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Cancro e infarto effetti collaterali della pandemia

Quali sono stati gli effetti indiretti del Covid-19 sulla mortalità in Italia nel 2020? Ce li illustra il prof. Roberto Pedretti, Direttore del Dipartimento Cardiovascolare dell’IRCCS MultiMedica, in un interessante editoriale pubblicato sul quotidiano Il Giorno, che riportiamo di seguito.

“Sul sito dell’ISTAT, il 5 marzo 2021, sono stati pubblicati i dati relativi alla mortalità per ogni causa e quella da Covid-19, in Italia, nel 2020. L’ISTAT ha inoltre fornito il dato medio annuale della mortalità totale relativo ai 4 anni precedenti (2015-2019). I dati sono estremamente impressivi.
Nel 2020 sono morte nel nostro paese 746.146 persone, ben 110.527 in più rispetto al dato medio dei 4 anni precedenti (645.620), con un incremento del 15.6%. Rispetto ai 4 anni precedenti, è come se, nel 2020 in Italia, si fosse estinta, “in eccesso”, la popolazione di una città delle dimensioni di Terni, Bolzano o Vicenza.
L’ISTAT riporta però che le morti da Covid-19 sono state 75.891. Ne consegue che se il 69% di questo eccesso di mortalità è attribuibile al COVID-19, non lo è il restante 31% (34.636 decessi). In altre parole, solo due su tre di queste morti sono dovute al Covid-19, quindi l’eccesso di mortalità che ha colpito molti italiani è legato a cause diverse dal virus, ragionevolmente a malattie cardiovascolari e tumori, probabilmente per un ridotto accesso ai servizi di cura.

Questo fenomeno è ben dimostrato in un recente studio americano pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology dove alcuni cardiologi di Boston hanno dimostrato come nelle aree degli Stati Uniti maggiormente colpite dal Covid-19, ad esempio New York, nel periodo marzo-giugno 2020 si sia osservato un incremento della mortalità per infarto miocardico e malattia ipertensiva rispetto allo stesso periodo del 2019.
Il numero di pazienti con infarto che hanno richiesto cure ospedaliere urgenti è diminuito di oltre il 50% durante la pandemia, secondo un ampio sondaggio mondiale condotto dalla Società Europea di Cardiologia. In Lombardia, dal 21 febbraio al 31 marzo 2020, rispetto allo stesso periodo del 2019, si è osservato un incremento del 58% dei casi di arresto cardiaco extra-ospedaliero, come pubblicato sul New England Journal of Medicine.

Questi dati sono molto preoccupanti perché dimostrano come la necessaria lotta al Covid-19 possa aver posto in secondo piano la cura di altre malattie, tra queste certamente le patologie cardiovascolari. A giocare un ruolo fondamentale possono essere stati ritardi nella prevenzione, nella diagnosi, nella presa in carico e nell’attuazione di trattamenti salvavita.”

Prof. Roberto F.E. Pedretti, Direttore Dipartimento Cardiovascolare, Direttore UO Complessa di Cardiologia, IRCCS MultiMedica

Fonte: Quotidiano Il Giorno