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La coppia in quarantena: come sopravvivere?

I ritmi frenetici della vita di tutti i giorni ci portano a trascorrere molto tempo fuori e a pensare alla propria casa come la conquista di fine giornata: bramiamo il divano, le serie tv che non abbiamo tempo di vedere, le ricette che vorremmo preparare, le grandi pulizie che dovremmo fare o semplicemente il tempo per la famiglia, per giocare con i figli o per parlare con il proprio partner.
Tutte queste attività sono sognate, immaginate, auspicate, fino a quando un piccolo e invadente virus ci ha costretto, non solo a rimanere in casa per un tempo indefinito, ma anche a vivere e a condividere la quarantena con tutti i membri della famiglia.
E allora, mentre durante i primi giorni si intravede la possibilità di vedere realizzati i desideri più reconditi, con il passare dei giorni arriva la noia, si innalzano i livelli di stress e ci si sente maggiormente esposti a rischio di conflitto e di frustrazione. Lo spazio diventa piccolissimo, tanto che ci sembra di non averne abbastanza per starci da soli, figuriamoci in due.
È la coppia infatti ad essere maggiormente esposta al rischio emotivo della quarantena, proprio per la sua peculiarità.

La coppia è unica e complessa e, come dice Canevaro, può essere definita come il punto d’incontro tra due assi immaginari: uno verticale, che richiama al vincolo di filiazione, per cui ciascun membro è figlio della propria famiglia d’origine, con tutte le caratteristiche positive e negative che essa implica. L’altro asse è orizzontale e descrive la qualità del legame di coppia, ovvero quanto è forte l’alleanza all’interno della coppia. Ed è proprio all’interno di questa forza che si può esprimere il potenziale evolutivo, a volte involutivo o distruttivo (Canevaro, 1999).

Quindi, proprio per la sua complessità, in questo articolo non troverete la “pillola magica” capace di risolvere tutte le problematiche presenti in una coppia, ma abbiamo stilato un elenco di suggestioni che può stimolare la riflessione e fornirvi alcune indicazioni per imparare a “disinnescare” e ad affrontare in maniera più saggia alcune situazioni intrafamiliari inasprite da una forzata convivenza.

1- Mantenere il contatto emotivo.

In questo momento in cui si deve rispettare una distanza fisica è più che mai importante mantenere una vicinanza emotiva con il proprio partner: parliamo, proviamo a spiegare i nostri pensieri e le nostre emozioni, ma soprattutto cerchiamo di esprimere in maniera chiara i nostri bisogni, senza aspettarci che l’altro li “legga nella nostra mente”. La quarantena ci pone costantemente sfide relazionali, poiché ha notevolmente ristretto il campo sociale, e ci fa sperimentare l’isolamento o il senso di solitudine (che è ben diverso dall’essere solo…). Accettare che l’altro possa essere preoccupato per cose diverse dalle mie, o in modo diverso da me, potrebbe permetterci di riscoprire nel partner alcune qualità che magari fino ad allora non erano emerse. Impariamo a gratificare l’altro con piccoli gesti o attenzioni, ad esempio parlando di un interesse del partner che usualmente non condividiamo, guardando film di interesse comune, facendo complimenti, ecc…

2- Cercare di limitare i conflitti:

passare da “non vedersi mai” a “vedersi sempre” potrebbe ricordarci questioni antiche rimaste irrisolte. Non è il momento di litigare sulle famiglie di origine, sul sesso, sulla gestione dei soldi, ecc… Se stiamo provando rabbia è sempre possibile darsi un tempo di reazione: proviamo ad allontanarci, a “metterci in pausa” magari impegnandosi in altro (ad esempio, una telefonata, cucinare, dipingere/colorare, cantare, fare una doccia calda) per poi ritornare sull’argomento di discussione. Se siamo capaci di “disinnescare” come ci suggerisce il film “Perfetti sconosciuti”, abbiamo l’occasione di esprimere il nostro pensiero in modo assertivo, esprimendo il nostro punto di vista e provando a trovare, insieme all’altro, un terreno comune di discussione. Dire di “no” è importante, ma è altrettanto importante accettare quel no, senza tentare di convincere l’altro della bontà delle nostre asserzioni. È bene ricordare, inoltre, che esiste una notevole differenza tra la discussione verbale e la violenza. La violenza non è MAI giustificata e non è tollerabile nemmeno in un periodo di aumentato stress: esistono numeri di emergenza a cui chiedere aiuto.

3- Crearsi una nuova routine:

uno dei problemi più comuni in questo periodo è legato alla mancanza di regole e routine abituali. All’interno della coppia c’è chi sta sperimentando lo smart working e chi invece si trova improvvisamente a dover riempire il tempo della propria giornata o a doverlo necessariamente condividere. L’ansia è strettamente connessa all’imprevedibilità, pertanto stabilire degli orari precisi (ad esempio, quando ritrovarsi a tavola) e delle attività ricorrenti (come guardare un film insieme), ci permette di vivere in maniera meno ansiosa un periodo già carico di preoccupazione.

4- Con-dividere.

Anche se gli spazi possono essersi ridotti e ci sembra positivo per la coppia condividere la maggior parte delle attività, ricordiamoci di mantenere una certa libertà reciproca: prendiamoci del tempo per dedicarci ad un interesse individuale o, se necessario cerchiamo interessi nuovi da svolgere separatamente.

5- Non isolarsi nell’isolamento.

Mantenere i contatti sociali con gli amici abituali aiuta la coppia a condividere le difficoltà e a sdrammatizzare o a ridimensionare alcune questioni. Manteniamo anche i rapporti con le famiglie di origine, se serve aiutandole ad approcciarsi alle modalità di comunicazione telematica. Ad esempio, possiamo festeggiare i compleanni o le ricorrenze nel modo in cui riusciamo, magari organizzando una video chiamata con amici o parenti.

6- Ridere:

in questo periodo di “bombardamento” di notizie tristi, proviamo a contrastarle con momenti di leggerezza. Usiamo l’umorismo, vediamo un film divertente, raccontiamoci una barzelletta, pensiamo insieme a piccoli progetti che risollevino l’umore.

7- Mantenere viva, se e come possibile, l’intesa sessuale.

Ognuno di noi ha bisogno di conferme e di gentilezza, soprattutto in un momento di stress e di paura. Evitiamo di esprimere svalorizzazione e disprezzo all’altro, anche se siamo arrabbiati. Le modalità di consolazione e compensazione, così come le relazioni extra-coniugali, in questo momento sono meno accessibili. Può bastare uno sguardo, un complimento, prendersi cura di sé e vestirsi, anche in casa, con abiti carini (no al pigiama costante!). Si potrebbe approfittare della quarantena per rinnovare il desiderio reciproco, proprio perché fuori dalla frenesia costante.

“Però una cosa importante l’ho imparata.”
“Cosa?”
“Saper disinnescare.”
“Cioè?”
“Non trasformare ogni discussione in una lotta di supremazia. Non credo che sia debole chi è disposto a cedere, anzi, è pure saggio. Le uniche coppie che vedo durare sono quelle dove uno dei due, non importa chi, riesce a fare un passo indietro. E invece sta un passo avanti. Io non voglio che finiamo come Barbie e Ken: tu tutta rifatta e io senza palle.” (Dialogo tratto dal film: “Perfetti sconosciuti” di P. Genovese, 2016)

Dr.ssa Claudia Rizza e Dr.ssa Loretta Moroni, psicologhe, psicoterapeute cognitivo-comportamentali, U.O. di Riabilitazione Cardiologica Specialistica, Gruppo MultiMedica.