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Il nuoto “fa bene”.. ma è sempre vero?

È convinzione comune che il nuoto contribuisca allo sviluppo fisico del bambino e dell’adolescente e curi svariate problematiche dell’adulto, quali mal di schiena e dolori articolari; è ”lo sport più completo”, in quanto l’acqua possiede numerose virtù… anche se ci sono alcune eccezioni. Scopriamole in questo breve articolo.

Virtù dell’acqua…

  • Azione massaggiante/drenante: utile nel soggetto con qualche chilo di troppo, con problematiche circolatorie (dalle insufficienze vascolari alla più comune cellulite), ma anche coadiuvante nel trattamento riabilitativo osteoarticolare e muscolare (dalla distorsione di caviglia ai postumi di chirurgia ortopedica).
  • Azione tonificante e di potenziamento muscolare: a partire dal bambino gracile, passando all’adulto che ricerca un miglioramento del tono muscolare, sino ad arrivare alla rieducazione post- traumatica.
  • Miglioramento delle capacità respiratorie e cardiocircolatorie… insostituibile per chi soffre di dolori articolari e non può permettersi di sostenere i “contraccolpi” di un’attività terrestre!

Giungiamo ora alle “note dolenti”.

  • In chi soffre di cervicalgia e lombalgia meglio evitare gli stili rana e delfino, in quanto un errato gesto tecnico può accentuare il dolore. Senza un adeguato tono e controllo dell’addome (in gergo tecnico, del “core”), la persona tende ad inarcare il collo e la parte bassa della schiena, peggiorando il dolore. Se voleste cimentarvi, fatevi seguire da un istruttore.
    Concessi, invece, il “crawl” (lo stile libero) e il dorso, in particolare gambe dorso a corpo libero (senza tavoletta).
  • Se vi è stata diagnosticata un problema alla cuffia dei rotatori, in particolar modo del tendine sovraspinato, è sconsigliata la nuotata continuativa dello stile libero. Nella fase di recupero del braccio (quando quest’ultimo si trova fuori dall’acqua) si riduce ulteriormente lo spazio in cui decorre tale tendine, il che può creare un peggioramento clinico. In questo caso la bracciata a rana è quella che vi tutela maggiormente dal dolore.
  • Se avete qualche problematica al ginocchio (lesioni meniscali, legamenti collaterali, crociati) meglio escludere la nuotata rana. Il gesto tecnico presuppone un sovraccarico di queste strutture, soprattutto a livello del legamento crociato anteriore, del legamento collaterale mediale e del menisco mediale. Via libera, invece, per tutti gli altri stili!
  • In ultimo, un appunto per i giovanissimi (età prepuberale): l’unica pecca del nuoto è la mancanza dello stimolo meccanico alla volta plantare in chi soffre di piede piatto sintomatico. In questo caso meglio integrare l’attività natatoria con uno sport “di salto” (atletica, corsa, basket e similari).

Se soffrite di questi problemi ma amate l’acqua, potete integrare il nuoto con altre attività natatorie: ginnastica in acqua, idrobyke… c’ è solo l’imbarazzo della scelta!

Dr Ugo Borromeo, Direttore
Dr.ssa Gloria Tiffany Culuvaris,
Unità di Ortopedia, Ospedale MultiMedica Castellanza