Vero o Falso

Per chi soffre di claudicatio agli arti inferiori per problemi vascolari è meglio non camminare?

Falso

Chi soffre di claudicatio agli arti inferiori per problemi vascolari deve camminare, anzi.

È ormai dimostrato che nei pazienti che hanno un deficit cronico (non acuto), quindi da tempo, per occlusione di alcuni vasi arteriosi principali agli arti inferiori, detta arteriopatia cronica degli arti inferiori, camminare fa bene. Fa bene camminare ma senza esagerare.

Cerchiamo di spiegarci meglio. La claudicatio è un sintomo di dolore muscolare crampiforme che può verificarsi al piede o al polpaccio oppure alla coscia e addirittura al gluteo, che insorge non a riposo ma quando il paziente cammina e di solito dopo un certo numero di metri (da calcolare in pianura ad andatura normale non di fretta o di corsa) che è chiamato Intervallo Libero (IL), ad esempio 100 metri, oppure 500 metri oppure 10 metri. Si parla di claudicatio importante se l’IL è inferiore a 200 metri e claudicatio invalidante se inferiore a 100 metri. Ovviamente più è invalidante quanto minore è l’IL sotto i 100 metri.

Quasi sempre la claudicatio è regolare, cioè si presenta più o meno puntualmente dopo quel determinato Intervallo Libero. È chiaro che nel tempo l’IL può variare e può allungarsi se il paziente migliora come può accorciarsi se il paziente peggiora.

Perché si verifica la claudicatio? Perché quando camminiamo i muscoli degli arti inferiori hanno bisogno di più sangue. Se il paziente presenta un’arteriopatia, vale a dire una ostruzione di qualche arteria principale (che è possibile diagnosticare mediante un semplice ecocolordoppler), quando cammina non arriva sangue a sufficienza (per l’ostacolo) nel piede o nella gamba o nella coscia o nel gluteo e il paziente accusa dolore muscolare crampiforme.

Da tempo è stato dimostrato che l’esercizio fisico muscolare costante e programmato migliora i circoli collaterali delle arterie e migliora la tolleranza allo sforzo muscolare (un po quello che succede negli allenamenti degli sportivi).

Quindi al paziente con claudicatio farebbe bene camminare perché si allena. Certo questo “allenamento” nel claudicante deve essere ragionato e quindi, o programmato da un fisioterapista oppure molto semplicemente gli conviene camminare spesso e poco, cioè regolandosi senza raggiungere la soglia dell’Intervallo Libero.