Prevenzione

Influenza: prevenzione, vaccinazione e non solo

L’influenza spesso è considerato un malanno fastidioso ma non preoccupante . Ma non è proprio così; è un rilevante problema sociale di Sanità Pubblica, alla cui prevenzione e controllo dobbiamo collaborare tutti.

Ogni anno in Italia si verificano dai 5 agli 8 milioni di casi e circa 8000 morti per complicanze dell’influenza. La maggiore mortalità (circa il 90% dei casi citati) si verifica in soggetti di età superiore ai 65 anni, mentre la fascia di età in cui si verifica l’incidenza più elevata di influenza (15%) è quella dei bambini tra gli 0 ed i 14 anni. L’influenza è la principale causa di assenza da scuola e dal lavoro (10% di tutte le assenze dal lavoro); l’assenteismo aumenta del 56% nel corso della stagione influenzale, provocando la perdita di 500.000 giornate lavorative durante il picco influenzale. In Italia la durata media dell’assenza dal lavoro è di 4.8 giorni.

Il mancato rispetto dell’assenza dal lavoro o da scuola dei soggetti con influenza in corso è da contrastare in quanto tale prassi favorisce il contagio (sui mezzi pubblici, in tutti i luoghi affollati, nei luoghi di lavoro e scolastici). In particolare le occasioni di contagio sono da evitarsi da parte del personale sanitario, scolastico, dei servizi pubblici di front office e, nell’ambito familiare , dei soggetti a contatto con persone ad alto rischio di complicanze.

Le persone a maggior rischio di complicanze, oltre agli anziani, sono i soggetti di qualunque età con malattie croniche come diabete, obesità, bronchite cronica, asma grave, malattie cardio-circolatorie, insufficienza renale cronica, malattie del sangue, del fegato, malattie infiammatorie croniche dell’intestino (es. malattia di Crohn) e sindromi da malassorbimento, tumori, patologie per cui sono programmati importanti interventi chirurgici. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ritiene le donne gravide come il più importante dei gruppi a rischio per loro stesse e per il feto.

La vaccinazione e le misure di protezione individuale sono i cardini essenziali della prevenzione dell’influenza. La terapia dell’influenza è normalmente solo sintomatica (farmaci contro la febbre/antiinfiammatori). Gli antibiotici non servono a nulla se non nel caso di complicazioni batteriche. Da alcuni anni sono a disposizione antivirali, che possono essere indicati dal medico in casi particolari

L’influenza e la vaccinazione

L’influenza è una malattia virale respiratoria ad elevata contagiosità, caratterizzata principalmente dai seguenti sintomi ad esordio brusco: febbre elevata, dolori articolari e muscolari, profonda spossatezza e cefalea, mancanza di appetito, irritazione alle mucose congiuntivali e/o delle prime vie aeree. Nei bambini si possono verificare anche nausea, vomito, diarrea. L’incubazione è breve (1-3 giorni dal contagio); la durata dei sintomi si esaurisce generalmente in 7/10 giorni. Complicanze virali o batteriche a livello bronco-polmonari, peggioramento delle condizioni personali patologiche di base si possono osservare nei soggetti a maggior rischio. La trasmissione del virus avviene per via aerea, tramite starnuti, tosse o il semplice respiro di soggetti influenzati a contatto ravvicinato ancor più se prolungato. Anche il contatto con superfici contaminate dal virus possono indirettamente essere occasione di contagio.

L’epidemia influenzale, rispetto ad altre sindromi virali simili, ha una stagionalità tipica, con modeste variazioni da un anno all’altro. In Italia inizia a diffondersi alla fine di dicembre e raggiunge l’acme a gennaio, resta in circolazione ma con sempre minor numero di casi fino a marzo/aprile. I virus influenzali più importanti sono di 2 diversi tipi (A, B) diversi uno dall’altro per le proteine presenti sulla loro superficie. Una caratteristica dei virus influenzali è la capacità di variare da un anno all’altro il proprio patrimonio antigenico. Per questo motivo ogni anno occorre modificare, sulla base delle ricognizioni epidemiologiche dell’OMS, la composizione del vaccino ed occorre che la vaccinazione sia ripetuta ogni anno. I vaccini sono resi disponibili dalle case produttrici generalmente entro la prima metà di ottobre. I vaccini normalmente utilizzati sono virus inattivati/frazionati (eventualmente integrati da un adiuvante), pertanto non possono essere responsabili di infezioni.

La vaccinazione è riconosciuta come la forma più efficace di prevenzione dell’influenza.

Per la stagione 2018/2019 il vaccino raccomandato come preferibile dal Centro Europeo per il Controllo delle Malattie (ECDC ) è di tipo quadrivalente (contenente antigeni per difesa immunitaria dai 4 ceppi di virus influenzali ora principalmente in circolazione). Tale vaccino è stato selezionato da Regione Lombardia e reso disponibile gratuitamente per le categorie a maggior rischio succitate, per i cittadini di età superiore ai 65 anni , per le donne gravide che all’inizio della stagione epidemica si trovano nel secondo o terzo trimestre di gravidanza), per le categorie di operatori sanitari e dei servizi pubblici essenziali, per i soggetti che possono trasmettere l’infezione a soggetti ad alto rischio…

I soggetti che rientrano nelle categorie per cui è reso disponibile gratuitamente la vaccinazione si potranno rivolgere per la somministrazione al proprio Medico di Medicina Generale o, se in età evolutiva, al Pediatra di Libera Scelta. Il periodo indicato per la vaccinazione va dall’inizio di novembre a dicembre. La protezione indotta della vaccinazione comincia 2 settimane dopo la somministrazione e dura per 6-8 mesi. La vaccinazione è raccomandata anche per i soggetti sani e non appartenenti alle categorie per cui la vaccinazione è offerta gratuitamente; per loro il vaccino è acquistabile in farmacia e va conservato in frigorifero tra +2 e +8 °C . La somministrazione potrà essere effettuata da medico di fiducia ed avviene con inoculazione intramuscolare nel deltoide; per i bimbi sotto i 2 anni la sede raccomandata è invece quella antero-laterale della coscia . La vaccinazione consta di 1 sola somministrazione per i soggetti di tutte le età, salvo per i bambini di età inferiore ai 9 anni mai vaccinati in precedenza, per i quali si raccomandano due dosi a distanza di 4 settimane.

La vaccinazione anti-influenzale non protegge ovviamente da malattie con sintomatologia simile ma dovute a virus diversi da quelli influenzali, circolanti anche in periodi autunnali/invernali (virus che danno il raffreddore come rhinovirus o come sindromi da Enterovirus, ecc ). Reazioni locali/effetti collaterali relativamente comuni ma di lieve entità potrebbero presentarsi nelle ore successive alla vaccinazione; a livello locale dolenzia, lieve gonfiore locale, eritema; in alcuni casi si può avere febbricola, dolenzie muscolari, lieve malessere per 1-2 giorni.

Controindicazioni alla vaccinazione; lattanti sotto i 6 mesi; soggetti che abbiano avuto reazione allergica grave dopo una precedente dose di vaccino; malattia acuta di media-grave entità con o senza febbre. In tali casi la vaccinazione può essere rimandata alla guarigione. In caso di pregressa sindrome di Guillain-Barrè ci si rimette alle valutazioni del Medico curante, come per ogni altro dubbio.

Misure di igiene e protezione personale

Sono ritenute molto importanti per evitare la trasmissione del virus influenzale le seguenti misure, da attuarsi nel periodo epidemico:

  • da parte di soggetti sani:
    • evitare contatti con soggetti influenzati a breve distanza (a meno di 1 metro) e prolungati; evitare luoghi affollati;
    • evitare di toccarsi occhi, naso e bocca dopo avere toccato superfici potenzialmente infette; lavarsi le mani dopo avere toccato superfici potenzialmente contagiate (es. in metrò);
  • da parte dei pazienti influenzati:
    • lavare regolarmente le mani, soprattutto dopo aver starnutito o tossito, per almeno 40-60 secondi con acqua e sapone; in assenza di acqua si possono usare disinfettanti per le mani a base alcolica;
    • coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, usando fazzoletti monouso;
    • evitare assolutamente di stringere la mano ad altre persone;
    • attuare isolamento volontario a casa;

Dr. Giuseppe Zavaglio, Direttore Sanitario dell’Ospedale MultiMedica di Limbiate