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Salute extra confine: storie dal medio-oriente

Sempre più spesso, specialmente negli ultimi anni, si sente parlare in modo diverso e per ragioni dissimili dei Paesi Arabi. In questo contesto, meno sovente, ci si concentra su quelli che rappresentano i pilastri della società moderna ovvero l’educazione e la sanità.

22 Paesi con grandi diversità, anche nella Sanità

Per poter procedere con una valutazione attendibile circa la situazione socio sanitaria dell’area, bisogna tener ben presente che i Paesi Arabi (ovvero quelli aderenti alla Lega Araba) mostrano caratteristiche ed equilibri profondamente diversi, basti pensare a realtà come la Mauritania e lo Yemen o l’Arabia Saudita e gli Emirati. Si tratta certamente di situazioni assai diverse sia in termini di struttura sociale sia di condizioni economiche.
Differenze in grado di influire in modo diretto sull’organizzazione e i Sistemi Sanitari.Tuttavia, esistono delle esigenze e delle sfide che in maniera trasversale interessano tutti i paesi dell’area.

Nel corso degli ultimi 20 anni molti progressi sono stati fatti e i risultati sono importanti; malnutrizione e mortalità infantile, ad esempio, negli anni ‘90 erano in cima alla classifica delle 10 cause di morte nella regione oggi invece si collocano al 16º posto.

Non più malaria e TBC ma diabete

Malaria, tubercolosi e meningite sono in costante diminuzione, ma, al contempo, è in continua crescita l’incidenza di patologie cardiovascolari, ictus e diabete su tutte.
Il diabete, in particolare, è una vera e propria emergenza sanitaria e di sanità pubblica. Infatti, soprattutto nei paesi a medio ed alto reddito, il diabete e le sue complicanze rappresentano un vero e proprio problema al quale va aggiunto spesso lo stile di vita sedentario (soprattutto nella popolazione femminile), la dieta scorretta, l’abuso di bibite zuccherate (anche il caratteristico e immancabile tè) e forte tabagismo. Il fenomeno è davvero drammatico, infatti, se consideriamo la classifica mondiale dei 10 paesi con più alta incidenza di diabete, 6 appartengono all’area del Golfo e del Nord Africa. Alla luce di questi dati i Ministri della Sanità interessati concordano sulla necessità e priorità di investire maggiori risorse nella prevenzione delle malattie croniche degenerative al fine di scongiurare in un futuro – non così lontano – un grosso problema clinico, sociale, economico e certamente di gestione e programmazione sanitaria.

Purtroppo questo ambizioso programma, a volte, rischia di scontrarsi con alcuni retaggi culturali difficili da superare; in passato, ad esempio, si associava alla figura della “donna burrosa” una maggiore fecondità disincentivando così l’attenzione ad una dieta corretta e all’attività fisica. Oggi, questa visione si sposa meno con la realtà dei fatti, tuttavia lo stile di vita sempre più frenetico, la mancanza di tempo, la pigrizia e, a volte, la ridotta disponibilità economica contribuiscono al costante aumento dell’obesità in entrambi i sessi anche nei più giovani: bambini e adolescenti.

Un altro parametro importante da tenere presente nella nostra analisi è certamente l’età anagrafica.
Il 70% della popolazione dei paesi in esame è al di sotto dei 40 anni di età. Questo dato rappresenta per i diversi Governi, e quindi per le varie Autorità Sanitarie, la vera sfida per il prossimo futuro al fine di contrastare e ridurre, grazie all’introduzione di misure di prevenzione e ad interventi di Sanità Pubblica, l’aumento in massa delle patologie croniche che avrebbero altrimenti conseguenze economiche e sociali pesantissime.

Spesa sanitaria a carico dei privati

Infine, vi è da considerare anche il particolare momento storico e socio politico che diversi paesi dell’area hanno attraversato o stanno attraversando, con conseguenze dirette anche sulla sfera sanitaria e di salute pubblica.
Le varie “Primavere” sono, infatti, accomunate dal senso e dal desiderio di giustizia sociale e di equità, valori che i Governi interessati stanno cercando di portare anche in Sanità, lavorando ed investendo sempre di più in termini di accessibilità alle cure (in questo ambito si iscrive, per esempio, la partnership stretta tra EMS e il Gruppo MultiMedica).
Purtroppo, però, ancora oggi, in diverse stati dal 50 al 70% della spesa sanitaria è sostenuta dal singolo paziente il più delle volte per far fronte alle acuzie.
Questa statistica non coinvolge, evidentemente, la fascia indigente della popolazione che solo a volte può permettersi alcune delle cure necessarie.
Questa situazione, oltre che a rimarcare la crescente sproporzione e divario sociale, rappresenta la vera sfida per i diversi Sistemi Sanitari che via via dovranno lavorare su diversi fronti: prevenzione, programmi di sanità pubblica, riorganizzazione ed adeguamento delle strutture al fine di accompagnare gli inevitabili cambiamenti della popolazione e della sua epidemiologia nel prossimo futuro garantendo appropriatezza ed equità sociale.

Si tratta di un investimento sul capitale umano enorme che interessa, oltre che il settore sanitario, anche quello dell’istruzione.
Questi sono i cardini su quali i politici dell’area stanno concentrando le loro forze, non solo con l’obiettivo di sostenere la propria popolazione ma anche di assicurare un futuro migliore alle generazioni future dell’area.

 

Dr. Davide Maged
Centro di Salute Globale, Universitá Cattolica del Sacro Cuore, Policlinico Gemelli
Vice Direttore Ospedale Italiano Umberto Primo al Cairo
CEO & Founder Elite Medical Services