Diagnosi e cure

Piccoli traumi domestici: riconoscere quando è necessario rivolgersi al Pronto Soccorso

A chi non è capitato di avere un piccolo incidente in casa? Contusioni e distorsioni, ferite, abrasioni ed escoriazioni mettono alla prova le nostre conoscenze. Molti si affidano ai rimedi della nonna, che a volte sono degli ottimi palliativi, ma in altre occasioni possono essere pericolosi. Piuttosto che affidarsi al caso, ecco qui alcuni semplici accorgimenti utili a prendersi cura dei piccoli traumi domestici, quelli che non necessitano di un accesso al Pronto Soccorso.

Cosa fare in caso di urti
Le contusioni sono la conseguenza di un urto di una qualsiasi parte del corpo contro una superficie rigida; in linea di massima l’utilizzo del ghiaccio e di un antidolorifico attenua il dolore e consente, entro pochi giorni, di ritrovare un completo stato di benessere.
Ovviamente se l’urto è violento il rischio di avere una frattura ossea non va trascurato. Non esiste una regola che consenta di escludere a priori una lesione di questo tipo: in linea di massima il perdurare del dolore dopo 2 – 3 giorni di trattamento deve far venire qualche dubbio. Non è la presenza di un ematoma a dover far scattare l’allarme, ma piuttosto la percezione di una deformazione del segmento osseo interessato dall’urto.

Se si tratta di una distorsione
Le distorsioni sono movimenti anomali delle articolazioni, secondarie a un meccanismo traumatico. Spesso sono più dolorose delle contusioni e quasi sempre si associano ad un edema (rigonfiamento). A differenza della semplice contusione, la distorsione richiede sempre un’immobilizzazione del segmento interessato ed una valutazione specialistica a posteriori per verificare, una volta passato l’edema, il ripristino della funzionalità articolare e, quindi, l’esclusione di un danno dei legamenti.
Attenzione quando non si riesce a muovere l’articolazione interessata dal trauma distorsivo: in questi casi è bene fare una radiografia per verificare se i capi articolari sono usciti dalla loro sede causando quella che viene definita lussazione. Questo tipo di trauma richiede una manovra urgente (riduzione) necessaria a ristabilire la corretta posizione dei capi articolari stessi.

Se si batte la testa
Un discorso a parte lo meritano i traumi cranici: tutti i traumi cranici che non comportino perdita di conoscenza, stato confusionale, amnesia e che siano occorsi a persone sotto i 65 anni, che non assumano farmaci anticoagulanti e che non abbiano particolare patologie croniche, possono essere sorvegliati a domicilio. Qualora sia presente anche solo uno di questi fattori si impone una valutazione medica urgente. Uguale comportamento si deve tenere qualora vi sia la comparsa immediata o ritardata di cefalea diffusa e non localizzata solo alla parte colpita, nausea, vomito, sonnolenza o deficit di uno o più arti.
In questo tipo di traumi è abbastanza frequente un ematoma del cuoio capelluto. Non bisogna allarmarsi. Basta applicare localmente del ghiaccio.

In caso di ferite
Le lesioni tangenziali da attrito, escoriazioni (più superficiali) ed abrasioni (più profonde), non necessitano di sutura essendo delle perdite di sostanza della superficie cutanea. Il trattamento si basa sulla detersione con semplice acqua e sapone seguita dall’applicazione di un antisettico locale.
Le medicazioni devono essere eseguite tutti i giorni fino al normale ristabilirsi della superficie cutanea ed avendo cura di lasciare scoperta il più possibile la zona lesa.
Nel caso ci si trovi davanti ad una ferita penetrante va tenuto lo stesso comportamento iniziale, ma si impone una valutazione sulla necessità di suturare la lesione. Il sanguinamento di una ferita si può arrestare con la compressione o, in caso di ferite ampie o con lesione di vasi importanti, con l’applicazione di un laccio avendo cura di allentare la stretta ogni 5 – 10 minuti per consentire la ripresa temporanea della circolazione nei tessuti sani.