Diagnosi e cure

Trauma cranico: attenzione ai sintomi tardivi

Con il termine Trauma Cranico (TC) si intende un danno che coinvolge il distretto cranio-encefalico, causato da incidenti, colpi o cadute che danneggiano la testa e che presenta manifestazioni cliniche molto variabili per gravità e conseguenze. Il trauma cranico ha un’incidenza, in Italia, di 250 casi per 100.000 abitanti. Pur non essendo, dunque, una lesione molto frequente riveste una notevole importanza nella traumatologia d’urgenza avendo una percentuale di mortalità del 10% e, cosa più importante, essendo la più comune causa di mortalità nei soggetti tra i 15 ed i 44 anni di età.

Nella grande maggioranza dei casi il Trauma Cranico rientra nella categoria dei traumi minori, non porta conseguenze e si auto-risolve in periodi di tempo che possono essere molto limitati. Spesso, la contusione cranica si riduce ad una sintomatologia dolorosa della durata di qualche minuto, a volte associata ad un ematoma locale del cuoio capelluto che viene riassorbito in poche ore. Se il meccanismo lesivo è violento, però, le conseguenze possono essere molto gravi per l’interessamento del tessuto cerebrale che viene leso o indirettamente, per urto contro la parte intera della scatola cranica, o direttamente per sfondamento della stessa. Alla valutazione in triage, dunque, l‘infermiere indagherà sulla presenza di sintomi e/o fattori di rischio che possano far pensare alla presenza di un’emorragia intracranica che comprima l’encefalo.

Sintomi e fattori di rischio

I sintomi che possono indicare una potenziale gravità sono la cefalea (diffusa, ingravescente), la nausea, il vomito (tipicamente a getto), la sonnolenza, la difficoltà nell’esprimersi o nel muovere un arto, la difficoltà nell’equilibrio, la perdita di coscienza, l’amnesia, lo stato confusionale. I fattori di rischio sono rappresentati dall’età (maggiore di 65 anni), dall’assunzione di terapie anticoagulanti, dall’assunzione di sostanze tossiche, dalla presenza di patologie che riducano la capacità del sangue di coagularsi, dal meccanismo del trauma che ne indichi la particolare violenza.

Diagnosi

Il paziente con trauma cranico lieve, in assenza di fattori di rischio e in assenza di sintomi, se non il dolore in sede di trauma, verrà rapidamente dimesso con la raccomandazione di controllo a domicilio e ritorno in Pronto Soccorso in caso di comparsa di altri sintomi. Se, al contrario, il paziente dovesse presentare anche solo uno dei sintomi o dei fattori di rischio di cui sopra, si renderebbe necessaria l’esecuzione di una TAC per verificare o meno la presenza di un sanguinamento all’interno del cranio; una condizione molto grave che richiede sempre la valutazione neurochirurgica.

La presenza di una commozione cerebrale (amnesia, perdita di coscienza, stato confusionale, sopore) rendono la TAC un esame di prima scelta da eseguirsi immediatamente e da ripetersi dopo 24 ore di osservazione in caso di negatività. Se la negatività dovesse mantenersi, il paziente sarebbe dimissibile con indicazione all’osservazione domiciliare. La TAC di controllo andrebbe anticipata alla comparsa di ogni minima variazione clinica in senso peggiorativo durante l’osservazione. Nel TC non commotivo, la TAC viene eseguita solo in presenza dei fattori di rischio o dei sintomi. In assenza di questi fattori, il paziente verrà unicamente sottoposto ad osservazione e dimesso dopo 6-12 ore se dovesse rimanere asintomatico; la comparsa di sintomi trasformerebbe, di fatto, il trauma in commotivo.

Il paziente con trauma cranico dimesso dal Pronto Soccorso ed inviato a domicilio necessita di controlli a distanza, soprattutto per le categorie a rischio, a causa dei possibili sanguinamenti tardivi che possono sfuggire all’inquadramento diagnostico nel periodo immediatamente successivo al trauma. È, dunque, necessario che il paziente dimesso sia “sorvegliato” dai familiari e rivalutato a distanza dal proprio medico per poter escludere piccoli deficit che possano indicare una complicanza emorragica tardiva che va, comunque, trattata.

Dr. Marco Bordonali, Direttore Interpresidio Emergenza-Urgenza, Gruppo MultiMedica