Diagnosi e cure

L’uso inappropriato dei farmaci

Qualche numero

Quando si parla di uso inappropriato di farmaci, si fa riferimento all’assunzione di specialità farmaceutiche senza seguire le indicazioni del medico. Si tratta di un fenomeno in grande crescita, basti pensare che dal 2000 ad oggi il consumo di farmaci è aumentato del 60%. Il 20% degli italiani assume farmaci senza passare dal medico, percentuale che sale al 40% nella fascia di età compresa tra i 25 e i 34 anni. Ma anche nelle fasce d’età più avanzate il problema è decisamente rilevante. Quanti hanno sperimentato l’utilizzo di un farmaco sulla base di un passa parola tra amici? Quanti hanno ricevuto una prescrizione medica di un farmaco per un periodo limitato nel tempo e si sono ritrovati ad assumerlo cronicamente?

I farmaci più “abusati”

In Italia e nei Paesi occidentali, tra i farmaci più in appropriatamente consumati ci sono le benzodiazepine. “Questo è dovuto soprattutto al marcato aumento delle patologie da stress e da disadattamento quali l’insonnia, le sindromi psicosomatiche, le sindromi nevrotiche e depressive – spiega la dr.ssa Calabretto, Farmacista ospedaliero del Gruppo MultiMedica -. Altra motivazione all’origine di questo utilizzo smodato è la progressiva diffusione della cultura della fuga dalla sofferenza mediante il ricorso a sostanze psicoattive. Ma forse non tutti sanno che le benzodiazepine generano tolleranza e dipendenza fisica oltre che psicologica. Ci sono persone che cominciano ad assumere questi farmaci durante un periodo di particolare stress e si ritrovano ad assumerlo per anni, convinti che questo prodotto continui ad avere effetti benefici sul loro corpo. In realtà non è così, il corpo si abitua al principio attivo fino al punto che i recettori sui quali esso agisce e che ne permettono l’esplicazione del beneficio, sono assuefatti. L’effetto dunque che abbiamo è puramente un effetto placebo”.

Altre categorie di farmaci per i quali si riscontra un abuso crescente sono i protettori gastrici, che invece andrebbero utilizzati per un periodo limitato di tempo, e gli antidolorifici che rientrano nella categoria degli antiinfiammatori non steroidei.

E poi ci sono gli antibiotici, il cui abuso si riscontra fin dall’età pediatrica: il problema è tra i più gravi!

Continua Calabretto: “Somministrando un antibiotico in assenza di una vera necessità, all’interno del nostro corpo si può sviluppare quella che viene definita “resistenza all’antibiotico”, generalmente scatenata da una precedente esposizione dell’agente patogeno (il battere) all’antibiotico. Così facendo, in un futuro prossimo, nel momento di reale necessità, l’antibiotico in questione non avrà più alcun effetto. L’uso improprio di antibiotici comprende una serie di pratiche comuni che andrebbero evitate, come, ad esempio,: il loro uso eccessivo nella profilassi per i viaggiatori; la mancata presa in considerazione da parte del medico prescrittore del peso del paziente e della storia del precedente uso di antibiotici; l’autoprescrizione; il mancato rispetto dell’intero ciclo di terapia dell’antibiotico; il mancato rispetto degli intervalli giornalieri di assunzione del farmaco (“1 compressa per 3 volte al giorno”, oppure “ogni 12 ore”). Un esempio comune di prescrizione e di assunzione di antibiotici impropria riguarda le infezioni virali, tipiche della stagione invernale, come il comune raffreddore, su cui gli antibiotici non hanno alcun effetto.

Istruzioni per l’uso

Ecco i consigli della dr.ssa Sommese, Direttore Sanitario Aziendale del Gruppo MultiMedica: “E’ importante quindi essere educati al corretto utilizzo dei farmaci, al fine di poterne sfruttare appieno tutti i benefici ed evitare gli effetti dannosi che questi possono arrecare sul nostro organismo. È bene affidarsi sempre al consiglio del medico e del farmacista, prima di qualsiasi utilizzo ed evitare le prescrizioni di amici e vicini di casa. Prestiamo quindi la dovuta attenzione anche ai farmaci da banco, quelli acquistabili senza prescrizione medica, i più esposti all’utilizzo inappropriato. Diamo ascolto anche ai farmacisti, confrontiamoci con loro per dirimere i nostri dubbi al momento dell’acquisto. E ricordiamo sempre che si tratta di specialità farmaceutiche, non di integratori, alimenti o bevande: i farmaci devono essere un aiuto, un rimedio, una cura che dipende anche, e soprattutto, dalla conoscenza e dall’utilizzo che ne facciamo.