Diagnosi e cure

Attività fisica: un grande investimento sul futuro! Anche nella prevenzione del Diabete

Il diabete è riconosciuto come una delle più grandi emergenze di salute globale del 21° secolo. Ogni anno sempre più persone vivono con questa condizione che può portare a gravi complicanze. Si stima che, attualmente nel mondo, vi siano 415 milioni di adulti affetti da diabete e 318 milioni di adulti, ancora non diabetici ma con alterazioni della glicemia, cioè ad alto rischio di sviluppare la malattia in futuro (IDF Atlas 2015). Ecco perché è necessario focalizzare gli sforzi delle istituzioni e degli operatori sanitari per ridurre l’impatto clinico e socio-economico del diabete di tipo 2, agendo su interventi mirati a prevenire o ritardare l’insorgenza della malattia. Gli studi clinici hanno dimostrato che la strategia ideale è rappresentata da programmi basati sulla modificazione degli stili di vita e finalizzati alla perdita di peso.

 

Una panoramica sugli studi e i programmi di prevenzione

Nel 2002 gli studi DPP (Diabetes Prevention Program) e DPS (Diabetes Prevention Study), condotti rispettivamente in USA e in Europa, dimostrarono che nei soggetti a rischio di diabete un programma strutturato di cambiamento degli stili di vita riduceva del 58 % il rischio di sviluppare diabete mellito di tipo 2, mentre l’uso della metformina, che è il primo farmaco utilizzato per la cura del diabete, riduceva il rischio del 31%. I cosiddetti cambiamenti terapeutici dello stile di vita prevedevano: una dieta ipocalorica e, soprattutto, la pratica di attività fisica di tipo aerobico per almeno due ore e mezzo a settimana. Nel disegno dello studio, dieta e attività fisica dovevano determinare un calo ponderale di almeno il 7% e l’esercizio fisico proposto dai ricercatori era rappresentato dalla camminata a passo svelto.

 

La difficile valutazione costi-benefici

Il messaggio principale dello studio DPP è il seguente: in una popolazione a rischio, un programma di intervento sugli stili di vita che coinvolga 7 persone, consentirà di prevenire mediamente 1 caso di diabete nell’arco di tre anni Sulla base di questi dati, per oltre un decennio si è discusso se fosse opportuno, in termini di costo-efficacia attivare, un programma su larga scala per la prevenzione del diabete. È noto infatti che solo il 50% dei soggetti che presentano alterazioni della glicemia sviluppa effettivamente il diabete nell’arco dei 10 anni successivi. Nel programma verrebbero dunque coinvolte persone che, pur essendo a rischio, non svilupperebbero mai la patologia. I sostenitori della prevenzione sottolineavano però che il rischio di effetti collaterali con la dieta e l’esercizio fisico fosse minimo e che il programma determinasse comunque numerosi benefici.

 

Lo stato dell’Arte e il programma del Gruppo MultiMedica

Finalmente, nel Marzo 2016 l’amministrazione Obama ha proposto l’espansione di Medicare – un programma di assicurazione medica amministrato dal Governo degli Stati Uniti per le persone meno abbienti – per coprire i costi dei programmi per prevenire il diabete in milioni di persone ad alto rischio di sviluppare la malattia negli Stati Uniti. In Italia il Ministero della Salute ha emanato il “Piano Nazionale Prevenzione 2014-2018” che si è posto l’obiettivo di “ridurre il carico prevenibile ed evitabile di morbosità, mortalità e disabilità delle malattie non trasmissibili”. In linea con queste strategie, nell’IRCCS MultiMedica è stato attivato uno studio, chiamato DIAPASON (DIAbetes Prediction And Screening: ObservatioNal study) che, in collaborazione con i Medici di medicina generale della ASL di Milano, identifica i soggetti a rischio di diabete con procedure semplici e a basso costo. Il programma prevederà l’attivazione, per le persone a rischio, di percorsi strutturati di modificazione degli stili di vita affidati alla medicina generale con la collaborazione degli specialisti diabetologici.