La posta del cuore

Stent coronarico e fisioterapia

Scrivo per avere alcune delucidazioni in merito all’incompatibilità tra stent e fisioterapia. Ho 70 anni e, al momento, sono ricoverato in un centro riabilitativo per una patologia ossea. Nel 2008 mi è stato impiantato, con successo, uno stent coronarico, che, a detta del fisiatra che mi ha in cura, oggi mi impedirebbe di sottopormi a trattamenti laser, magneto terapia e quant’altro, perché controindicati a chi, come me, è portatore di stent. È proprio così? Qual è il suo parere in merito?

Risponde

Dr. Flavio Airoldi, Direttore dell’Unità di Emodinamica dell’IRCCS MultiMedica.

Gentile signore,

il quesito che lei pone è di grande interesse poiché sono molti i pazienti portatori di stent coronarico che per patologie di vario genere si rivolgono alle cure fisioterapiche. Il termine fisioterapia deriva dal greco e la traduzione letterale è “terapia naturale“. Sotto questo termine convivono cure molto diverse tra loro che hanno tutte in comune il fatto che non ricorrono alla somministrazione di farmaci, ma utilizzano manipolazioni, movimenti o modifiche della postura. Viene indicato con questo termine anche l’utilizzo di apparecchiature in grado di erogare al nostro organismo energia sotto forma di luce, campi elettrici, campi magnetici, calore, onde d’urto, vibrazioni.

A rendere ancora più complesso l’argomento vi sono due elementi: innanzitutto si deve considerare che queste terapie sono spesso combinate tra loro in modo molto variabile; in secondo luogo bisogna tener conto del fatto che la durata delle cure, l’intensità, la regione interessata e le modalità con la quale possono essere applicate possono variare molto in base alle scelte del fisioterapista e dagli strumenti utilizzati.

Da queste premesse, può comprendere quanto sia difficile rispondere al quesito riguardante il suo specifico caso. In generale, posso affermare che alcune terapie fisioterapiche possono sollecitare in maniera anche molto significativa l’apparato cardiocircolatorio indipendentemente però dalla presenza o meno di uno stent coronarico. Chi è stato curato con l’impianto di uno o più stent a livello delle arterie coronarie o in altri distretti non ha quindi controindicazioni assolute ad essere sottoposto a cure fisioterapiche. L’unica eccezione potrebbe essere quella della magnetoterapia in quanto gli stent, se investiti da un campo magnetico intenso, possono andare incontro ad un aumento di temperatura di uno o due gradi con conseguenze per il paziente che ad oggi non sono state ancora chiarite.

In conclusione, il mio consiglio è quello di rivolgersi ad un cardiologo che svolga attività nel campo dell’emodinamica con una descrizione dettagliata delle cure fisioterapiche proposte per poi valutare la terapia migliore per il suo caso.