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Ho la tosse: è contagio o comune allergia?

Le persone allergiche conoscono bene questo periodo primaverile, e sanno che per loro iniziano i giorni più difficili dell’anno.
L’arrivo della primavera, infatti, porta con sé la diffusione dei principali pollini, e di conseguenza l’esplosione di tutte le reazioni allergiche, molto fastidiose ma per fortuna piuttosto “gestibili” farmacologicamente.
Possiamo definire l’allergia respiratoria come un’infiammazione di naso e bronchi causata da un allergene che viene respirato e inalato.
Questa condizione si manifesta prevalentemente in due diverse “malattie respiratorie”: la rinocongiuntivite e l’asma allergica.
La rinocongiuntivite è l’infiammazione di naso e occhi, che si esprime con ostruzione nasale, prurito, gocciolamento e starnutazione; se il naso è irritato, anche gli occhi prudono e lacrimano.
L’asma allergica, invece, è la risposta dei bronchi: tosse prevalentemente secca, respiro sibilante e dispnea.

In questi giorni non è facile convivere con questi sintomi, che purtroppo in parte si sovrappongono a quelli indicati come riconducibili all’attuale infezione da COVID-19 (Coronavirus).
Come abbiamo sentito spesso, infatti, il virus si manifesta con febbre, tosse e mancanza di respiro (dispnea), e in alcuni casi può essere presente anche congiuntivite.

Come può allora una persona notoriamente allergica distinguere la sua condizione di “normalità” da quella di estrema attenzione per il possibile “contagio”?

Per distinguere le due patologie, bisogna prestare molta attenzione ai sintomi:
1. la malattia allergica respiratoria non è caratterizzata da febbre;
2. la malattia allergica respiratoria presenta, nella quasi totalità dei casi, anche rinocongiuntivite con prurito nasale e congiuntivale, rinorrea acquosa, salve di starnuti, tutti sintomi solitamente assenti nell’infezione da Coronavirus;
3. il paziente con asma allergica e non (quasi sempre associata a rinocongiuntivite) può presentare tosse e dispnea, ma questi si risolvono rapidamente con la terapia antiasmatica.

I comportamenti da seguire se si è allergici

La World Allergy Organization (WAO) ha recentemente stilato le linee guida per il comportamento dei pazienti allergici durante l’attuale pandemia:
seguire le norme generali, quindi mantenere la distanza sociale, praticare una buona igiene delle mani, lavandole regolarmente con acqua calda e sapone per almeno 20 secondi alla volta, ed evitare di toccare la bocca, il naso o gli occhi con le mani senza lavarsi;
continuare a prendere i farmaci per l’asma, la rinite allergica o qualsiasi altra malattia allergica, esattamente come prescritto. Non modificare o interrompere anche l’immunoterapia specifica (vaccino antiallergico), senza parlare prima con il proprio allergologo. Se si interrompe la terapia si corre il rischio, soprattutto per l’asma, di un peggioramento clinico con possibile conseguente necessità di cure mediche di emergenza e ospedalizzazione;
evitare i fattori scatenanti l’asma, quali allergeni, inquinanti e sostanze irritanti, e soprattutto smettere di fumare, fattore particolarmente importante per chi è in quarantena;
assicurarsi di avere abbastanza farmaci a casa per mantenere una scorta;
restare sempre in contatto con il proprio allergologo.

È inoltre importante sottolineare che, al momento attuale, non ci sono prove che i corticosteroidi per via inalatoria (nasali e bronchiali) e gli antistaminici abbiano alcun effetto sul rischio di contrarre COVID-19.

Dr.ssa Patrizia Bianchi, Specialista in Allergologia, Ospedale San Giuseppe