Terapia Intensiva I.R.C.C.S. MultiMedica

La nostra Terapia Intensiva è un’unità operativa riservata a persone in condizioni di salute precarie, in cui una o più delle funzioni vitali (cardiocircolatoria, respiratoria, neurologica, metabolica, renale…) possono essere insufficienti al mantenimento della vita.

La forza del team intensivo è prima di tutto il rapporto assistenziale infermiere – paziente di 1 – 2 oltre alla costante presenza di un fisioterapista dedicato.

Lo specialista in terapia intensiva è abituato alla gestione multidisciplinare del paziente, un tal modo di lavorare favorisce la formazione di quelle doti di equilibrio, flessibilità e capacità di comunicazione necessarie per una corretta gestione di situazioni che richiedono competenze multispecialistiche; la conoscenza di tecniche di anestesia, rianimazione e analgesia costituisce parte integrante e irrinunciabile del bagaglio culturale di un intensivista.

Molteplici sono le attività diagnostiche o le procedure terapeutiche finalizzate al ripristino e al sostegno di funzioni vitali che possiamo svolgere nel nostro reparto. Nella nostra struttura possiamo contare sulla potenziale interazione clinica con cardiochirurghi, chirurghi vascolari, chirurghi toracici, emodinamisti o cardiologi interventisti, elettrofisiologi, nefrologi, neurologi, neurofisiologi, chirurghi generali, otorinolaringoiatri, ortopedici, chirurghi superspecialistici della mano, dermatologi, oculisti . I servizi di ecografia, tac e risonanza magnetica completano il supporto diagnostico oltre all’ambito laboratoristico. Possiamo così far convergere competenze multidisciplinari sul malato critico, in modo immediato e continuativo.

Lo Studio del paziente presuppone una attenta osservazione e un meticoloso monitoraggio. Dai monitor multiparametrici alla ecocardiografia trans-esofagea al letto del pz, all’approccio ecografico per il posizionamento di accessi venosi centrali, ai sistemi invasivi o mini-invasivi per lo studio dell’emodinamica e/o della distribuzione della acqua intra ed extrapolmonare. Pacemaker temporanei di nuova generazione garantiscono una ulteriore sorveglianza sulla funzione cardiaca del paziente post-operato cardochirurgico. La contropulsazione meccanica è invece modulo più avanzato e invasivo, sostanziale per favorire la funzione cardiaca aumentando la perfusione coronarica e riducendo il lavoro cardiaco. La ventilazione meccanica è garantita da strumenti all’avanguardia, disponibili anche per la ventilazione non invasiva. La fibrobroncoscopia con recenti sistemi di visualizzazione portatile al letto del pz consentono anche di avere pronta e adeguata valutazione del parenchima polmonare e dell’albero bronchiale. Un sistema per ipotermia terapeutica tramite raffreddamento intravascolare consente il controllo della temperatura nei pazienti critici. Moderne apparecchiature ci consentono di eseguire trattamenti sostitutivi renali (CRRT).

Non ci occupiamo solo della cura di ciò che non funziona ma anche della psiche del pz spesso messa a dura prova, ad alto rischio di sviluppare disturbi come il delirium o la sindrome post ICU: lo stretto contatto tra infermieri, medici e pazienti, ne favorisce la prevenzione, l’identificazione e la cura. Siamo anche attenti ai bisogni delle famiglie prestando colloqui e, secondo le patologie, assistenza psicologica costante sia durante che dopo il ricovero.

Crediamo molto nella fisiochinesiterapia e nel precoce approccio riabilitativo che trova peraltro piena espressione nelle stesse strutture del gruppo, il tutto per poter garantire un pieno recupero funzionale e motorio.

Particolare attenzione, attraverso il CIO (comitato infezioni ospedaliere) e il conforto di consulenti infettivologi e microbiologi, viene data alla prevenzione e al monitoraggio microbiologico per controllare l’andamento epidemiologico del nostro habitat infettivo.

A tele scopo abbiamo anche la possibilità di assistere il paziente portatore di malattie trasmissibili in box isolato con opportuni criteri precauzionali.