Ricerca scientifica

La birra e le sue proprietà nutraceutiche

Siamo in primavera, e verso sera ci viene voglia di gustarci una bevanda rinfrescante che aiuti a contrastare il caldo…parliamo della birra. L’Italia è soprattutto nota per il vino ma è un ottimo produttore in particolare di birre artigianali, che investono sulla qualità e sulle materie prime.

La ricerca ha studiato che la birra può portare benefici all’organismo.
È diuretica, contiene vitamine, proteine, minerali e soprattutto polifenoli antiossidanti, che aiutano l’organismo a combattere i radicali liberi e contrastare l’invecchiamento cellulare

Uno dei più importanti ingredienti, insieme ad acqua, malto e lievito è il luppolo, che conferisce il sapore amarognolo, e che aiuta a preservare le proprietà organolettiche.

Questa pianta è utile alla birra e lo è anche per noi possedendo interessanti proprietà “nutraceutiche”.

il luppolo contiene un particolare “flavonoide”: lo Xantumolo, che il nostro gruppo di ricerca ha studiato ed è in grado di interferire con le cellule endoteliali infiammate, inibendo l’angiogenesi (lo sviluppo anomalo dei vasi sanguigni), uno dei fenomeni che spesso si verificano durante le fasi acute nei pazienti oncologici.”

Lo Xantumolo è in grado di inibire anche la proliferazione e la vitalità delle cellule tumorali”.

Noi abbiamo visto nel corso dei nostri studi che Xantumolo della birra regola il sensore ancestrale di energia e dell’appetito, che va sotto la sigla AMPK. (Forse per questo la birra veniva usata per spezzare il digiuno in quaresima presso i monasteri tedeschi?)

La birra, e in particolare il luppolo, potrebbe prevenire l’insorgenza di malattie complesse e degenerative e magari dei tumori?
Una strategia preventiva delle malattie cronico degenerative e dei tumori deve essere protratta nel tempo, requisito fondamentale delle molecole usate è che siano poco tossiche, per evitare che gli effetti collaterali siano superiori ai benefici. Per questo l’interesse di noi ricercatori è rivolto a principi di origine naturale presenti in cibi e bevande. Lo xantoumolo del luppolo sembra una molecola molto promettente.
Ma questo – va sottolineato- non significa bere birra come “terapia”; innanzi tutto bisogna porre sempre attenzione all’alcool.

Inoltre non tutte le birre sono uguali. Lo xantumolo è maggiormente presente in quelle con il più alto contenuto di luppolo, (per esempio le IPA) che hanno un sapore più amaro e una densa corona di schiuma persistente.

La nostra idea era studiare la struttura dello Xantumolo dalla birra e farne un nuovo potenziale farmaco “nutraceutico”.”

Di fatto i colleghi collaboratori di Pisa, il gruppo del Professor Armando Rossello hanno disegnato e sintetizzato dei nuovi xantoumoli sintetici, delle “aspirine” dal luppolo, e noi le abbiamo brevettate e ne stiamo studiando sulle cellule in cultura. Abbiamo dati preliminari promettenti sull’attività biologica e molecolare di questi nuovi farmaci-nutraceutici.

Dunque ben venga un bicchiere di birra ogni tanto, che insieme all’effetto dissetante aiuta il nostro organismo a prevenire alcune malattie con il rinnovato monito che la birra è pur sempre una bevanda alcolica, perciò chi beve… beva moderato e …non guidi!

Dr.ssa Adriana Albini – Direttore del Laboratorio di Biologia Vascolare ed Angiogenesi, IRCCS MultiMedica
Membro del Direttivo dell’American Association for Cancer Research