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Amicizia e umore

Bisogno di sentirsi riconosciuto, accettato, sostenuto. Desiderio di poter parlare, chiamare, messaggiare chi ha piacere di ascoltarti.

“𝓣𝓾, 𝓯𝓲𝓷𝓸 𝓪𝓭 𝓸𝓻𝓪 𝓹𝓮𝓻 𝓶𝓮, 𝓷𝓸𝓷 𝓼𝓮𝓲 𝓬𝓱𝓮 𝓾𝓷 𝓻𝓪𝓰𝓪𝔃𝔃𝓲𝓷𝓸 𝓾𝓰𝓾𝓪𝓵𝓮 𝓪 𝓬𝓮𝓷𝓽𝓸𝓶𝓲𝓵𝓪 𝓻𝓪𝓰𝓪𝔃𝔃𝓲𝓷𝓲. 𝓔 𝓷𝓸𝓷 𝓱𝓸 𝓫𝓲𝓼𝓸𝓰𝓷𝓸 𝓭𝓲 𝓽𝓮. 𝓔 𝓷𝓮𝓹𝓹𝓾𝓻𝓮 𝓽𝓾 𝓱𝓪𝓲 𝓫𝓲𝓼𝓸𝓰𝓷𝓸 𝓭𝓲 𝓶𝓮. 𝓘𝓸 𝓷𝓸𝓷 𝓼𝓸𝓷𝓸 𝓹𝓮𝓻 𝓽𝓮 𝓬𝓱𝓮 𝓾𝓷𝓪 𝓿𝓸𝓵𝓹𝓮 𝓾𝓰𝓾𝓪𝓵𝓮 𝓪 𝓬𝓮𝓷𝓽𝓸𝓶𝓲𝓵𝓪 𝓿𝓸𝓵𝓹𝓲. 𝓜𝓪 𝓼𝓮 𝓽𝓾 𝓶𝓲 𝓪𝓭𝓭𝓸𝓶𝓮𝓼𝓽𝓲𝓬𝓱𝓲, 𝓷𝓸𝓲 𝓪𝓿𝓻𝓮𝓶𝓸 𝓫𝓲𝓼𝓸𝓰𝓷𝓸 𝓾𝓷𝓸 𝓭𝓮𝓵𝓵’𝓪𝓵𝓽𝓻𝓸. 𝓣𝓾 𝓼𝓪𝓻𝓪𝓲 𝓹𝓮𝓻 𝓶𝓮 𝓾𝓷𝓲𝓬𝓸 𝓪𝓵 𝓶𝓸𝓷𝓭𝓸, 𝓮𝓭 𝓲𝓸 𝓼𝓪𝓻ò 𝓹𝓮𝓻 𝓽𝓮 𝓾𝓷𝓲𝓬𝓪 𝓪𝓵 𝓶𝓸𝓷𝓭𝓸.”

Così scriveva Antoine De Saint-Exupery nel suo “Il Piccolo Principe”, capolavoro della letteratura francese e mondiale.

Egli attraverso la figura della volpe, ci insegna il significato profondo dell’amicizia intesa come legame indissolubile, basato su di un sentimento incondizionato e puro. L’amicizia, che lentamente s’ingenera tra il protagonista e l’animale selvatico, è un’emozione capace di rendere unico il modo di vedere il mondo tanto che la volpe, proprio per amore del bambino, si farà da lui addomesticare.

Oggi 30 luglio si festeggia la Giornata Mondiale dell’Amicizia, ricorrenza internazionale promossa dalle Nazioni Unite, per celebrare l’importanza dell’amicizia nella diffusione della pace nelle diverse culture del mondo.

Numerosi sono gli studi in ambito accademico che trattano il tema dell’amicizia e degli effetti benefici su salute, umore e benessere, non solo nella specie umana. Cavalli, elefanti, delfini, scimmie e scimpanzé e persino iene, sono in grado di stabilire amicizie che durano per anni. Lo afferma uno studio dell’Università della Pennsylvania del 2012, che dimostra che le amicizie che si vengono a creare tra esemplari animali dello stesso sesso o di sesso opposto, dipendono almeno in parte dalla memoria e dalle emozioni associate alle interazioni passate, dalle esperienze vissute insieme. Gli “alleati” maschi, hanno una capacità competitiva superiore ed un migliore successo riproduttivo rispetto a coloro che non hanno intessuto relazioni con i propri simili; le femmine con le amicizie più forti e durature sperimentano minore stress, maggiore sopravvivenza infantile e vivono più a lungo. Noi Umani troppo spesso dimentichiamo di essere animali, animali sociali e diventiamo “virali”, abbandoniamo il piacere della condivisione “face to face” a favore di uno strumento, la tastiera, eppure quanto potere di riparazione troviamo nei rapporti amicali?

Nel suo studio del 2017, il ricercatore William Chopik della University State of Michigan,sostiene che i rapporti di amicizia, soprattutto nella terza fase della vita, rappresentano una fonte di felicità e di benessere, talvolta superiore rispetto a quella fornita dalla famiglia, percepita in taluni come apportatrice di stress. L’autore evidenzia anche gli effetti benefici sulla percezione della salute degli intervistati, riferita come “migliore” tra chi è circondato dall’affetto degli amici. Coloro invece che non hanno sereni rapporti amicali dichiarano di soffrire di un numero superiore di patologie croniche. Nel report “Energized by love: Thinking about romantic relationships increases positive affect and blood glucose levels” del 2014, invece gli autori sottolineano che il solo pensiero dell’amico, se però è di sesso opposto, diminuisce il livello mattutino di glucosio nel sangue ed apporta effetti positive ingenerando l’eustress, (“eu” dal greco bello, buono), lo stress positivo che ci aiuta a superare le difficoltà e le sfide quotidiane.

E nelle relazioni adolescenziali? L’amicizia gioca un ruolo fondamentale anche quando si parla di bullismo. Questo triste fenomeno che riguarda sia maschi che femmine e che si rappresenta con modalità espressive diverse tra i due sessi, sembra ridursi e minimizzarsi quando, la persona vittima delle angherie, riesce ad aprirsi ad una persona fidata si sente sorretta e trova il coraggio di denunciare. È possibile pertanto affermare, attraverso gli studi sulle relazioni tra pari, che avere amici costituisce un fattore protettivo contro l’essere vittimizzati dai compagni a scuola. Tra i giovani infatti avere amici con un “umore sano”, anche se virtuali e conosciuti su social network, riduce l’incidenza e la prevalenza della depressione e raddoppia la probabilità, in coloro che già l’hanno sviluppata, di riprendersi più rapidamente (Spreading of healthy mood in adolescent social networks, 2015).

Vivere momenti insieme, condividere attimi di gioia e contenere la tristezza di chi è significativo per noi, fa bene all’altro ma soprattutto fa bene a noi.

Oggi potrebbe essere l’occasione per rinnovare ai vostri amici l’amicizia consolidata.