La posta del cuore

Cuore e gravidanza

Ho 29 anni e sono alla 19° settimana di gravidanza. Un paio di anni fa mi è stato diagnosticato un lieve soffio al cuore, trascurabile e non patologico.
Ultimamente, però, mi si presentano frequenti episodi di cardiopalmo e a volte ho l’impressione di sentire addirittura delle extrasistole. La gravidanza può aver inciso e peggiorato il mio soffio? I sintomi sopra descritti possono essere ad esso associati? Grazie per la cortese risposta.

 


Risponde

Edoardo Gronda,
Direttore dell’Unità di Insufficienza Cardiaca e Ricerca nello Scompenso, IRCCS MultiMedica

La presenza di soffio all’ascoltazione del cuore indica la presenza di un’alterazione del flusso sanguigno nel suo passaggio attraverso le strutture anatomiche che lo compongono.
Il “soffio cardiaco” può essere di due tipi:

  • “patologico”, se causato da malformazioni strutturali o funzionali delle valvole cardiache o da anomalie tra le camere cardiache (difetti interventricolari, interatriali).
  • “funzionale” (comunemente noto come soffio “innocente”) se dovuto a un’ alterazione del flusso sanguigno all’interno del cuore. Si tratta di una condizione conseguente all’incremento della velocità del flusso del sangue, dovuta all’attività cardiaca spiccatamente dinamica, come succede in giovane età, particolarmente in quella infantile e puberale.

Questo secondo tipo di soffio può manifestarsi nei soggetti sportivi ad alta performance o in alcune condizioni temporanee di stress quali,per esempio, quelle indotte dall’anemia, dallo stato febbrile e, appunto, dalla gravidanza.
È importante sapere, infatti, che nella donna gravida l’apparato cardiocircolatorio è sottoposto ad un significativo incremento del carico di lavoro. Questo avviene perché il volume di sangue circolante nell’organismo materno si espande al fine di sostenere il circolo placentare che è deputato a soddisfare le necessità di nutrizione del feto. Questa condizione è rispecchiata dall’aumento ponderale della gestante durante la gravidanza ed è fisiologico entro parametri noti che vanno monitorati.
All’aumento del volume circolante si associa del pari una riduzione della pressione arteriosa indotta dall’effetto degli ormoni prodotti nella gestazione. Quest’azione tende a controbilanciare l’aumento del carico di lavoro imposto al cuore dall’espansione del volume di sangue che esso deve pompare.
Non deve stupire, quindi, se durante la gravidanza compare un “soffio” cardiaco di tipo funzionale collegato a questa particolare condizione in cui si trova a lavorare l’intero appartato cardiocircolatorio.
È opportuno sapere, tuttavia, che in gravidanza può manifestarsi nella donna una rara forma di cardiomiopatia, la così detta cardiomiopatia “peri-partum “ o gravidica. Si tratta di una malattia primitiva del muscolo cardiaco da causa non ancora identificata, che colpisce una partoriente ogni 3000 circa. È una condizione seria che può regredire del tutto o solo parzialmente.
Per questo deve essere riconosciuta tempestivamente e tempestivamente curata in ambiente competente.
Proprio sulla scorta di queste considerazioni è altamente desiderabile che ogni donna gravida si sottoponga a controllo cardiologico ed a eventuale esame ecocardiografico per verificare lo stato funzionale del proprio cuore.