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Nascere all’Ospedale San Giuseppe

Il Dipartimento Materno-Infantile-Medicina Perinatale, diretto dal dr. Stefano Bianchi, accoglie in media circa 1500 parti/anno, collocandosi così tra i punti nascita al top per sicurezza e qualità dell’assistenza, senza dover rinunciare alla personalizzazione della presa in carico delle gestanti.

Vanta inoltre due bollini rosa: la prestigiosa certificazione che Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna, assegna alle strutture particolarmente attenti ai percorsi di cura organizzati per soddisfare le necessità delle pazienti donne.

Le future mamme che scelgono l’Ospedale San Giuseppe, se hanno una gravidanza fisiologica, vale a dire senza rischi particolari, nell’arco dei nove mesi vengono controllate con 3 ecografie e con una visita ogni 4 – 5 settimane. Duo test, DNA fetale e amniocentesi sono disponibili allo scopo di indagare sulla salute del bambino.
Gli ambulatori attivi sono sette:

  • per la gravidanza fisiologica
  • per la gravidanza patologica
  • per i neonati fisiologici
  • per i neonati prematuri per i neonati con problemi
  • per fornire supporto psicologico dopo la nascita
  • per la riabilitazione del pavimento pelvico

I servizi comprendono invece la raccolta del sangue dal cordone ombelicale per uso autologo (ovvero per un uso personale in futuro), ostetriche-infermiere a domicilio e la banca del latte, dove le mamme possono donare il loro. In San Giuseppe sono inoltre presenti diversi corsi destinati ai genitori, prima e dopo il parto.

Durante il travaglio viene concessa massima libertà alla donna, che decide come affrontarlo nel modo più agevole per lei.
Il servizio di anestesia è attivo e a disposizione 24 ore su 24, facendo fronte alle ampie richieste di analgesia peridurale.
È disponibile il parto in acqua, che riducendo la percezione del dolore del travaglio, aiuta la donna in questa prima fase.
Per la fase espulsiva, alcune partorienti scelgono di uscire dall’acqua, per terminare il parto in posizioni più confortevoli, per esempio utilizzando una liana, di grande aiuto durante le spinte.

I papà possono assistere al parto e, se la condizione lo consente, tagliano il cordone ombelicale.
Il neonato viene quindi adagiato a contatto pelle a pelle con la sua mamma, che può iniziare subito ad attaccarlo al seno, favorendo così l’arrivo della montata lattea.
Questa scelta è la più condivisa: circa l’80% delle neo mamme l’accoglie.
La mamma ha comunque la scelta di non allattare, senza che venga giudicata o che si senta il colpa.

Dopo due ore con i genitori, il bambino viene preso dall’infermiera pediatrica per la prima visita del neonatologo e per il bagnetto.
La neomamma viene portata in camera dove dopo poco le verrà portato anche il bambino, che può rimanere sempre accanto a lei.
È previsto infatti il rooming-in ma solo se la mamma lo desidera.
Quando è stanca e vuole riposare può infatti portare il suo piccolo nella nursery, che è aperta: significa che c’è sempre un’infermiera ad accogliere e avere cura dei bambini, che comunque le mamme possono riprendersi quando lo desiderano.
Durante la degenza il neonato viene sottoposto ai vari controlli previsti dai protocolli, tra cui lo screening dell’udito per escludere la sordità congenita.
La dimissione avviene dopo due giorni di degenza, se il parto è stato fisiologico, dopo quattro in caso di cesareo.
La neomamma non viene comunque lasciata a se stessa: anche dopo essere uscita dall’ospedale può contattare il personale del reparto, per esempio, in caso di dubbi relativi alla cura del bambino e all’allattamento.

Prima di lasciare l’ospedale, per i neo genitori è previsto un colloquio con il neonatologo, il quale consegna e spiega la lettera di dimissione del loro piccolo.
In questo documento sono indicati i dati salienti relativi alla sua nascita, gli esiti degli esami effettuati e i controlli consigliati, che comprendono:

  • l’appuntamento per la prima visita di controllo, che viene effettuata presso il nido qualche giorno dopo la dimissione al fine di verificare la crescita e lo stato di salute del neonato e di rispondere a eventuali dubbi dei genitori;
  • l’esecuzione dell’ecografia delle anche, per la diagnosi precoce della displasia dell’anca, da eseguirsi entro il terzo mese di vita, ed eventuali altri accertamenti, se ritenuti necessari in base al caso.

Nell’ospedale è attiva l’Unità di Fisiopatologia della gravidanza, diretta dal dottor Emilio Grossi, è dedicata alle gestazioni con problemi:

  • minacce d’aborto,
  • minaccia di parto prematuro,
  • incontinenza cervicale,
  • deficit di accrescimento del bambino,
  • malattie autoimmuni,
  • diabete,
  • alterazioni della tiroide,
  • infezioni,
  • ipertensione,
  • tumori,
  • poliabortività,
  • anemia ereditaria,
  • placenta previa,
  • fibromi,
  • taglio cesareo ripetuto.

L’ambulatorio per la gravidanza fisiologica (o a Basso Rischio Ostetrico) accoglie le donne con gravidanza a basso rischio, ovvero una gravidanza in cui non vi sono patologie pregresse o rischi noti per mamma e bambino, assicurando una continuità nelle cure per tutto il percorso nascita, dalle primissime fasi fino alle 8 settimane successive al parto.
L’ambulatorio è gestito dalle Ostetriche con la collaborazione, quando necessario, di medici specialisti.

Il percorso nascita all’interno di questo ambulatorio prevede:

  • Un’assistenza personalizzata con bilanci di salute ostetrici periodici
  • Visite post-natali effettuabili anche al domicilio della neo-mamma, fino a 8 settimane dopo il parto
  • Incontri di accompagnamento alla nascita
  • Incontri a tema in gravidanza e dopo il parto su argomenti come il Babywearing, i ritmi del neonato, l’osteopatia in gravidanza e lo svezzamento

L’accesso all’ambulatorio avviene telefonando al numero dedicato 02/85994291, attivo dal lunedì al giovedì dalle 14.00 alle 15.30.

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