Varie

Nobel per la Chimica 2020 ad una scoperta rivoluzionaria tutta al femminile

Di ritorno a casa dopo un intervento di plastica addominale per un’ernia, mi ritrovo a pensare con gratitudine alla chirurga che mi ha operata insieme ad un team di altre due colleghe presenti in sala. Quanta strada hanno fatto le donne nel campo della medicina e della ricerca scientifica nell’ultimo secolo! Solo tra gli anni Venti e Settanta del 1900 le prime donne intraprendono la carriera medica. La prima ricercatrice a vincere un Nobel sarà Marie Curie, che ne vinse ben 2, per la Fisica nel 1903 e per la Chimica nel 1911.

Ancora oggi, però, sussistono obsoleti stereotipi di genere che dissuadono le ragazze a intraprendere una carriera nel mondo scientifico, un percorso lungo e a volte difficile, per il quale ci vuole curiosità, coraggio e perseveranza. Per questo è stato con grande emozione che ho letto che il Nobel per la Chimica è stato conferito qualche giorno fa a due giovani scienziate.

Emmanuelle Charpentier, ricercatrice francese che dirige l’Unità di Scienza dei Patogeni del Max Planck di Berlino in Germania, e Jennifer A. Doudna, professoressa di Chimica Molecolare presso il Dipartimento di Chimica e Ingegneria Chimica dell’Università della California a Berkeley, sono state premiate per aver contribuito allo sviluppo della rivoluzionaria tecnica di ingegneria genetica che va sotto il nome di CRISPR/Cas.

Queste “forbici molecolari”, identificate studiando la biologia dei batteri, permettono di modificare il DNA di animali, piante e microrganismi con altissima precisione. È intuitivo immaginare che questa tecnologia possa avere un impatto importante sulle scienze della vita, contribuendo a sviluppare nuove terapie mirate per la cura di malattie genetiche e dei tumori. Come i batteri riescono a eliminare il genoma di un virus che li infetta, così i ricercatori, grazie alle scoperte della Charpentier e della Doudna, hanno la possibilità di sfruttare le stesse molecole per effettuare la deplezione del gene responsabile della malattia. Infatti, le due scienziate sono state in grado di ricreare le forbici molecolari batteriche in una provetta da laboratorio e di semplificarle in modo che fossero più semplici da utilizzare.

Questo potrebbe essere un approccio da sfruttare anche nelle malattie cardiometaboliche legate all’invecchiamento, un ambito di ricerca nel quale l’IRCCS MultiMedica sta portando avanti vari progetti. Uno studio sulla fragilità dell’anziano, al quale abbiamo preso parte con il mio gruppo di ricerca, ha portato all’identificazione di nuovi marcatori molecolari precoci di questa sindrome geriatrica. Alcune delle molecole dell’infiammazione si ritrovano aumentate nei più fragili; potremmo ipotizzare di intervenire su queste utilizzando la tecnica CRISPR/Cas, come già si sta facendo in altre patologie come l’artrite reumatoide, e migliorare la vita di quegli anziani predisposti a diventare fragili, più soggetti ad ammalarsi e a non recuperare lo stato di benessere che avevano prima di una malattia.

Grazie alle ricerche che si stanno portando avanti sull’uso di CRISPR/Cas, il sogno di portare questa tecnica in clinica potrebbe diventare realtà in futuro. Pensare che questo futuro sia imminente non è possibile. Purtroppo i limiti di questo metodo innovativo sono ancora molti: non sappiamo quale sia il modo migliore e più sicuro di veicolare CRISPR/Cas nel nostro organismo senza che vi siano effetti indesiderati, non abbiamo le conoscenze necessarie a determinarne i dosaggi, non conosciamo a fondo l’effetto della eliminazione di un gene sui delicati equilibri fisiologici, sappiamo che la complessità dei meccanismi responsabili di una patologia non può essere riportata ad un singolo fattore. Insomma, c’è tanto lavoro ancora da fare, ma la strada è aperta, quindi avanti con la ricerca e forza ragazze!

Come ci ricorda la Charpentier sulla sua pagina web:

L’eccellenza non è mai un evento accidentale. È sempre il risultato di una grande intenzione, uno sforzo sincero e una esecuzione intelligente; rappresenta la scelta saggia tra molte alternative-scelta, non fato, e determina il tuo destino.” (Aristotele, 384-322 BC)

Dr.ssa Gaia Spinetti, Ricercatrice, Laboratorio di Ricerca Cardiovascolare, IRCCS MultiMedica