Diagnosi e cure

Prendiamoci cura dei nostri reni

I reni sono organi molto piccoli, non misurano più di 12 centimetri e pesano poco più di 100 grammi, ma anche molto importanti perché svolgono diverse funzioni, prima fra tutte quella di produrre l’urina, fondamentali per il nostro organismo. Altre funzioni importanti sono la regolazione di acqua ed elettroliti dell’organismo, la regolazione dell’acidità del sangue, l’eliminazione di sostanze prodotte dal metabolismo (azotemia e creatinina) ed altre introdotte dall’esterno (farmaci e tossici). Infine i reni producono ormoni per il controllo dell’anemia, del metabolismo dell’osso e per la regolazione della pressione.

Da questo breve sommario si può pertanto comprendere come questo piccolo organo svolga funzioni assolutamente indispensabili al nostro organismo.

I reni sono molto sensibili e spesso sono coinvolti in situazioni patologiche che derivano da altre parti del corpo e che non sempre si manifestano in maniera chiara ed evidente. Possono cominciare a funzionare male a causa di patologie che li riguardano direttamente, come le malattie renali primitive o il Rene Policistico o ancora le Glomerulonefriti. Allo stesso modo, possono incorrere in disfunzioni anche e soprattutto a causa di altre patologie come il diabete e l’ipertensione. Sono questi infatti, oltre all’obesità, i maggiori fattori di rischio per la salute dei reni. Per questo la prevenzione della malattia renale deve partire prima di tutto dall’osservazione di stili di vita idonei. È importante prestare attenzione alle abitudini alimentari, non eccedere con il consumo di sale, fare movimento, non fumare, per evitare che vi sia un danneggiamento dei vasi in generale e di quelli dei reni in particolare.

Quando la funzione renale è compromessa e i reni non funzionano in modo adeguato si parla di Malattia Renale Cronica (MRC). Sulla base della funzione renale pertanto la malattia renale cronica viene stadiata in cinque livelli. La classe cinque è detta anche fase uremica o terminale in quanto i reni hanno perso quasi del tutto la loro funzione. Ciò comporta ritenzione di acqua e altre sostanze tossiche che accumulandosi danno luogo alla sindrome uremica. La salute dei reni è a rischio nel caso in cui siano sorte patologie come il diabete, l’ipertensione e la dislipidemia.

Condurre pertanto uno stile di vita sano che contribuisca a ridurre il rischio di tali malattie o a controllare la loro evoluzione può aiutare a preservare la funzione renale. Infatti, ad esempio il diabete in USA è stimato essere causa di circa il 40% di casi d’insufficienza renale cronica attraverso differenti meccanismi quali l’iperglicemia non adeguatamente controllata, l’insulino-resistenza e i prodotti di glicazione non enzimatica. L’ipertensione e l’ipercolesterolemia determinano un danno vascolare a livello dei vasi renali inducendo progressivamente ischemia e insufficienza renale cronica.

La prevenzione delle malattie renali, dunque, passa sicuramente dall’attenzione posta agli stili di vita, ma anche dalla diagnosi precoce, che deve riguardare soprattutto i soggetti considerati a rischio. Sono a rischio le persone di una certa età e chi ha una familiarità per le malattie renali. Il percorso diagnostico da effettuare varia da soggetto a soggetto, a seconda dell’età e del fatto che ci sia presenza di altre patologie. L’indagine più specifica, da eseguire tutte le volte che ci sia il sospetto di alcune malattie specifiche del rene, è la biopsia renale, esame invasivo ma non doloroso con cui vengono prelevati piccoli frammenti di tessuto renale che, esaminati al microscopio, sono in grado di rivelare con chiarezza quale malattia abbia colpito i reni. Tuttavia l’esame delle urine rappresenta l’elemento fondamentale nella diagnostica per valutare la salute dei reni. Fra i segni clinico-laboratoristici più comuni si ricordano: presenza di sangue nelle urine, presenza di proteine nelle urine in quantità variabile, edemi agli arti inferiori (piedi gonfi), urinare frequentemente durante le ore notturne. Inoltre il controllo con un esame strumentale semplice e poco costoso dei reni quale l’ecografia dell’apparato urinario (reni, vescica e prostata) fornisce numerose informazioni sulla morfologia di tutto l’apparato da portare al nefrologo.

Ecco, dunque, alcune regole d’oro per mantenere in salute i reni:

  1. Praticare attività fisica in maniera regolare aiuta a controllare la pressione arteriosa e perciò a ridurre il rischio di malattia renale.
  2. Sottoporsi a regolari check-up per la glicemia e la pressione arteriosa e controllare l’esame delle urine, il dosaggio della creatinina, dell’azotemia ed effettuare una ecografia renale.
  3. Seguire una alimentazione sana e controllare il peso. È bene privilegiare una dieta a base di cibi vegetali, come la dieta mediterranea, che riducono l’acidità dell’urina e quindi il carico di lavoro per il rene, apportando poche calorie e molte vitamine antiossidanti.
  4. Ridurre il sale, specie quello aggiunto, e sostituirlo con aromi e spezie.
  5. Bere in abbondanza, circa due litri di acqua al giorno. Questa quantità può variare in relazione al sesso, all’esercizio fisico, al clima, alle condizioni di salute. È possibile assumere tisane e tè preparati in casa e non zuccherati, mentre è preferibile non bere bibite o succhi di frutta che apportano zuccheri (e calorie) non necessari e possono contenere additivi (fosfati o potassio) nocivi per i reni.
  6. Non fumare, in quanto il fumo aumenta la pressione del sangue e accelera l’invecchiamento dei vasi ostacolando la circolazione. Inoltre il fumo può aumentare il rischio di cancro del rene in quanto le sostanze contenute nel tabacco vengono eliminate attraverso le urine.
  7. Evitare l’uso abituale di farmaci non indicati dal medico, in particolare quelli per mal di testa, dolori ossei o articolari.
  8. In caso di ipertensione arteriosa, attenzione ad assumere correttamente i farmaci: deve essere presente un controllo adeguato a mantenere livelli pressori inferiori uguali a 130/80.
  9. In caso di diabete mellito è necessario un corretto controllo della glicemia, dell’emoglobina glicata e un controllo dell’esame delle urine per valutare la presenza e la quantità di albumina (microalbuminuria).

Silvio Volmer Bertoli, Direttore Unità di Nefrologia e Dialisi, Gruppo MultiMedica