Prevenzione

Coronavirus: un aggiornamento

L’emergenza Coronavirus, sulle prime pagine di tutti i giornali, ha raggiunto anche il nostro Paese, con i primi due casi di contagio accertati, una coppia di turisti cinesi ora ricoverata a Roma.

Di cosa si tratta? Dobbiamo temerlo?

Il virus fa parte della famiglia dei Coronavirus, responsabili nel 2002 dell’epidemia di SARS e nel 2012 della MERS, che si è sviluppata in un’altra area geografica. Esistono vari tipi di Coronavirus, quello che è stato recentemente riconosciuto è una variante, ed è responsabile dell’attuale epidemia. Le forme gravi si complicano con una polmonite, quindi un attacco diretto ai polmoni da parte del virus. Le forme di polmonite virali sono le più pericolose e sono caratteristiche di soggetti con fattori di rischio predisponenti, come per esempio uno stato di immunodepressione. Solitamente, la stragrande maggioranza delle polmoniti che noi osserviamo è invece di origine batterica ed è curabile con gli antibiotici.

La trasmissione del virus si verifica attraverso le goccioline di saliva o secrezioni e il contagio interumano avviene solo con un contatto diretto, ad esempio un colpo di tosse ravvicinato. Il Coronavirus presenta gli stessi sintomi di una comune influenza, pertanto non è semplice riconoscerlo, soprattutto in questo periodo dell’anno che coincide con il picco influenzale. Diciamo che il sintomo più preoccupante è una forma di affaticamento respiratorio. Il fatto che il virus sia trasmissibile anche da soggetti asintomatici in fase di incubazione (che può arrivare a essere di 14 giorni) rende tutto molto più complicato, rispetto alla SARS e ad altre epidemie passate.

L’unica forma di prevenzione, efficace per ogni tipo di influenza, è il lavaggio frequente e accurato delle mani, in particolare per chi utilizza giornalmente i mezzi pubblici o entra in contatto con numerose persone. L’importante è non farsi prendere da infondate paure. In molte Regioni, i Medici di Medicina Generale hanno ricevuto indicazioni precise su come attivarsi per ricevere separatamente i pazienti che presentano i sintomi di un’infezione di questo tipo ed eventualmente indirizzarli agli ospedali.

Se sarà necessario, come già avvenuto in passato, la rete di assistenza ECMO per i casi più gravi è pronta ad essere messa in allerta. Per ogni dubbio occorre rivolgersi al proprio Medico di Medicina Generale e soprattutto non andare autonomamente in un pronto soccorso.

È inoltre attivo 24 ore su 24 il numero verde 1500 del Ministero della Salute, che è stato potenziato per rispondere alle domande dei cittadini sul virus partito da Wuhan, in italiano, inglese e cinese.

Prof. Sergio Harari, Direttore dell’Unità Operativa di Pneumologia dell’Ospedale San Giuseppe.