Prevenzione

Fragilità capillare: consigli per un’estate… in gamba!

Durante la stagione estiva è fondamentale prenderci cura delle nostre gambe, che possono essere messe a dura prova dalle temperature più alte, soprattutto se si soffre di insufficienza venosa cronica: il calore, infatti, provoca la dilatazione dei vasi sanguigni superficiali, e rallenta di conseguenza la circolazione. Questo può portare ad un sovraccarico venoso, con ristagno del sangue e comparsa di gonfiore, visibile anche a occhio nudo, spesso accompagnato da indolenzimento, formicolii, crampi notturni e sensazione di pesantezza, che peggiora se si è stati a lungo seduti o in piedi. Si tratta di un problema da non sottovalutare, perché può essere legato a vere e proprie patologie dell’apparato circolatorio.

Ma cosa sono esattamente queste “ramificazioni” che compaiono su cosce e gambe, e quali soluzioni terapeutiche esistono attualmente per chi ne soffre?

La definizione scientifica è teleangectasie (TAI). Si tratta di dilatazioni, solitamente di calibro da 0,1 ad 1 mm, che hanno sede nel derma – lo strato intermedio della cute – e possono essere venulari, arteriolari o capillari. Formano sulla pelle una ramificazione simile ad una “ragnatela” perfettamente visibile a occhio nudo, che può essere di colore rossastro o bluastro. Rappresentano uno dei problemi estetici più importanti, che interessa una parte rilevante della popolazione, prevalentemente quella femminile, ma colpisce anche gli uomini, con un rapporto di 4 a 1. Spesso sono asintomatiche, altre volte si accompagnano a sensazioni fastidiose, quali bruciore, prurito, dolore puntorio e pesantezza, che si accentuano stando in piedi e, nelle donne, si intensificano spesso nel periodo premestruale e mestruale.

Esse sono dovute ad un’alterazione della circolazione cutanea e quindi possono essere inquadrate come un disturbo vascolare, magari solo iniziale, per lo più esclusivamente estetico. Nella maggior parte dei casi è effettivamente così, in altri invece questi inestetismi costituiscono un vero e proprio campanello d’allarme, e possono essere il primo segnale di un disturbo più profondo dell’apparato circolatorio, l’insufficienza venosa cronica, che può portare alla formazione di vene varicose e all’insorgenza di complicanze anche gravi, e necessita quindi di un percorso di diagnosi e trattamento tempestivo e mirato.

Quali sono le cause alla base di questi inestetismi?

Oltre ad una predisposizione familiare, tra le cause che portano allo sviluppo dei capillari troviamo uno stile di vita o un’attività lavorativa sedentaria, un’alimentazione squilibrata, una condizione di sovrappeso o obesità, la presenza di squilibri ormonali e/o ritenzione idrica (come nel corso di una gravidanza, in seguito a gravidanze multiple, o con l’assunzione di una pillola anticoncezionale), l’abitudine al fumo di sigaretta, l’abuso di alcol, lo stress, la stitichezza cronica e un’eccessiva esposizione al sole.

Come capire se ci sono problemi più gravi da affrontare?

Per un primo inquadramento diagnostico, è consigliata innanzitutto una visita specialistica con un chirurgo vascolare, in grado di effettuare una corretta diagnosi attraverso un’attenta anamnesi, valutando in seguito le soluzioni di intervento più adatte. A livello di indagini strumentali, l’esame più utilizzato a livello flebologico è l’ecocolordoppler venoso degli arti inferiori, una metodica non invasiva che consente una valutazione del circolo venoso profondo e superficiale e fornisce informazioni emodinamiche riguardo alla direzione del flusso sanguigno, con eventuale riscontro di reflusso e/o ostruzione.

Quale terapia adottare?

Una volta stabilito che queste teleangectasie non sono collegate a patologie delle vene, ed esclusa quindi la necessità di un trattamento chirurgico, si può proporre un trattamento sclerosante. Si tratta di incanulare il piccolo vaso con un ago di calibro idoneo, ed iniettare una soluzione di un prodotto chimico al suo interno. Questo innesca un processo infiammatorio capace di provocare l’occlusione del vaso stesso. In pratica, il capillare chiuso scomparirà nel tempo perché verrà “riassorbito” dai tessuti circostanti, in quanto riconosciuto non più utile all’organismo.
Si tratta di un trattamento non doloroso e praticamente definitivo, che non esclude però la possibilità che nel tempo compaiano altri vasi, a causa della predisposizione del soggetto.
È inoltre del tutto sicuro: l’unico rischio serio è quello di una reazione allergica, ma si tratta di una possibilità remota. Altre complicanze minori possono essere la comparsa di macchie o iperpigmentazioni, che tendono a risolversi con il tempo.

In alternativa alla scleroterapia, negli ultimi anni si è affermato anche un metodo più sofisticato per trattare questi inestetismi: il trattamento laser. Più facile, perché non bisogna incanalare il vaso, però senz’altro più costoso. Esso consiste nell’emissione di una luce che viene assorbita dai capillari e aumenta la temperatura interna del vaso sanguigno, causandone la chiusura. Non danneggia la pelle o i tessuti circostanti e il suo vantaggio è che si possono trattare capillari sottilissimi, tipo couperose, un inestetismo causato da una dilatazione anomala dei vasi sanguigni superficiali che colpisce prevalentemente la pelle del volto e che è impossibile trattare con la terapia classica.

Qualche consiglio per l’estate

Come sempre, è importante sottolineare l’importanza della prevenzione, soprattutto nel periodo estivo, in cui i sintomi si acutizzano. Bastano pochi semplici accorgimenti nello stile di vita per preservare la salute di vene e capillari, mantenendo una buona circolazione sanguigna nelle gambe e limitando il gonfiore e la sensazione di gambe pesanti:

  • Mantenersi attivi: L’attività fisica aiuta la circolazione: è quindi consigliato fare più movimento, anche in vacanza, dedicando tempo a camminate, corse, giri in bicicletta o nuotando con regolarità. Può essere inoltre molto utile la ginnastica in acqua.
  • Tenere le gambe leggermente sollevate, per farle riposare: sia durante la giornata, quando si è seduti, utilizzando una pedana ergonomica, sia di notte, posizionando un cuscino sotto le gambe, per mantenere attiva la circolazione.
  • Fare delle docce fredde sulle gambe: alternare getti di acqua calda e di acqua fredda sugli arti inferiori può servire ad aumentare il tono venoso.
  • Ridurre il consumo di sale, che favorisce la ritenzione idrica, e seguire un’alimentazione ricca di frutta e verdura e povera di grassi: sono consigliati agrumi e frutti rossi come fragole, anguria, frutti di bosco, etc., che contengono vitamina C ed E ed hanno un’azione antiossidante, e verdure come pomodori, spinaci e peperoni.
  • Indossare capi di abbigliamento corretti, scegliendo scarpe comode (senza tacchi alti o zeppe) ed evitando capi troppo aderenti, che bloccano la circolazione. Sono inoltre consigliate le calze elastiche a compressione graduata, che esercitano una pressione dal basso verso l’alto che favorisce la circolazione venosa.
  • Eliminare il fumo, che danneggia i vasi sanguigni e ostacola la circolazione.
  • Tenere sotto controllo il proprio peso. Il sovrappeso e l’obesità sono due tra le cause più comuni della comparsa dei capillari; è quindi importante perdere peso per prevenire la loro formazione e per non aggravarne l’evoluzione.

Équipe U.O. di Chirurgia Vascolare, IRCCS MultiMedica