Prevenzione

Come difendersi dall’influenza?

L’influenza spesso è considerata un malanno fastidioso ma non preoccupante. Ma non è proprio così: si tratta invece di un rilevante problema sociale di Sanità Pubblica, alla cui prevenzione e controllo dobbiamo collaborare tutti.

Ogni anno in Europa circa 50 milioni di persone contraggono il virus influenzale; in Italia, nella stagione 2019/2020, si prevedono circa 6 milioni di casi. I decessi ad essa correlati sono stimati per l’Europa in un numero variabile da 15.000 a 70.000. La maggiore mortalità si verifica in soggetti di età superiore ai 65 anni, mentre la fascia di età in cui si verifica l’incidenza più elevata di influenza (15%)è quella dei bambini tra gli 0 ed i 14 anni.Ai casi di influenza vera e propria vanno aggiunti circa 8 milioni di persone che in Italia saranno colpiti da virus simili all’influenza.

L’influenza è la principale causa di assenza da scuola e dal lavoro (10% di tutte le assenze dal lavoro); l’assenteismo aumenta del 56% nel corso della stagione influenzale, provocando la perdita di 500.000 giornate lavorative durante il picco influenzale. In Italia la durata media dell’assenza dal lavoro è di 4.8 giorni. Il mancato rispetto dell’assenza dal lavoro o da scuola dei soggetti con influenza in corso è da contrastare, in quanto tale prassi favorisce il contagio (sui mezzi pubblici, in tutti i luoghi affollati, nei luoghi di lavoro e scolastici). In particolare, le occasioni di contagio sono da evitarsi da parte del personale sanitario, scolastico, dei servizi pubblici di front office e, nell’ambito familiare, dei soggetti a contatto con persone ad alto rischio di complicanze.

La vaccinazione e le misure di protezione individuale sono i cardini essenziali della prevenzione dell’influenza.

Come riconoscere e curare l’influenza

L’influenza è una malattia virale respiratoria ad elevata contagiosità, caratterizzata principalmente dai seguenti sintomi ad esordio brusco: febbre elevata, dolori articolari e muscolari, profonda spossatezza e cefalea, mancanza di appetito, irritazione alle mucose congiuntivali e/o delle prime vie aeree. Nei bambini si possono verificare anche nausea, vomito, diarrea, mentre nei soggetti a maggior rischio si possono osservare complicanze virali o batteriche a livello bronco-polmonare e un peggioramento delle condizioni personali patologiche di base.

Le persone a maggior rischio di complicanze sono, oltre agli anziani, i soggetti di qualunque età con malattie croniche come diabete, obesità, bronchite cronica, asma grave, malattie cardio-circolatorie, insufficienza renale cronica, malattie del sangue, del fegato, malattie infiammatorie croniche dell’intestino (come ad esempio il morbo di Crohn) e sindromi da malassorbimento, tumori, patologie per cui sono programmati importanti interventi chirurgici. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ritiene le gravide come il più importante dei gruppi a rischio per loro stesse e per il feto.

L’incubazione dell’influenza è breve (1-3 giorni dal contagio) e la durata dei sintomi si esaurisce generalmente in una settimana/10 giorni. La trasmissione del virus avviene per via aerea, tramite sternuti, tosse o il semplice respiro di soggetti influenzati a contatto ravvicinato, ancor più se prolungato. Anche il contatto con superfici contaminate dal virus può indirettamente essere occasione di contagio.

La terapia dell’influenza è normalmente solo sintomatica (farmaci contro la febbre/antinfiammatori). Gli antibiotici non servono a nulla, se non nel caso di complicazioni batteriche. Da alcuni anni sono a disposizione antivirali, che possono essere indicati dal medico in casi particolari.

Come prevenire l’influenza

L’epidemia influenzale, rispetto ad altre sindromi virali simili, ha una stagionalità tipica, con modeste variazioni da un anno all’altro. In Italia normalmente inizia a diffondersi alla fine di dicembre, raggiunge l’acme a gennaio e resta in circolazione, ma con un numero sempre minore di casi, fino a marzo/aprile. I virus influenzali più importanti sono di 2 diversi tipi (A, B), diversi l’uno dall’altro per le proteine presenti sulla loro superficie. Una caratteristica dei virus influenzali è la capacità di variare da un anno all’altro il proprio patrimonio antigenico. Per questo motivo ogni anno occorre modificare, sulla base delle ricognizioni epidemiologiche dell’OMS, la composizione del vaccino,ed occorre che la vaccinazione sia ripetuta annualmente. I vaccini sono resi disponibili dalle Case produttrici generalmente entro la prima metà di ottobre; quelli normalmente utilizzati sono virus inattivati/frazionati (eventualmente integrati da un adiuvante), pertanto non possono essere responsabili di infezioni

La vaccinazione è riconosciuta come la forma più efficace di prevenzione dell’influenza.

Per la stagione 2019/2020 il vaccino raccomandato come preferibile dal Centro Europeo per il Controllo delle Malattie (ECDC) è di tipo quadrivalente (contenente antigeni per la difesa immunitaria dai 4 ceppi di virus influenzali ora principalmente in circolazione). Tale vaccino è stato selezionato da Regione Lombardia e reso disponibile gratuitamente per le categorie a maggior rischio, come ad esempio i cittadini di età superiore ai 65 anni, le donne che all’inizio della stagione epidemica si trovano in gravidanza, gli operatori sanitari e quelli dei servizi pubblici essenziali, i soggetti che possono trasmettere l’infezione a soggetti ad alto rischio, etc. In calce all’articolo troverete l’elenco dettagliato di tutte le categorie per le quali la vaccinazione antinfluenzale è offerta gratuitamente. I soggetti che rientrano nelle categorie per cui è resa disponibile gratuitamente la vaccinazione si potranno rivolgere per la somministrazione al proprio Medico di Medicina Generale o, se in età evolutiva, al Pediatra di Libera Scelta. Solo per gli anziani istituzionalizzati con età di almeno 75 anni le ATS potranno offrire un vaccino trivalente adiuvato, oppure il suddetto vaccino quadrivalente.

Il periodo indicato per la vaccinazione va dall’inizio di novembre a dicembre. La protezione indotta della vaccinazione comincia 2 settimane dopo la somministrazione e dura per 6-8 mesi. La vaccinazione è consigliata anche per i soggetti sani e non appartenenti alle categorie per cui la vaccinazione è offerta gratuitamente; per loro il vaccino è acquistabile in farmacia e va conservato in frigorifero tra + 2°C e + 8°C. La somministrazione può essere effettuata dal medico di fiducia ed avviene con inoculazione intramuscolare nel deltoide; per i bimbi sotto i 2 anni la sede raccomandata è invece quella anterolaterale della coscia. La vaccinazione consta di una sola somministrazione per i soggetti di tutte le età, salvo per i bambini di età inferiore ai 9 anni mai vaccinati in precedenza, per i quali si raccomandano due dosi a distanza di 4 settimane.

La vaccinazione antinfluenzale non protegge ovviamente da malattie con sintomatologia simile ma dovute a virus diversi da quelli influenzali, circolanti anche nel periodo autunnale e invernale (come ad esempio virus che provocano il raffreddore come Rhinovirus o sindromi da Enterovirus, etc.). Reazioni locali e/o effetti collaterali relativamente comuni ma di lieve entità potrebbero presentarsi nelle ore successive alla vaccinazione: ad esempio, a livello locale, dolenzia, lieve gonfiore, eritema. In alcuni casi si può anche avere febbricola, dolenzie muscolari, lieve malessere per 1-2 giorni.

Il vaccino antinfluenzale non deve invece essere somministrato a: lattanti sotto i 6 mesi; soggetti che abbiano avuto una reazione allergica grave dopo una precedente dose di vaccino. In caso di malattia acuta di media o grave entità, con o senza febbre, la vaccinazione deve essere rimandata a guarigione avvenuta. In caso invece di pregressa sindrome di Guillain-Barré ci si rimette alle valutazioni del medico curante, come per ogni altro dubbio.

La Regione Lombardia prevede anche l’offerta gratuita del vaccino anti-pneumococcico 13 valente a categorie a rischio e a soggetti di età superiore ai 65 anni. Questa vaccinazione è offerta presso i Medici di Medicina Generale, in concomitanza alla vaccinazione antinfluenzale.

Non solo vaccinazione: le misure di igiene e protezione personale

Le seguenti misure, da attuarsi nel periodo epidemico, sono ritenute molto importanti per evitare la trasmissione del virus influenzale:

  • Da parte di soggetti sani:
    • evitare contatti ravvicinati (a meno di 1 metro) e prolungati con soggetti influenzati;
    • evitare luoghi affollati;
    • evitare di toccarsi occhi, naso e bocca e lavarsi subito le mani dopo essere entrati in contatto con superfici potenzialmente infette;
  • Da parte di soggetti influenzati:
    • lavare regolarmente le mani, soprattutto dopo aver starnutito o tossito, per almeno 40-60 secondi con acqua e sapone (in assenza di acqua si possono usare disinfettanti per le mani a base alcolica);
    • coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, utilizzando fazzoletti monouso;
    • evitare assolutamente di stringere la mano ad altre persone;
    • attuare isolamento volontario a casa per limitare la diffusione del virus.
Categorie

Elenco delle categorie per le quali la vaccinazione stagionale antinfluenzale è raccomandata e offerta attivamente e gratuitamente

Persone ad alto rischio di complicanze o ricoveri correlati all’influenza

  • Donne che all’inizio della stagione epidemica si trovano in gravidanza,
  • Soggetti dai 6 mesi ai 65 anni di età affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza:
    1. malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio (inclusa l’asma grave, la displasia broncopolmonare, la fibrosi cistica e la broncopatia cronico ostruttiva-BPCO);
    2. malattie dell’apparato cardio-circolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite;
    3. diabete mellito e altre malattie metaboliche (inclusi gli obesi con BMI >30);
    4. insufficienza renale/surrenale cronica;
    5. malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie;
    6. tumori;
    7. malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV;
    8. malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinali;
    9. patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici;
    10. patologie associate a un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (ad es.malattie neuromuscolari);
    11. epatopatie croniche.
  • Soggetti di età pari o superiore a 65 anni.
  • Bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindromedi Reye in caso di infezione influenzale.
  • Individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti.
Persone che possono trasmettere l’infezione a soggetti ad alto rischio

  • Familiari e contatti (adulti e bambini) di soggetti ad alto rischio di complicanze (indipendentemente dal fatto che il soggetto a rischio sia stato o meno vaccinato).
Soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e categorie di lavoratori

  • Medici e personale sanitario di assistenza in strutture che, attraverso le loro attività, sono in grado di trasmettere l’influenza a chi è ad alto rischio di complicanze influenzali.
  • Forze di polizia.
  • Vigili del fuoco.
Personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani

  • Allevatori.
  • Addetti all’attività di allevamento.
  • Addetti al trasporto di animali vivi.
  • Macellatori e vaccinatori.
  • Veterinari pubblici e libero-professionisti.
Altre categorie

  • Donatori di sangue.

 

Dr. Giuseppe Zavaglio, Direttore Sanitario dell’Ospedale MultiMedica di Limbiate