Diagnosi e cure

Pressione oculare, come capire se qualcosa non va

Gli inglesi lo chiamano il “ladro silenzioso della vista“. E in questa definizione è racchiusa la natura insidiosa di questa patologia e la sfida dei medici che cercano di prevenirla e curarla.

L’occhio ha una sua pressione, autonoma e non legata alla pressione del sangue. Negli individui predisposti al glaucoma la pressione intraoculare sale, compromettendo la funzionalità del nervo ottico e minacciando la visione. Questo avviene senza che il paziente avverta alcun sintomo. Occorrono anni di pressione elevata perché i danni al nervo ottico, dapprima iniziali, diventino sempre più severi.

Il paziente inizierà ad avvertire una nebbia davanti agli occhi, la messa a fuoco diventerà più difficoltosa. Tipicamente al paziente viene istintivo pensare di avere le lenti degli occhiali sporche e di dover modificare le diottrie delle proprie lenti. Purtroppo questa sensazione di vista sfuocata dipenderà invece dal nervo ottico, danneggiato da mesi o anni di pressione oculare elevata.

Cos’è il glaucoma?

Il glaucoma è una malattia del nervo ottico che determina una compromissione del campo visivo, cioè della nostra capacità di percepire ciò che è compreso nello spazio che sta intorno all’oggetto che stiamo fissando. Il campo visivo ci permette, quindi, di muoverci nello spazio e di avere il senso della profondità.

Le fibre nervose interessate per prime sono quelle corrispondenti alle porzioni periferiche del campo visivo. Con il progredire della malattia il paziente mantiene solo la parte centrale del campo visivo, condizione che si definisce “visione tubulare” perché il paziente vede l’ambiente esterno come attraverso un tubo o il buco di una serratura. Nelle fasi finali si verifica una completa cecità.

La perdita delle porzioni periferiche del campo visivo inizialmente non viene avvertita dal paziente e questo spiega perché il glaucoma sia un “killer silenzioso”. Infatti all’inizio solo l’oculista può accorgersi della presenza del glaucoma, attraverso l’esame del fondo dell’occhio e richiedendo opportuni esami.

La diagnosi

Tipicamente il glaucoma si associa ad un aumento della pressione intraoculare, detto ipertono oculare.

Occorre specificare che l’aumento della pressione endo-oculare non è sinonimo di glaucoma. Infatti molti soggetti hanno una pressione dell’occhio superiore a 21 mmHg e non sviluppano la malattia. Tuttavia la pressione endo-oculare gioca un ruolo importante e l’ipertono oculare è il principale fattore di rischio per l’insorgenza del glaucoma. Per poter fare diagnosi di glaucoma bisogna innanzi tutto rilevare un’alterazione a carico del nervo ottico: con la perdita di fibre nervose il nervo ottico acquista un aspetto cosiddetto escavato: l’aumento dell’escavazione del nervo ottico deve far sospettare la presenza del glaucoma.

La diagnosi deve essere poi confermata dall’esame del campo visivo che mostra, in caso di glaucoma, dei difetti tipici e da esami definiti “high tech” come la tomografia a coerenza ottica (OCT) che consentono uno studio del nervo ottico non invasivo e ad alta risoluzione. Poiché il glaucoma non ha sintomi tutti dovrebbero sottoporsi a una visita oculistica almeno una volta dopo i 50 anni. Questo consente all’oculista di fare uno screening delle possibili patologie oculari e di individuare un eventuale glaucoma.

Questo è ancora più importante se in famiglia un parente è già affetto da glaucoma. In questo caso è consigliabile sottoporsi a una visita oculistica all’età di 40 anni.

La terapia

Lo scopo di tutti i trattamenti del glaucoma è quello di diminuire la pressione endo-oculare. È stato infatti ampiamente documentato che questo consente di rallentare la progressione del glaucoma. La prima e più semplice terapia consiste nell’uso di colliri ad hoc, sotto stretto controllo medico presso un Centro Specializzato.

Oltre ai colliri è possibile eseguire un trattamento laser. Esistono diversi trattamento laser indicati per ridurre la pressione oculare. Lo specialista del glaucoma saprà consigliare quale tipo di laser sia più indicato in relazione al tipo di glaucoma.

Il glaucoma può anche essere operato chirurgicamente. Esistono molte tecniche chirurgiche attraverso le quali è possibile diminuire la pressione oculare. Oltre al tradizionale intervento di trabeculectomia, ancora oggi molto eseguito, il Centro Glaucoma dell’Ospedale San Giuseppe è uno dei pochi centri in Italia in cui si effettua una chirurgia mini invasiva per il trattamento del glaucoma con dispositivi drenanti di ultima generazione. Questi impianti drenanti consentono di realizzare un deflusso controllato dell’umor acqueo, garantendo un ottimo profilo di sicurezza per il paziente in termini di complicanze postoperatorie e possono, in certi casi, costituire un’ottima alternativa al tradizionale intervento di trabeculectomia.

Il glaucoma nei bambini

Anche i bambini possono avere il glaucoma?

La risposta è . Esiste una forma di glaucoma che è presente fin dalla nascita: il glaucoma congenito. La Clinica Oculistica Universitaria dell’Ospedale San Giuseppe diretta dal prof. Paolo Nucci è uno dei pochi centri in Italia in cui i piccoli pazienti, anche neonati, possono essere operati per tutte le patologie oculari, tra cui una delle più gravi e complesse è sicuramente il glaucoma infantile.

Questo è possibile anche grazie anche alla presenza di un team di anestesisti dedicati e specializzati nella gestione del paziente pediatrico. Fervida, in questo ambito, anche l’attività di ricerca: il Centro Glaucoma dell’Ospedale San Giuseppe è coinvolto in numerosi progetti di ricerca sia per quanto riguarda la diagnosi che il trattamento medico e chirurgico del glaucoma.

Matteo Sacchi, Centro Glaucoma, Clinica Oculistica Universitaria, Ospedale San Giuseppe/Università degli Studi di Milano
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