Alimentazione

Il menù sano e buono del Giorno del Ringraziamento

Dal 1621, l’ultimo giovedì di novembre, negli Stati Uniti, si festeggia il ThanksgivingDay, il Giorno del Ringraziamento, una delle feste più amate dagli americani che negli ultimi decenni ha travalicato i confini per giungere anche in Europa. Nonostante infatti non sia una festa formalmente riconosciuta, tutti sappiamo di cosa si tratta. Merito forse anche del cinema americano che negli anni ci ha raccontato di una festa che mette tutta la famiglia seduta intorno ad un tavolo, dominato da un unico vero protagonista: il tacchino. Intorno a lui, a completare la scena, salsa di mirtilli, patate dolci e torta di zucca
Un menù succulento da condividere con parenti, amici e vicini di casa, nel pieno rispetto della tradizione. Ma oltre ad essere buono, è anche salutare?

Cominciamo dal tacchino, un concentrato di proteine e ferro
Iniziamo con il dire che il tacchino, così come pollo, gallina e coniglio, rientrano nel gruppo delle cosiddette carni bianche, ricche di proteine nobili, indispensabili all’organismo, per esempio, per rinnovare i tessuti e per la formazione degli ormoni, degli enzimi, degli anticorpi e di aminoacidi ramificati, utili nel metabolismo dei muscoli e nel promuovere lo smaltimento delle tossine che si formano quando un organismo svolge un intenso lavoro atletico.
Nonostante l’aspetto bianco della carne, 10g di tacchino contengono rispettivamente 2,5g di ferro, valori più o meno equivalenti alla carne di bovino.

Facile da digerire e povera di grassi
Le carni bianche hanno anche il vantaggio di essere più facilmente masticabili e digeribili, soprattutto se cucinate in modo semplice. La ridotta presenza di grassi, che nel tacchino senza pelle è pari all’1,5%, riduce l’apporto calorico rendendo questa carne ideale per chi tiene sotto controllo il peso.

 

Composizione per 100 g. di prodotto acqua g. proteine g. lipidi g. glicidi g. ferro mg. calorie
tacchino petto 70,2 22 4,9 0,4 2,5 134
coscia 69,2 20,9 11,2 0,4 2,5 186
ala 68,2 22,3 11,5 0 2,5

 

Il ripieno di castagne, un’alternativa al pane
Nel Giorno del Ringraziamento non esiste tacchino senza il ripieno di castagne, un alimento che per lungo tempo è stato essenziale tanto da guadagnarsi l’appellativo di “pane dei poveri”.
Sono un frutto sano e nutriente; fresche, secche o ridotte in farina si prestano per infinite preparazioni culinarie.
Grazie al loro ottimo contenuto in carboidrati complessi, le castagne sono un vero e proprio alimento base in grado di sostituire i più pregiati cereali. Non a caso lo storico greco Senofonte, vissuto tra il 430 ed il 355 a.c., definì il maestoso castagno come l’albero del pane.

Tanti modi per cucinarle
Le castagne si consumavano e si consumano tuttora soprattutto arrostite (caldarrosta), candite e lesse (ballotta). Dalle castagne si ricava anche l’omonima farina, ingrediente base di molti dolci (castagnaccio), polente e del cosiddetto “pane d’albero”, tipico di alcune zone della Francia.

L’alimento ideale per gli sportivi
Da un punto di vista nutrizionale la castagna è un alimento di elevata qualità grazie all’alta percentuale di amidi abbinata ad un discreto contenuto di grassi, proteine, sali minerali (soprattutto potassio, fosforo, zolfo, magnesio, calcio, ferro) e vitamine (C, B1, B2 e PP). Queste caratteristiche, unite all’ottima digeribilità, rendono la castagna un alimento ideale anche per gli sportivi.

Attenzione a chi ha il diabete
Durante la cottura buona parte dell’amido si riduce in zuccheri semplici, conferendo alle castagne il tipico sapore dolciastro e rendendole controindicate a chi soffre di diabete.

La salsa di mirtillo
Il mirtillo nero ha proprietà antiossidanti, vaso costrittrici e blandamente antinfiammatorie grazie rispettivamente agli antociani e ai tannini catechinici di cui è particolarmente ricco.
Il frutto consumato fresco è consigliato nel trattamento della diarrea, nei casi di infiammazione di bocca e gola.
Gli antocianosidi risultano utili in diversi ambiti, dalla terapia del danno retinico e della fragilità e permeabilità capillare dell’occhio,al trattamento della cellulite, della ritenzione idrica, delle emorroidi e delle vene varicose.
Nonostante l’effetto terapeutico sia inferiore, anche i frutti del mirtillo rosso trovano impiego in ambito fitoterapico; la loro applicazione principale rimane comunque quella alimentare dove vengono utilizzati per la preparazione di gustose gelatine e marmellate di frutta.

Patate, un contorno facilmente digeribile
Sebbene abbiano, rispetto ad altre verdure e ortaggi, un certo apporto energetico dovuto ad un contenuto più elevato di glucidi (amido), non devono essere escluse dalla dieta. Per quanto riguarda le altre funzioni nutrizionali hanno caratteristiche simili alle altre verdure. Da tenere presente in particolare l’apporto di alcune vitamine del gruppo B (tiamina, niacina). Modesto invece il contenuto di proteine. A completare il quadro nutrizionale ci sono vitamina C, potassio e oligominerali (rame, ferro, cromo e magnesio).

Quando consigliarle o sconsigliarle
Da evitare in presenza di stati di dilatazione gastrica per via della loro facile fermentatività.
Consigliate al contrario in presenza di emorroidi (poiché favoriscono la formazione e l’espulsione di feci abbondanti e morbide), gastrite, colite, ulcera e infiammazione della cute (per le loro proprietà energetiche, protettive della mucosa gastrica, diuretiche ed emollienti). Attenzione a non mangiarle crude: possono causare febbre e mal di testa per la presenza di solanina, un veleno naturale che si riduce del 50% con la cottura.

La zucca, un alimento amico delle diete
Seppure dolce e gustosa, grazie alla quantità di acqua contenuta (oltre il 90%), la zucca è un alimento adatto alle diete povere di calorie e alle persone con diabete. Come testimoniato dal colore, è ricca di caroteni e pro-vitamina A, oltre che di numerosi minerali tra cui fosforo, ferro e potassio. Viene utilizzata per alleggerire problemi nervosi ed ha buone proprietà rinfrescanti, lassative, diuretiche e digestive.