Prevenzione

Missione bocca sana

Monitorare con un’approfondita e periodica azione preventiva il cavo orale è il principale strumento di cui disponiamo per identificare precocemente le patologie del cavo orale, e dunque prenderci cura in modo sistematico della salute orale e – in ultima istanza – contribuire al mantenimento di una buona qualità di vita.

Entrando nel merito, il cavo orale può essere interessato da una pluralità di patologie. Per semplicità, possiamo distinguere tra lesioni, singole o multiple, e manifestazioni locali di affezioni sistemiche. Le lesioni possono essere di varia tipologia e complessità clinica. Le più comuni sono le afte e le lesioni da candida o da trauma masticatorio, ma rientrano in questa categoria anche le lesioni cancerose o pre-cancerose. Diversamente, altre patologie del cavo orale possono essere manifestazione di malattie sistemiche, a volte non ancora diagnosticate; capita per esempio che problematiche del cavo orale permettano di diagnosticare precocemente alcune malattie infettive o metaboliche.

Tra le patologie della bocca, il cancro orale rappresenta sicuramente una delle patologie più importanti, che è bene conoscere. Nei paesi occidentali, costituisce dal 2% al 5% di tutti i tumori maligni. Attualmente, la sua incidenza è all’incirca doppia nei maschi rispetto alle femmine, mentre negli anni ‘50 il rapporto maschio / femmina era di circa 5 a 1.La grande maggioranza dei casi di cancro orale (circa il 90%) insorge in soggetti di età superiore a 40 anni, ma è interessante rilevare che l’età media al momento della diagnosi è di 60 anni.

Per quanto riguarda i fattori di rischio e le origini della patologia, si osserva che il 75 % dei cancri del cavo orale sono da attribuirsi alluso di tabacco, e che il consumo di alcolici è un altro fattore importante. Inoltre, si osserva come l’associazione tra uso di tabacco e consumo di alcolici rappresenta un rischio sostanzialmente maggiore di quelli legati ai singoli fattori di rischio. Altri elementi sono infine le infezioni virali (HPV), la scarsa igiene orale, le immunodeficienze, malnutrizione e dieta e infine le radiazioni attiniche (UV).

I segni e sintomi evidenti del cancro orale possono essere un’ulcerazione orale che non guarisce, o sanguina facilmente, una chiazza bianca o rossa della mucosa persistente, una tumefazione, un ispessimento o una zona di bruciore della bocca o della lingua, difficoltà a masticare, deglutire o parlare. Tuttavia, va precisato che la maggior parte delle lesioni precoci del cancro orale, le cui sedi più frequenti sono il pavimento della bocca, i bordi linguali e il trigono retromolare, sono indolori e sono pertanto identificabili solo con un accurato esame clinico del cavo orale, da parte di uno specialista.

Purtroppo, ancora oggi, non tutti i pazienti si sottopongono ad accurate visite preventive e molti non si accorgono della patologia con la tempestività che sarebbe opportuna. Al momento della diagnosi di cancro orale, infatti, in media si rileva nel 36% dei pazienti una malattia localizzata (stadio I e II – dunque individuata con relativa tempestività), il 43% presenta la malattia diffusa a livello regionale (ovvero già discretamente radicata) e il 9% presenta addirittura metastasi distanti (sintomo di una patologia in essere nell’organismo già da un tempo significativo). Va inoltre segnalato che la diagnosi di cancro orale in stadio precoce è fondamentale per mantenere una migliore qualità di vita a seguito del trattamento.

A cinque anni dalla diagnosi di cancro orale, la sopravvivenza dei pazienti è infatti del 81% in caso di individuazione della malattia quando ancora localizzata, e dunque in fase precoce;scende al 42 % in caso di malattia regionale, e si afferma attorno al 17% in caso di presenza di metastasi distanti al momento della diagnosi. Alla luce dei dati, la diagnosi precoce del cancro orale, e delle patologie del cavo orale in generale, si conferma dunque lo strumento principe per garantire una cura tempestiva del paziente, e il mantenimento del suo benessere fisico.

Per identificare e affrontare tali quadri patologici con efficienza, efficacia, uniformità ed economicità, lo specialista qualificato segue una routine metodologica nella diagnostica, capace di rilevare con rapidità le caratteristiche della malattia. In tale prospettiva, ogni prima visita odontostomatologica deve essere accompagnata da un’anamnesi accurata e da un esame obiettivo completo del cavo orale. Per eseguire tale esame, è necessario innanzitutto che il professionista possieda una adeguata conoscenza della anatomia e della clinica della regione orale e periorale, per essere in grado di riconoscere le strutture normali e le loro comuni varianti. Deve inoltre saper eseguire correttamente un esame obiettivo che assicuri l’esplorazione sistematica della mucosa orale ed orofaringea, delle labbra, della cute periorale e del collo. È infine importante che sappia riconoscere gli aspetti clinici fondamentali delle malattie della mucosa orale, distinguendo in particolare quelle che necessitano di una consulenza specialistica di II livello.

In linea generale, la consulenza specialistica è consigliata in tutti i casi in cui il professionista rilevi una neoplasia maligna del cavo orale, sospetta o conclamata, e in presenza di ogni altro dubbio diagnostico. La consulenza va, altresì, richiesta in tutti i casi di lesione che non guariscono entro 15-21 giorni dopo la rimozione dei potenziali fattori causali. L’Odontoiatra con esperienza in patologie della mucosa del cavo orale e il medico di medicina generale vanno consultati infine per tutti i pazienti con il sospetto di patologie sistemiche (es. diabete) e per i pazienti in terapia cronica per una o più patologie sistemiche.

In tutti i casi in cui l’Odontoiatra non vanti una significativa esperienza diretta nella identificazione e trattamento delle patologie del cavo orale, si raccomanda comunque di indirizzare il paziente verso un consulto specialistico, per giungere a una diagnosi definitiva e intervenire in modo tempestivo con la terapia più idonea.