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Cuore e farmaci: alcune situazioni su cui riflettere

È importante conoscere i rischi legati ad alcuni farmaci di uso molto comune, spesso auto-prescritti.

Allergie in arrivo? Eliminare il dolore? Prima di assumere qualsiasi farmaco è importante leggere con attenzione il foglio informativo, assumerlo a ragion veduta e per le corrette indicazioni, considerando i possibili effetti collaterali. Per le persone con problemi cardiaci, è particolarmente importante conoscere i rischi derivanti dall’assunzione di alcuni farmaci. In caso di cardiopatia, prima di assumere un nuovo farmaco o un integratore alimentare, è importante parlarne prima con il proprio medico e il proprio cardiologo.

Alcune considerazioni su quattro categorie di farmaci molto comuni:

    1. Antidolorifici

      Paracetamolo e farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS, comprensivi degli inibitori selettivi della Cicloossigenasi-2 o COXIB) sono gli analgesici maggiormente utilizzati per il trattamento del dolore acuto e cronico. Esempi di FANS includono l’ibuprofene (Brufen®, Moment® etc.), il naprossene sodico (Momendol®, Naprosyn®, Synflex®). Nonostante questi farmaci siano efficaci nell’alleviare la sintomatologia dolorosa, il loro impiego può associarsi ad effetti collaterali anche importanti quali lesioni gastriche, aumento del rischio cardiovascolare, danno al fegato e ai reni.
      È stato ben studiato l’effetto dei FANS sul cuore e sull’apparato cardiovascolare, in particolare sulla pressione arteriosa, sul rischio di infarto e di ictus, dimostrando una azione sfavorevole da parte dei FANS. Pertanto il loro utilizzo è bene avvenga alla dose minima richiesta e per il periodo più breve possibile. Nei soggetti più a rischio, come appunto i cardiopatici o gli anziani, è bene considerare con il proprio medico il rapporto costo/beneficio dei FANS e l’ipotesi di farmaci antidolorifici alternativi, individuando il farmaco più adatto in ogni singolo caso.

    2. Decongestionanti

      Molti farmaci utilizzati per alleviare i sintomi del raffreddore, dell’influenza e delle allergie includono decongestionanti. Tali farmaci, contenendo principi con azione vasocostrittrice, riducono la congestione delle mucose nasali, responsabile dei sintomi, tuttavia possono causare un aumento della pressione arteriosa e/o interferire con l’efficacia di alcune terapie.
      Inoltre, spesso farmaci utilizzati per ridurre i sintomi del raffreddore possono contenere combinazioni di FANS (i farmaci menzionati sopra) e decongestionanti, aumentandone il rischio di possibili effetti collaterali.
      Tuttavia, gli spray nasali e i farmaci orali non presentano gli stessi rischi. Uno spray nasale è una scelta più sicura nel caso di ipertensione arteriosa, di assunzione di farmaci antiipertensivi o di farmaci per la cura di patologie cardiologiche.

    3. Alcuni antibiotici

      Anche alcuni antibiotici, farmaci utilizzati per trattare le infezioni batteriche, possono avere degli effetti collaterali sul sistema cardiovascolare o interferire con le terapie assunte dai pazienti cardiopatici, in particolare con i farmaci antiaritmici.
      Ad esempio, i macrolidi, classe di antibiotici cui appartiene l’azitromicina (Zithromax®), seppure raramente, possono modificare l’attività elettrica delle cellule del muscolo cardiaco, favorendo l’insorgenza di disturbi del ritmo.
      Tuttavia, è importante notare che questi effetti collaterali sono estremamente rari. Se necessario, quindi, tali farmaci devono essere assunti, verificandone il rapporto costo/beneficio in presenza di cardiopatia o di terapia antiaritmica.

    4. Integratori

      Anche se gli integratori o i principi a base di erbe, in quanto naturali, possono apparire innocui, è opportuno riflettere con attenzione prima di assumerli. Trattandosi di principi spesso dotati di azioni farmacologiche, essi possono a volte causare effetti cardiaci e vascolari, influenzando la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca. Pertanto, è opportuno sempre interpellare il proprio medico prima di assumerli.
      È necessario leggerne con attenzione la composizione, discuterne con il farmacista può essere molto utile in quanto egli potrà bene chiarire l’utilità dell’integratore in questione per il singolo soggetto e la sua compatibilità con specifiche condizioni mediche e/o con concomitanti terapie farmacologiche.
      È comunque sempre bene che i cardiopatici interagiscano con il proprio cardiologo prima di assumere integratori alimentari o principi “naturali”.

Prof. Roberto Pedretti, Direttore dell’U.O. di Cardiologia, IRCCS MultiMedica