Prevenzione

Cari diabetici, torniamo alla normalità!

Il lockdown ha cambiato le abitudini degli italiani, favorendo lunghi periodi di sedentarietà e più “concessioni” a tavola, con conseguenze dannose per la salute, in particolare per i pazienti diabetici che rischiano un aumento di peso e l’innalzamento della glicemia.

Quali suggerimenti possono adottare questi pazienti per un ritorno ad un regime alimentare più corretto?

Riprendendo gradualmente la nostra attività ambulatoriale dedicata alla patologia metabolica (diabete) abbiamo assistito ad un incremento ponderale nella nostra popolazione diabetica di circa 2-3 kg in questi mesi di lockdown. Parliamo di un dato non scientificamente rilevato, ma di una sensazione diffusa tra i colleghi diabetologi. Il non potere uscire di casa anche solo per una passeggiata, la chiusura di palestre e piscine, associati ad un aumento di consumo di carboidrati complessi ed anche di alcolici, è stato l’effetto tangibile della quarantena sul diabete. Tale aumento di peso, infatti, si rifletteva negativamente anche sul livello di compenso metabolico, segnalato da un peggioramento di glicata di mezzo punto percentuale circa, nonostante la corretta assunzione dei farmaci.

Questo a dimostrazione che la pandemia da Covid-19 ha purtroppo avuto effetti nocivi anche su chi non ha contratto il virus, e non solo quindi a livello psicologico. Ancora una volta abbiamo avuto la conferma di quanto sia importante il corretto stile di vita, e non solo l’approccio farmacologico, nella cura della malattia diabetica. Nella pratica clinica è stato però rinfrancante verificare con i nostri soggetti diabetici quanto anche loro si fossero resi conto – qualsiasi fosse la loro età anagrafica, capacità deambulatoria, attività fisica praticata nella normale vita quotidiana – dell’importanza di ripristinare un miglioramento dello stile di vita prima di arrivare a dover modificare la terapia farmacologica.

Normalmente, il non incrementare la potenza della terapia viene vista in campo diabetologico come una inerzia da parte del medico specialista. In questa particolare situazione invece, la pandemia ha sollevato anche nel paziente cronico la necessità di rivedere le abitudini alimentari e di movimento nonché la consapevolezza della possibilità di un miglioramento del compenso metabolico, a parità di farmaci, modificando lo stile di vita.

Indispensabile quindi ricordare come il ridurre i grassi animali (formaggi, dolci, affettati, burro), non associare carboidrati complessi (pane, pasta, riso, pizza, patate), aumentare l’apporto di fibre e verdure, ridurre il consumo di alcool e incrementare l’attività fisica aerobica rendendola costante, sia fondamentale per chi soffre di una patologia cronica come il diabete, per ridurne l’alto rischio di sviluppare una malattia cardiovascolare, ma che sia comunque un monito per tutti noi, per la ricerca di un miglioramento del nostro stato di salute.

Dr. Cesare Berra, Responsabile Diabetologica Clinica, Gruppo MultiMedica