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Telemedicina Oggi

La Telemedicina è oggetto di studio dalla metà degli anni ’70, ma solamente negli ultimi 15-20 anni è entrata a far parte di un processo di osservazione, produzione di progetti applicativi e di revisione critica globale che ha portato a ridefinirne ripetutamente la natura, la terminologia (sanità digitale, medicina digitale, e-health, tele-assistenza…) e lo stesso inquadramento all’interno del sistema complessivo dei servizi sanitari.
Oggi possiamo affermare che questa componente tecnologico-scientifica del nostro sistema sanitario può a pieno titolo connotarsi come un’applicazione delle tecnologie informatiche e della comunicazione in ambito medico, per garantire servizi assistenziali a distanza basati sullo scambio di informazioni cliniche all’interno di una rete di professionisti o tra professionisti e assistiti.

La produzione, da parte del Ministero della Salute, di specifiche linee nazionali di indirizzo (2014) e, più recentemente, delle indicazioni nazionali per l’erogazione di prestazioni in telemedicina (2020) contribuiscono in modo determinante a definire la natura, la funzione, la normazione, l’applicabilità e la legittimità dell’impiego di questa che fino a non molti anni fa assumeva più i connotati di un “oggetto misterioso” che quelli di una risorsa da mettere a sistema: tutto questo ha fugato il timore che l’utilizzo di strumenti innovativi potesse confliggere con leggi, norme, regolamenti, linee guida e quant’altro afferisca ai campi del rischio clinico da un lato e degli aspetti medico-legali e contrattuali dall’altro.

Nell’affrontare sinteticamente un’analisi dell’applicabilità di queste nuove tecnologie rispetto al sistema complessivo di risposta ai bisogni di salute (senza entrare nel dettaglio delle diverse applicazioni cliniche e specialistiche), prenderemo in esame gli aspetti su cui si articola il nostro Servizio Sanitario Nazionale: la centralità del Paziente, la medicina di prossimità, la personalizzazione, l’eccellenza, l’elezione, e l’appropriatezza nell’erogazione dei percorsi di cura.
Il nostro SSN deve essere in grado di prendere in carico i bisogni e di declinarne l’analisi e la conseguente modalità di risposta in modo congruente al loro continuo (ed oggi sempre più rapido) mutamento; il nostro SSN data 1978: nel 2021 la domanda di salute in tanti anni ha mutato più e più volte aspetto.

Per realizzare nuovi servizi volti a rispondere con appropriatezza ai nuovi bisogni non si deve pensare (sol)tanto alla tecnologia, ma piuttosto a come organizzare processi e percorsi condivisi fra diverse strutture, operatori, professionalità, competenze, e a come la tecnologia ne possa favorire l’integrazione e conseguentemente potenziare e incrementare la qualità e l’efficacia del lavoro; in questo senso la Telemedicina deve essere intesa come un componente essenziale della rete dei servizi per migliorarne la qualità, l’efficienza e l’efficacia, e per questo deve essere al centro di una programmazione “di sistema” in un contesto più ampio di governance che la riconduca su precise e definite linee di sviluppo.

In questo senso, nel cercare di definire possibili linee di sviluppo della Telemedicina come elemento indispensabile di governance di processi e percorsi, se ne deve poter misurare l’applicabilità, l’usabilità ed il valore in termini di efficacia misurata su outcome di salute, di esiti e di processo. Gli strumenti tecnologici devono essere visti come enormi amplificatori di potenzialità in grado di generare una mole gigantesca di dati e informazioni, che indurrà tutti a lavorare diversamente, in maniera da poterla gestire ed utilizzare con il massimo dell’efficacia. Ma la realizzazione di nuovi servizi su nuovi bisogni, caratterizzati dall’interazione collaborativa (reti, hub/spoke, equipes, PDTA…) tra strutture sanitarie, tra professionisti e cittadini, necessita non solo di infrastrutture tecnologiche stabili e sicure, ma anche e soprattutto dell’applicazione di determinati driver per un reale cambiamento, tra i quali, per esempio, lo sviluppo di soft skills per creare “etiche” relazioni intersettoriali.

L’ineluttabilità del cambiamento è figlia della conoscenza, dell’evoluzione delle civiltà, della ricerca scientifica e dei mutamenti ambientali. Storicamente – come oggi purtroppo sta accadendo – i grandi cambiamenti sono diretta conseguenza della risposta a grandi eventi, purtroppo quasi sempre negativi, che hanno inevitabilmente tutti richiesto un’accelerazione nella ricerca di soluzioni rapide, efficaci e impattanti in maniera globale. Sta al lavoro scientifico trasformare i grandi problemi in grandi opportunità.

Prof. Gian Franco Gensini, Direttore scientifico, IRCCS MultiMedica
Prof. Giuseppe Ambrosio, Vicedirettore scientifico, IRCCS MultiMedica
Dr. Gianni Donigaglia, Presidente ANSPI (Associazione Nazionale della Sanità delle Piccole Isole)