Diagnosi e cure

La “malattia renale cronica”: l’importanza dell’esame delle urine

Molte delle malattie renali, restano “silenti” ovvero senza sintomi evidenti anche per molti anni. Il più delle volte, purtroppo, i loro effetti si rivelano quando ormai la situazione è compromessa ed è tardi per correre ai ripari.
È fondamentale saper valutare attentamente gli eventuali segnali che possono comparire perché ciò permetterà di prevenire malattie importanti come l’insufficienza renale cronica o di ridurre il rischio cardiovascolare che aumenta sensibilmente in presenza anche solo di un’insufficienza renale lieve.
Spesso, l’assenza di sintomi ci porta a pensare che i nostri reni siano organi indistruttibili, e che non ci sia bisogno di prestare attenzione a ciò che potrebbe nuocergli.
Tuttavia, l’insorgere di una malattia renale non è sinonimo di “trappola mortale”, se si riesce a diagnosticare precocemente, oggi le cure sono molto efficaci, e le guarigioni sono frequenti; e nei casi in cui non si riesce a portare a completa guarigione il paziente, molto spesso si è in grado di rallentare sensibilmente l’evoluzione della malattia.

A cosa bisogna prestare attenzione per scoprire in tempo la presenza di una patologia renale?

Innanzitutto stare attenti ai segni che ne possono indicare la comparsa. Ecco i principali:

  • Emissione di urine di colore scuro (sino ad un color “coca cola”) o rosso sangue, o con cattivo odore.
  • Aumento notevole del volume urinario, specialmente nelle ore notturne, e presenza persistente di sete
  • Edemi, agli arti inferiori o diffusi
  • Aumento dei valori della pressione arteriosa oltre i limiti massimi di normalità
  • Dolori in sede lombare (coliche)
  • Anemia inspiegata, stanchezza, malessere importante senza apparente motivo
  • Bruciori ad urinare, febbre (specie se con brividi), necessità di minzioni frequenti

Quali sono gli accertamenti diagnostici?

Fortunatamente gli esami specifici sono mediamente sono semplici e poco costosi.
Innanzitutto bisogna eseguire un esame delle urine fresche (per evitare le alterazioni causate dalla fermentazione).
La maggior parte delle malattie renali causa alterazioni urinarie, con presenza di:

  • sangue, per lo più non evidente ad occhio nudo, ma solo all’esame chimico (emoglobina) e microscopico (microematuria)
  • proteine come l’albumina (albuminuria) isolata, o associata ad altre proteine del sangue (proteinuria)
  • globuli bianchi, segno d’infiammazione del rene o delle vie urinarie, spesso, ma non sempre, di origine infettiva
  • altri elementi, come i cosiddetti cilindri, che sono degli “stampi” di proteine, cellule o detriti cellulari, precipitati nel lume dei tubuli e poi mobilizzati dal flusso delle urine.

Albumina, sangue e globuli bianchi in quantità anormale possono essere ricercati facilmente con l’immersione nelle urine di una striscia reattiva. È questo metodo di ricerca, sicuro e rapido, che viene adottato nello screening delle malattie renali. In caso di anormalità l’esame sarà integrato da quello microscopico del sedimento urinario.
Oggi esistono attrezzature automatiche molto affidabili e rapide, che consentono di abbinare l’esame chimico a quello del sedimento urinario.

Un caso a parte è quello delle cellule tumorali che possono essere messe in evidenza dal cosiddetto esame citologico urinario.

L’assenza di anomalie urinarie però non esclude totalmente la presenza di malattia renale cronica ; come nel caso della nefroangiosclerosi e di alcune malattie ereditarie, almeno in fase iniziale: i reni policistici, ad esempio, possono esser presenti senza che vi siamo alterazioni urinarie ben evidenti.

Inoltre le malattie renali croniche sono legate con un doppio filo all’ipertensione arteriosa.
È noto infatti che, nel corso della loro progressione verso un’insufficienza renale sempre più grave, le malattie renali croniche causano spesso un’ipertensione arteriosa e a sua volta, un danno renale può essere causato da un’ipertensione arteriosa inizialmente non legata a una nefropatia (la condizione di gran lunga più comune è quella della cosiddetta ipertensione).
Tenere sotto controllo la pressione arteriosa è quindi un altro passo importante per scoprire in tempo una nefropatia e, spesso, per riuscire a prevenirne la sua cronicizzazione.

In conclusione

 

Un semplice esame delle urine e un controllo della pressione arteriosa consentono dunque di sospettare l’esistenza di una malattia renale.
Purtroppo anche in presenza di una sostanziale normalità dei risultati non è possibile escluderla in modo categorico.
Per questo motivo è necessario identificare le persone a rischio di sviluppare una nefropatia per sottoporle a indagini più approfondite.
Rilevare l’esistenza di una condizione di rischio di sviluppare una nefropatia, e non è raro trovarne anche più di una in concomitanza, è comunque molto importante se si vuol prevenire l’insorgenza del danno renale.