Alimentazione

Il digiuno rallenta la progressione del tumore

Cosa si intende per digiuno?

Con il termine digiuno si intende l’astensione totale da cibo ed acqua, anche se la terminologia si presta a varie interpretazioni. Al di là della motivazione: socioculturale, politica o terapeutica, un soggetto sano può sopravvivere al digiuno totale per 25-30 giorni; il periodo di adattamento e sopravvivenza è condizionato da diversi fattori, quali età, sesso, peso, stato di salute.

Oggi molte persone ricorrono al digiuno in senso lato, spinte da mode, pubblicità e convinzioni salutistiche. Spesso chi autonomamente decide di praticare il digiuno, lo fa soprattutto per compensare un periodo di alimentazione “senza regole” nella speranza di perdere peso. In realtà, l’obiettivo del digiuno di breve durata, non deve essere quello di perdere peso instaurando un bilancio energetico negativo, ma di migliorare lo stato di salute a lungo termine.

Il digiuno terapeutico, inteso come “astensione programmata dagli alimenti” (l`idratazione, compatibilmente alla vita, viene sempre assicurata), può essere inteso come restrizione calorica programmata, cioè fasi di astensione alternate a fasi di rialimentazione, scandite secondo tempistiche definite, che nel complesso instaurano una condizione ormonale e di mediazione chimica intercellulare favorevole alla risoluzione di stati infiammatori. Dati presenti in letteratura confermano che limitando semplicemente l’apporto calorico alcuni animali sono in grado non solo di vivere più a lungo, ma anche di attivare dei segnali metabolici all’interno dell’organismo tipici del digiuno totale.

Perché digiunare per 24 ore?

Con il digiuno, le riserve di zucchero presenti nel fegato sotto forma di glicogeno, si esauriscono nel giro di 10-12 ore di digiuno. Questo meccanismo stimola il rilascio di acidi grassi dal tessuto adiposo, che il fegato trasforma in chetoni i quali, attraverso il sangue, raggiungono muscoli (evitando un effetto catabolico per la sintesi di glucosio) e cervello per essere utilizzati come substrato energetico. La chetogenesi quindi, determina la produzione di carburante (equivalente al glucosio) necessario per il metabolismo del cervello, ma di derivazione dai grassi, indipendente all’insulina. Il cervello,però può utilizzare i corpi chetonici solo in quantità limitate.

L’eccesso di chetoni crea disidratazione, disfunzioni renali ed epatiche, eriduce la concentrazione mentale, a sua volta amplificata dall’ipoglicemia.

Benefici

Il digiuno, nello specifico:

  • stimola la sintesi di una particolare proteina coinvolta nel catabolismo del grasso;
  • riduce l’infiammazione;
  • potenzia la risposta immunitaria;
  • stimola la liberazione di sostanze tossiche dalle cellule;
  • stimola il rinnovamento cellulare;
  • migliora le funzioni cognitive;
  • rallenta la progressione del tumore.

Diverse ricerche scientifiche dimostrano che i topi digiunando migliorano le funzioni cognitive, riducono sino al 50% la probabilità di sviluppare un tumore e malattie cardiovascolari. In particolare, il Dott. Longo, direttore presso il dipartimento di gerontologia dell’Università della California, ha dimostrato che applicando il digiuno su cavie da laboratorio è possibile ridurre la progressione del tumore (in quanto le cellule tumorali non sono in grado di utilizzare i chetoni come fonte energetica) e gli effetti collaterali della chemioterapia. Inoltre, il digiuno avrebbe rafforzato le cellule sane e non quelle tumorali inducendole alla morte per apoptosi.

Quando digiunare

Il digiuno terapeutico, come pratica da poter intraprendere solo per qualche giorno al mese, non crea danni gravi e permanenti, ma rafforza lo stato di salute (grazie alla produzione di nuove cellule ed eliminazione di quelle danneggiate), aiuta a resettare il corpo annullando gli effetti negativi di un regime alimentare scorretto (carico soprattutto di proteine animali) ed infine, comporta una minor sofferenza mentale (restrizione alimentare a breve termine). Invece, un digiuno prolungato e non controllato,potrebbe provocare effetti opposti come deperimento, danni agli organi interni, comparsa o aggravamento del disturbo del comportamento alimentare, e nei casi più gravi potrebbe portare alla morte.

Inoltre, molti articoli non scientifici, danno per scontato che i vantaggi salutistici del digiuno osservati sui topi siano medesimi nell’uomo. In realtà mancano sufficienti prove. I benefici del digiuno osservati su cavie sono in corso di verifica sull’uomo. D’altronde vi siete mai chiesti perché le principali religioni suggeriscono di digiunare? E perché il nostro organismo si è evoluto per sostenere periodi di digiuno?

Come ogni dieta,in particolare quando si parla di digiuno, è importante evitare il fai da te.

Indispensabile è farsi sempre seguire da un esperto in materia che si accerti delle condizioni psico-fisiche. L’obiettivo primario del digiuno non deve essere quello di perdere peso, ma bensì di instaurare una condizione tale da ridurre tutt ii fattori di rischio tipici di malattie cardiovascolari ed oncologiche. Sicuramente nelle persone obese ed in sovrappeso, il digiuno potrebbe, senza dubbio, favorire dei vantaggi rispetto alla perdita di peso, stimolando nello stesso tempo il ripristino di parametri cellulari compromessi.

Dr.ssa Angela Valentino, Biologa Nutrizionista,
Ambulatorio di Psico-Nutrizione, IRCCS MultiMedica