Eventi

L’etica della palla ovale in corsia

Un rugbista in sala operatoria. Mani forti eppure precise perché c’è qualcosa nel gioco del rugby che richiama valori puliti: la trasparenza, l’onestà, la resistenza e la collaborazione.

Stefano Righini, chirurgo cervico facciale e specialista in otorinolaringoiatria all’Ospedale San Giuseppe di Milano, è anche mediano di mischia e il suo contributo in partita è quello di chi ha alle spalle 30 anni di gioco. Tattica, intuizione, senso dell’opportunità, tenacia.
Uno sport di concentrazione e attenzione, le stesse che Righini mette in campo nella sua professione,, sul tavolo operatorio e nel rapporto quotidiano coi pazienti.

Anche per questo, quando il chirurgo smette il camice e lascia il reparto, indossa con piacere il paradenti per allenarsi insieme agli “Old Red Dogs” di Milano o ai “Passatelli” di Ravenna.
“Amo questo sport perché è impegnativo fisicamente, tecnicamente difficile ma davvero tanto divertente – racconta il Dr. Righini –. Si può giocare anche oltre i cinquant’anni e finisce sempre con una festa. Il terzo tempo, infatti, è il momento più atteso. Ci si può far male in partita, certo, ma poi si torna in campo”.

Il gioco è bello perché è vario, insomma. Nessuna partita è mai uguale a un’altra e Stefano Righini non conosce routine nemmeno in ospedale. Né di orari, né di casistica. Soprattutto quando si occupa di chirurgia oncologica: qui vince la motivazione. “Per lavorare in sala operatoria molte ore al giorno – continua Righini – e per affrontare storie e situazioni ogni volta diverse e delicate mi aiuta la mia curiosità e la voglia di imparare. La formazione e l’aggiornamento continuo mi danno la spinta per trovare ogni volta soluzioni nuove e specifiche alle persone che si avvicinano per curare un problema. Ognuno si presenta con la sua personale storia”.

E allora quand’è che Stefano prende fiato? È più facile staccare dal lavoro che dal rugby.

Perché anche per il Dr. Righini vale il detto che circola tra gli “Old”, i veterani della palla ovale: “Sono troppo vecchio per smettere e sto pensando di farlo, ma di sicuro non oggi!”.