Diagnosi e cure

E…state in gamba!

Cosa sono le “ramificazioni” che compaiono su cosce e gambe?

La definizione scientifica è teleangectasie (TAI). Si tratta di dilatazioni, solitamente di calibro da 0,1 ad 1 mm che hanno sede nel derma e possono essere venulari, arteriolari o capillari. Rappresentano uno dei problemi estetici più importanti, poiché prediligono il sesso femminile e affliggono più della metà delle donne europee ed americane. Possono inoltre provocare sensazioni fastidiose, quali bruciore, prurito, dolore puntorio e pesantezza che si accentuano stando in piedi e spesso anche nel periodo premestruale e mestruale.

Sono dovute a problemi circolatori?

Sono un’alterazione della circolazione cutanea e quindi possono essere inquadrati come un disturbo vascolare, magari solo iniziale, per lo più estetico. In molti casi possono essere associate a disturbi vascolari maggiori, ma non sempre, talvolta nelle forme più iniziali e nei soggetti più giovani compaiono indipendentemente. In questi casi il loro trattamento è più semplice.

Come capire se ci sono problemi più gravi da affrontare?

Innanzitutto è necessaria una vista specialistica, meglio se con un flebologo, per una primo inquadramento diagnostico. Poi un’indagine strumentale come l’ecocolordoppler venoso oppure la pletismografia a luce riflessa. L’esame ecocolordoppler ci permette una valutazione del circolo venoso profondo e superficiale, la pletismografia ci consente una valutazione dinamica del circolo venoso e una diagnosi differenziale tra attività del circolo profondo e superficiale.

Quale terapia adottare?

Una volta stabilito che non vi è necessità di un trattamento chirurgico, in quanto queste teleangectasie non sono da collegarsi a patologie delle vene, si può proporre un trattamento sclerosante. Si tratta di incanulare il piccolo vaso con un ago di calibro idoneo ed iniettare una soluzione di un prodotto chimico capace di provocare una lesione endoteliale, poi un trombo secondario, la cui organizzazione connettivale condurrà all’occlusione del vaso stesso e alla conseguente fibrosi. In pratica il vaso sparisce nel tempo, perché l’organismo, non riconoscendolo più utile lo riassorbe.

Si tratta di trattamento è definitivo?

In un certo senso si, perchè quel vaso è sparito. Ma resta la predisposizione, per cui altri vasi compariranno in seguito. Pertanto se si vuole mantenere il risultato bisogna avere costanza.

È un trattamento pericoloso?

Il trattamento dei capillari con la terapia sclerosante non è un assolutamente un trattamento pericoloso. L’unico rischio serio è quello di una reazione allergica, ma è un evento remoto, un caso
ogni diecimila pazienti. Vi sono poi complicanze minori, come pigmentazioni o macchie, ma si tratta anche in questo caso di eventi sporadici rimediabili.

È possibile trattare questi inestetismi con il laser?

Il trattamento laser è solo un metodo più sofisticato per trattare i capillari. Più facile, perché non bisogna incanalare il vaso, però senz’altro più costoso e non meno doloroso. Il vantaggio è che si possono trattare capillari sottilissimi, tipo couperose, che con la terapia classica è impossibile trattare.

Dr. Fulvio D’Angelo, Medico Specialista dell’Unità di Chirurgia Vascolare,
Ospedale MultiMedica Castellanza