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Come gestire la paura ai tempi del Coronavirus

La Paura ci impedisce di vedere e di cogliere le occasioni di salvezza che ancora ci restano e che sono spesso a portata di mano. Ecco perché, per affrontare pericoli improvvisi, così come per combattere avversari o nemici, le doti più importanti sono il sangue freddo e la presenza di spirito. Il primo consiste nel silenzio della Volontà, affinché l’Intelletto possa agire; la seconda nell’attività indisturbata di quest’ultimo, nonostante le pressioni che gli eventi esercitano sulla Volontà. (Arthur Schopenhauer)

Questa frase, seppur scritta da uno dei più grandi pensatori del XIX secolo, è il messaggio che dovrebbe essere maggiormente divulgato in questo periodo di emergenza per il Coronavirus. La Paura ci impedisce di vedere e di cogliere le occasioni di salvezza. Esiste un pericolo, un pericolo invisibile che, quando si manifesta nella sua brutalità, spaventa, terrorizza. Questo è un dato di fatto. L’incertezza delle precedenti settimane ci ha fatto oscillare dal totale ottimismo alla completa sfiducia, generando comportamenti dettati esclusivamente dall’istinto. C’era chi, per sconfiggere la paura, sbeffeggiava le prime indicazioni, che sembravano eccessive, facendo uscite di gruppo e scambiandosi baci. E chi, per paura dell’isolamento casalingo, si accalcava nei supermercati per fare scorte di cibo. In entrambi i casi, aumentando il rischio di diffusione della malattia.

Ora la gravità della situazione è chiara. E la domanda da farsi è: come affrontare la paura? C’è solo un modo per farlo: usare Intelletto e Volontà, come ci suggerisce Schopenhauer, e in più una buona dose di Sentimento Sociale.

Intelletto.

Ossia la conoscenza dei fatti. Il Coronavirus è una malattia molto contagiosa che, soprattutto in presenza di patologie pre-esistenti, può portare alla morte. Quindi, in primo luogo devono essere tutelati, all’interno di ogni famiglia, gli anziani e le persone più fragili. Fate in modo che stiano a casa ed evitate che entrino in relazione con persone che a loro volta siano a contatto con molti altri. Il Coronavirus è una malattia che si trasmette anche in assenza di sintomi. Questo significa che lo “stare a casa” e “osservare la distanza di un metro/un metro e mezzo” sono le indicazioni più importanti.

Volontà.

Volontà di non attuare comportamenti che potrebbero nuocere a se stessi e agli altri. Sì, in queste giornate abbiamo assistito a eventi dove l’istinto, a causa della paura, ha prevalso sulla volontà. Folle di persone ammassate nei supermercati per prendere l’ultima confezione di farina, corse per le scale della stazione di Milano con l’intento di fuggire da una città contaminata (con il rischio di contaminarsi e contaminare), persone accalcate lungo i Navigli per godersi il sole allo scopo di “sconfiggere la paura”.

Sentimento Sociale.

Questo è l’ingrediente più importante per sconfiggere la paura e la malattia stessa. Il Coronavirus, oltre al coraggioso aiuto dei medici e infermieri che si stanno adoperando per salvare vite, può essere fermato da ognuno di noi. Questa non è retorica, ma pura realtà. Finora la maggior parte dei comportamenti è stata orientata a salvaguardare se stessi o le persone più care, senza pensare al bene collettivo. Così, in molte case abbondano confezioni di disinfettanti per le mani, anche se è stato ribadito che servono solo in assenza di acqua e sapone. Lo stesso si può dire per le comuni mascherine chirurgiche, che sono perlopiù utili a proteggere gli altri, se si teme di essere portatori di contagio.

Qualcuno dirà “Sì, così mi sento più sicuro” oppure “Almeno se esco, sono protetto”. Già di nuovo, eccola qui, la paura. Ma ora è il momento di capire che la paura non ci protegge e può persino danneggiare gli altri: molti che avevano realmente bisogno di disinfettanti e mascherine non hanno potuto utilizzarli. Persino i medici e gli infermieri sono rimasti in molti casi sprovvisti. Addirittura in alcuni ospedali si sono verificate sottrazioni di tali strumenti. Ecco la paura cosa fa. Questo è l’opposto del Sentimento Sociale.

Vogliamo sconfiggere la paura? Vogliamo sconfiggere questa malattia? Pensiamo a noi, ma soprattutto agli altri. Tuteliamo i più fragili e gli anziani. Stiamo a casa, lì non abbiamo bisogno di igienizzanti o mascherine, a meno di non aver ricevuto specifiche indicazioni dai medici curanti. Se siamo in giro, anche se pensiamo di essere sani, e abbiamo bisogno di starnutire per un banale raffreddore, o di tossire (anche se ci è solo andata di traverso la saliva), usiamo il fazzoletto o facciamolo nell’incavo del gomito. Se ci serve un igienizzante per le mani perché siamo spesso fuori, compriamone uno solo, lasciamo qualcosa anche agli altri dopo di noi.

Essere più uniti e solidali ci permetterà di avere meno paura. E ricordiamoci che ogni piccola scelta quotidiana potrà salvare delle vite, senza clamore, come fanno i veri eroi.

Dott.ssa Maura Levi, Medico Psicologo Clinico, Gruppo MultiMedica