Vero o Falso

Le scottature solari riportate durante l’infanzia e l’adolescenza aumentano il rischio di sviluppare il melanoma?

Vero

Le scottature solari gravi durante l’infanzia e l’adolescenza sono considerate un fattore di rischio per lo sviluppo del melanoma.

Il melanoma cutaneo è un tumore maligno che origina dalle cellule che producono la melanina, dette melanociti, responsabili della colorazione della nostra cute, occhi e capelli. Considerato fino a pochi anni fa una neoplasia rara, oggi è in continua crescita in tutto il mondo: si parla di un aumento della sua incidenza negli ultimi anni che si attesta intorno al 30%, un ritmo di crescita che è secondo solo a quello del tumore al polmone nella popolazione femminile. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni anno nel mondo vengono diagnosticati circa 132.000 casi di questo cancro. In Italia si contano circa 12.300 nuovi casi all’anno, con un rischio di sviluppare un melanoma elevato sia negli uomini (1 su 66) che nelle donne (1 su 85).

Gli esperti della Fondazione AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) hanno recentemente sottolineato come il melanoma oggi faccia meno paura: infatti, grazie alle nuove terapie e alla diagnosi precoce, nove pazienti su dieci con melanoma guariscono, e ci sono maggiori speranze anche per i pazienti con diagnosi di malattia avanzata, che guariscono nella metà dei casi. Ma c’è un dato che deve far riflettere: il 20% delle 12.000 nuove diagnosi in Italia nel 2019 ha riguardato pazienti giovani, al di sotto dei 40 anni. La colpa è soprattutto delle cattive abitudini, con una scorretta ed eccessiva esposizione alle radiazioni ultraviolette (UVA e UVB) naturali e artificiali, che sono la prima causa dello sviluppo di questo tumore.

Seguire le dovute precauzioni nell’esposizione al sole fin da piccoli è fondamentale, in quanto è scientificamente dimostrato che le scottature riportate durante l’infanzia e l’adolescenza predispongono allo sviluppo di questo tumore, arrivando addirittura a triplicarne il rischio di insorgenza in età adulta. Il processo di trasformazione tumorale, infatti, è molto lungo e può avere origine da alterazioni, come una serie di gravi scottature, avvenute in età pediatrica. La pelle è infatti in grado di “memorizzare” il danno ricevuto dalle scottature solari accumulate durante l’infanzia. È imperativo evitarle, per scongiurare seri danni sul lungo periodo.

Quali regole seguire, quindi, per proteggere i tuoi bambini?
  • Nella primissima infanzia, ovvero fino ai 12 mesi di età, i bambini non devono mai essere esposti alla luce diretta del sole.
  • Nel caso di bambini più grandi, evita l’esposizione nelle ore centrali della giornata, ovvero dalle 12 alle 16 (ora legale), quando l’intensità dei raggi UV è più elevata. In queste ore, tieni all’ombra i tuoi bambini ed evita il più possibile anche la radiazione riflessa (da acqua, sabbia o neve). È inoltre importante che l’esposizione al sole sia graduale, iniziando con tempi brevi, aumentandoli progressivamente nelle giornate successive.
  • Utilizza una crema protettiva specifica per bambini, con filtro solare totale. Spalma la crema su tutto il corpo abbondantemente e in modo uniforme, almeno 20 minuti prima dell’esposizione al sole, riapplicandola ogni 2 ore durante la giornata, dopo ogni bagno e in caso di abbondanti sudate, anche se sulla confezione è indicato “resistente all’acqua”.
  • Fai indossare al tuo bambino abiti e dispositivi che proteggano la pelle e gli occhi: cappello (possibilmente a tesa larga o con visiera), maglietta e occhiali da sole con lenti anti-UV. Tieni sempre presente che ombra e indumenti appropriati proteggono più di qualunque crema solare.
  • Non dimenticarti il rischio della disidratazione: fai bere al tuo bambino acqua non fredda, in piccole quantità, lentamente e molte volte al giorno, e, a fine giornata, utilizza creme idratanti doposole per contrastare la secchezza della pelle.
  • Ricordati che queste precauzioni vanno adottate sia al mare che in montagna, e ogni qualvolta il tuo bambino pratichi un’attività all’aria aperta, indipendentemente dalle condizioni atmosferiche. I raggi UV, infatti, sono sempre presenti, anche nelle giornate nuvolose o nebbiose.

Queste indicazioni valgono a tutte le età: come genitore è fondamentale dare il buon esempio, adottando i corretti comportamenti quando ci si espone al sole e affiancando il rispetto di queste regole ad un attento autoesame della pelle e ad una visita annuale dal dermatologo, soprattutto in caso di presenza di molti nei.

La regola dell’ABCDE: come riconoscere i nei a rischio

Esiste una semplice regola che può esserci utile per imparare a riconoscere i nei potenzialmente pericolosi in base alle loro caratteristiche: si tratta della regola dell’ABCDE, che identifica i campanelli d’allarme che la nostra pelle ci invia.

  1. come Asimmetria, ovvero quando il neo presenta una metà diversa dall’altra;
  2. come Bordi irregolari e frastagliati;
  3. come Colore variabile, con sfumature diverse all’interno dello stesso neo o un colore intensamente nero che si differenzia dagli altri nei;
  4. come Dimensione, se il diametro è maggiore di 6 millimetri;
  5. come Evoluzione con mutamenti di forma, dimensione e spessore del neo. Il melanoma infatti, tende generalmente a crescere ed allargarsi rapidamente.

Se i nei presentano una o più di queste caratteristiche, devono essere subito fatti esaminare da uno specialista.