Alimentazione

Dieta iperproteica: benefici e rischi per la salute

Negli ultimi anni, il settore delle diete dimagranti è cresciuto prepotentemente per il dilagare dell’eccesso ponderale; in realtà, l’insoddisfazione per la propria immagine corporea è molto diffusa anche nella popolazione normopeso.
All’insegna del “miracolo e/o del tutto e subito”, la gran parte della popolazione con problemi di peso o con alterata percezione della propria immagine, decide di seguire “la dieta del momento” pur di ottenere un rapido calo ponderale. Tra le diete più influenti quella iperproteica, molto spesso sostenuta da professionisti della nutrizione “improvvisati”, che non hanno né le competenze, né i titoli necessari per svolgere tale attività.
Prima di analizzare benefici e rischi della dieta iperproteica, una piccola premessa sulle proteine e sulla loro funzione nel nostro organismo.

Proteine e fabbisogno nutrizionale

Le proteine o protidi (dal greco protos, primario) sono composti organici formati da piccoli mattoncini detti aminoacidi legati tra loro attraverso legami peptidici.
Le proteine hanno il compito principale di rifornire i tessuti di aminoacidi necessari per i processi di rinnovamento cellulare (funzione plastica). Tuttavia, le proteine svolgono altre numerose funzioni nel corpo umano: hanno un ruolo importante nella sazietà, nella segnalazione cellulare, nella regolazione termogenica e glicemica nel corpo e, in caso di digiuno prolungato o di intensa attività fisica, possono essere degradate a scopo energetico.
A differenza dei carboidrati, che se in eccesso vengono depositati sotto forma di grasso corporeo, le proteine non possono essere immagazzinate, quelle in eccesso vengono eliminate.
Infatti, per garantire la corretta funzionalità dell’organismo, le proteine devono essere introdotte quotidianamente nelle giuste proporzioni.
Secondo i LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed Energia), in una dieta bilanciata, il fabbisogno giornaliero di proteine rappresenta il 15-20% delle kcal totali assunte, mentre la dose giornaliera raccomandata di proteine (RDI) è pari a 0,8-1,2 g/kg di peso corporeo. Queste proteine devono derivare per i 2/3 da prodotti di origine animale (carne, pesce, uova, latte e derivati) e per 1/3 da prodotti di origine vegetale (legumi e cereali).

Dieta iperproteica

La dieta iperproteica, in generale, prevede apporti di proteine nettamente superiori, siamo nell’ordine di 1,5-2,2 g di proteine per kg di peso corporeo, che in termini calorici, corrisponde a valori di assunzione di proteine superiori al 35% delle calorie totali giornaliere.
Quindi, la dieta iperproteica è un regime alimentare caratterizzato da un ridotto consumo di carboidrati a favore di un elevato apporto di proteine e grassi. In particolare, la restrizione dell’assunzione dei carboidrati è al di sotto del livello minimo di riferimento (45% delle calorie complessive) fissato dai LARN.

Benefici e rischi

Il grande vantaggio della dieta iperproteica è la facilità di esecuzione, oltre alla velocità con cui si perde peso. Tale dieta si caratterizza per il consumo quotidiano di proteine di origine animale (uova, pesce, carne, formaggi e affettati), associate ad alcuni tipi di verdure.
La dieta iperproteica fa dimagrire perché accelera il metabolismo e stimola la lipolisi, mantiene inalterati i livelli di insulina e aumenta quelli di glucagone, stimolando i processi catabolici che bruciano energia e favorendo il processo di dimagrimento.

La dieta iperproteica si basa su due presupposti principali:

  • parte dell’energia fornita dalle proteine è dispersa come calore (termogenesi indotta dagli alimenti) in misura maggiore rispetto alla dispersione legata agli altri macronutrienti energetici;
  • le proteine hanno un maggiore potere saziante.

La combinazione di questi due fattori comporta una maggiore facilità nella riduzione dell’assunzione di calorie.
Lo svantaggio principale della dieta iperproteica consiste nella perdita di acqua e massa magra. L’altro problema è che, in carenza o in totale assenza di carboidrati per molto tempo, l’organismo ricava energia dalle riserve di glicogeno presenti nel fegato e muscoli, e ne costruisce altre a partire dalle proteine alimentari. Tale processo porta alla formazione di scarti, difficili da smaltire. L’acido urico prodotto, quando si ingeriscono molte proteine, se non smaltito attraverso le urine può portare alla formazione di calcoli.
Tra l’altro, la degradazione delle proteine determina la formazione di ammoniaca, una sostanza tossica per il nostro corpo che viene eliminata sotto forma di urea grazie alla cooperazione di fegato e reni.
Associare un adeguato apporto idrico, almeno 2 litri d’acqua al giorno, aiuterebbe i reni a smaltire più facilmente le scorie e, quindi, a non affaticarli.
Infine, riducendo drasticamente i carboidrati e anche le fibre si rischia di peggiorare la regolarità intestinale causando stitichezza. Possono comparire sintomi come il mal di testa, disturbi dell’umore, disordini del ciclo mestruale, alito cattivo, oltre all’aumento di colesterolo e trigliceridi per maggior consumo di alimenti di origine animali.

Dieta iperproteica: solo se ci affidiamo ad un professionista!

Sebbene sia stato dimostrato che una dieta iperproteica modifichi la funzionalità dei reni, per il sovraccarico di lavoro, non vi sono evidenze scientifiche sufficienti a dimostrare che, in un soggetto sano, un elevato apporto di proteine possa direttamente innescare un danno renale. Questo regime è controindicato in caso di problemi renali ed epatici (insufficienza renale, nefropatia diabetica) e sicuramente non è adatto per chi pratica sport di resistenza come la corsa e il ciclismo.
Pertanto, la dieta iperproteica può essere appropriata per alcuni individui, ma non per altri, le esigenze individuali specifiche, così come le potenziali conseguenze negative, devono essere considerate con cautela prima di adottare tale dieta.

Come professionista del settore, il mio consiglio è di evitare la dieta iperproteica “fai da te” per lunghi periodi; piuttosto che seguire la “dieta del momento” chiediamo consiglio ad un professionista esperto in scienze dell’alimentazione, per analizzare, in primis, le cause del sovrappeso, di una magrezza o di un rapido dimagrimento, e che si accerti che non ci siano controindicazioni.
Inoltre, affidarsi ad un professionista permetterà di perdere peso in modo graduale, con meno fatica sia mentale che fisica, oltre a mediare la transizione tra questo regime e la dieta equilibrata che la sostituirà, evitando gli effetti indesiderati e di entrare nel ciclo “yo-yo” del peso.
Il buon senso prima ancora dell’esperienza clinica indica che la maggiore parte di coloro che sono in queste condizioni potrebbero alleviare o risolvere il problema semplicemente svolgendo una vita fisicamente più attiva e riducendo l’apporto calorico, ossia mangiando di meno (ma di tutto) e privilegiando gli alimenti più sazianti, ossia quelli con grande volume e bassa densità energetica, come le verdure.

Dr.ssa Angela Valentino, Biologa Nutrizionista, Gruppo MultiMedica