Diagnosi e cure

Insufficienza cerebrovascolare per stenosi carotidea

1. che cosa è la malattia cerebrovascolare?

La malattia cerebrovascolare è la seconda causa di morte cardiovascolare. Interessa le arterie deputate all’irrorazione del cervello (carotidi, vertebrali), inducendo la progressiva riduzione del calibro del vaso (stenosi) ad opera di placche ateromasiche. Tali lesioni possono progredire fino alla completa occlusione del vaso (trombosi) o frammentarsi dando origine a fenomeni embolici che possono determinare occlusione di vasi più piccoli.

2. che sintomi può dare la malattia cerebrovascolare?

Il paziente può avere dei disturbi sensoriali (cecità improvvisa ad un occhio, formicolii e/o perdita della sensibilità ad un arto) o motori (deficit di forza ad un arto o di metà corpo, deviazione della rima buccale, impaccio con la parola, difficoltà a scrivere). Tali sintomi spesso colgono il paziente in pieno benessere e possono manifestarsi in modo transitorio e reversibile (TIA, attacco ischemico transitorio), che tuttavia non deve essere sottovalutato perché può essere il preludio di un evento più grave e permanente (ICTUS).

3. Come si diagnostica la malattia cerebrovascolare?

La diagnosi è principalmente ecografica (Eco Color Doppler dei tronchi sovra aortici). Se tale metodica non è sufficiente, il medico può ricorrere ad esami cosiddetti di “secondo livello” (TC, Risonanza Magnetica “RMN”).

4. Come si cura la malattia cerebrovascolare?

La terapia medica si basa sull’utilizzo di farmaci che rendono il sangue più fluido (antiaggreganti, anticoagulanti) e trova indicazione quando la malattia cerebrovascolare colpisce vasi cerebrali che non possono essere trattati con la chirurgia oppure in presenza di stenosi carotidee cosiddette “non significative”. Sono inoltre indicati le statine e gli Omega 3; un adeguato controllo della pressione e del metabolismo glicidico. La terapia chirurgica o endovascolare è indicata quando le stenosi delle arterie carotidi sono maggiori del 70%; in caso di placche lipidiche cosiddette “soft” che, per loro conformazione più friabile, sono a rischio di provocare fenomeni embolici o trombotici oppure, in urgenza e in casi selezionati, quando si manifestano eventi neurologici acuti al fine di limitare l’estensione dell’evento neurologico.

5. In che cosa consiste l’intervento?

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Il trattamento chirurgico consiste nel ripulire il tratto di arteria ostruita dalla placca (intervento di tromboendoarteriectomia) utilizzando talvolta dei dispositivi (patch) di materiale sintetico biocompatibile o biologico di allargamento del lume dell’arteria. Il trattamento endovascolare (angioplastica, stenting) consiste nel posizionare all’interno dell’arteria malata uno “stent” (una specie di gabbietta metallica) che ha la funzione di mantenere aperta l’arteria sede di stenosi.24