Diagnosi e cure

Una donna per le donne

Da pochi giorni la dr.ssa Bettina Ballardini è entrata a far parte del nostro Gruppo, come Direttore del Dipartimento di Senologia Chirurgica. Le abbiamo chiesto di raccontarci la sua storia e quali sono i suoi obiettivi futuri: “Se penso a quando ho iniziato a interessarmi di tumore al seno penso a un periodo molto bello della mia vita. In effetti sono passati più di 20 anni, ero davvero giovane.” Inizia così, con parole piene di entusiasmo il suo racconto, poi prosegue “Ho messo il naso per la prima volta in un reparto di Senologia a 25 anni, studentessa all’ultimo anno di Medicina, per preparare la tesi di laurea, e tutto mi suscitava entusiasmo. Il merito è anche in parte del medico che ho incontrato, che mi ha insegnato tutto facendomi appassionare alla Senologia, soprattutto per il metodo e il modo di affrontare la patologia e di relazionarsi con le pazienti. È proprio così, se il dr. Costa (uno dei senologi più bravi e rinomati in Italia e all’estero) avesse lavorato in un altro campo della Medicina io ora non farei il chirurgo senologo. Ma faceva il senologo, e quindi la Senologia per me era (ed è tuttora) la disciplina più interessante, bella e completa che ci sia.

Pertanto prendere il suo posto alla guida del Dipartimento di Senologia di MultiMedica è un passaggio molto importante, ma quasi naturale della nostra lunga collaborazione e della mia evoluzione professionale. Quando ho iniziato a lavorare, la Senologia stava vivendo un momento magico. L’Istituto Europeo di Oncologia aveva aperto da poco e chi, come me, lo frequentava respirava un grande entusiasmo. In Senologia si aveva la sensazione di fare cose che si facevano solo lì: la chirurgia conservativa, la biopsia del linfonodo sentinella, la ROLL (cioè la localizzazione delle lesioni non palpabili con il tracciante radiomarcato), poi la radioterapia intraoperatoria, la stretta collaborazione con il chirurgo plastico. Anche la multidisciplinarità è nata in quel periodo, le famose riunioni collegiali alle quali partecipano i rappresentanti di tutte le specializzazioni erano inizialmente preparate da noi giovani per essere poi condivise da tutto il team e la sensazione era davvero quella di partecipare a un progetto comune che aveva come fine la cura e il prendersi cura della paziente, il garantirle e metterle a disposizione il massimo delle conoscenze disponibili. Avere il prof. Veronesi come primario, un oncologo medico di massima esperienza come il dr. Goldhirsch per assegnare le terapie mediche, più sale operatorie al giorno per apprendere la tecnica chirurgica non è cosa che capiti ad ogni giovane medico.

Sono stata più che fortunata! Per anni ho assorbito competenza, conoscenza, energia, era un apprendimento continuo. In effetti è il metodo, il modello che funziona, e per questo gli stessi ottimi risultati sono stati ottenuti anche in MultiMedica, dove dal 2008 il Centro di Senologia coordinato da Costa, Gottardi e Catalano è stato ampiamente riconosciuto e certificato come Breast Unit, con centinaia di nuovi casi di carcinoma mammario curati in modo completo ogni anno. Nella cura del tumore al seno non si deve e non si può più pensare di “fare da soli”: il chirurgo deve confrontarsi con il radiologo, con l’oncologo, con il chirurgo plastico, con il radioterapista, con il patologo, con il genetista, a volte con lo psicologo. E la paziente, che si affida a noi in un momento così delicato della sua vita, deve essere seguita e accompagnata in questo percorso da persone competenti e preparate. Questo è il senso della Breast Unit (o Centro di senologia multidisciplinare), che ci consente e ci permette di lavorare in modo corretto, completo, grazie alla presenza, alla integrazione e al continuo confronto di un team di esperti dedicati. Le pazienti, le donne che hanno bisogno di noi, devono percepire l’armonia e l’organizzazione della nostra Breast Unit ancor prima di entrare in Ospedale.

Ed è con questo obiettivo che in una grande struttura come MultiMedica, dove l’eccellenza è già presente, il mio, mi auguro, buon lavoro, non potrà che essere il buon lavoro di tutti.”

Buon lavoro anche a lei dr.ssa Ballardini!