensò nel 1908 lo stesso Metchnikoff, Nobel per la medicina, con la sua affermazione: “la morte ha origine nel colon”.
Oggi, alla luce dei risultati raccolti in anni di studi e pratica, l’Idrocolonterapia può essere utilizzata sia a scopo preventivo che terapeutico per il mantenimento di una sana funzionalità intestinale ma anche come preparazione in tutte quelle procedure endoscopiche, radiologiche o ecografiche che prevedono l’uso di una preparazione intestinale.
È un punto di partenza per la rieducazione funzionale del colon. L’acqua introdotta, distendendo le pareti, fa sì che le cellule muscolari lisce della sottomucosa si contraggono e in maniera molto naturale l’intestino inizia a muoversi. Si hanno buoni risultati nel caso di stipsi cronica, di candidosi vaginale recidivante, di disfunzioni diverticolari, di sindrome del colon irritabile, di meteorismo o ipotonia intestinale, ma diventa di fondamentale importanza nei pazienti anziani affetti da poli-patologie, allettati, mielolesi, spina bifida, paralisi celebrale con incontinenza nei quali si hanno ottimi risultati in termini di riduzione della stipsi o dell’incontinenza fecale con un netto miglioramento della qualità di vita. Rimuovendo tutte le tossine, le scorie e la flora batterica “malata” che ristagnano all’interno dell’intestino, a volte anche per mesi come per esempio nelle stipsi croniche, il nostro colon riacquista la sua fisiologica funzionalità e le condizioni ottimali per favorire l’attecchimento di una nuova flora batterica intestinale che potrà essere riequilibrata con una adeguata miscela di probiotici. Questo si tradurrà in una riduzione dei gas in eccesso, miglioramento della digestione, diminuzione della sintomatologia infiammatoria, regolarità intestinale e annullamento degli stati d’animo negativi causati dai disturbi intestinali.

Come funziona?

L’idrocolonterapia, o irrigazione retrograda del colon, è una pratica semplice, indolore priva di effetti collaterali con benefici immediati e si avvale solo di due elementi fondamentali, l’acqua e l’esperienza del terapista. Dura circa 45 minuti, produce un’immediata sensazione di benessere e pulizia che resta anche nei giorni successivi alla seduta e inoltre riduce immediatamente il senso di gonfiore e tensione addominale.
Il paziente è comodamente disteso sul lettino dapprima sul fianco sinistro e, dopo l’inserimento della cannula rettale, si può girare se preferisce in posizione supina. La cannula ha due vie, una per l’ingresso dell’acqua a pressione controllata e microfiltrata e l’altra per l’espulsione del materiale fecale. Il tutto è collegato ad una macchina che permette al terapista di regolare la pressione, il flusso, la temperatura ma anche di decidere il numero di lavaggi o il ritmo da tenere in base all’anamnesi del paziente, alla sua funzionalità intestinale e all’obbiettivo da raggiungere. I ripetuti lavaggi imprimono un’onda meccanica endoluminale che permette lo scollamento dei residui fecali dalle pareti del lume e promuove la motilità in maniera attiva e duratura, mentre l’uso di acqua fredda e calda stimolano la capacità peristaltica della muscolatura del colon. Inoltre, il terapista si aiuta con un massaggio addominale che segue il flusso idrico sia in ingresso che in uscita così da permettere all’acqua di raggiungere tutti i tratti dell’intestino ottenendo un completo svuotamento. Si potrebbe dire che le mani del terapista seguono l’onda, a volte la stimolano nei casi di stipsi, a volte la guidano nei casi di megacolon e a volte per rilassare l’addome come per esempio nei casi colon irritabile.

Il lavaggio retrogrado del colon è inoltre un valido alleato di tutti quegli esami che prevedono “pulizie” intestinali prima di essere eseguiti. In questo ambito, l’Ospedale San Giuseppe e l’Ospedale MultiMedica Castellanza da tempo ormai lo propongono al posto delle classiche preparazioni intestinali per tutti quegli esami che prevedono una preparazione colica come per esempio la colonscopia ma anche indagini radiologiche o ecografiche (RX del tubo digerente e in particolare dell’ultimo tratto dell’intestino, Ecografia addominale, Colontac virtuale e Clismaopaco). Viene eseguito appena prima della colonscopia con livelli di pulizia uguali a quelli ottenuti con la preparazione classica: non serve il digiuno, non si assumono grandi volumi di liquidi in un tempo ristretto e magari con un sapore sgradevole, non vi sono i disagi né gli effetti indesiderati che i pazienti lamentano come nausea, senso di ripienezza epigastrica, gonfiore addominale, a volte crampi. In altri termini con il colon wash finalmente la preparazione alla colonscopia non è peggio della colonscopia stessa.

Indicazioni e controindicazioni